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12 febbraio 2018

MICHAEL GIACCHINO IN SALA DI REGISTRAZIONE PER GLI INCREDIBILI 2

Michael Giacchino ormai è diventato il compositore di punta della Pixar, ha composto infatti per lo studio d'animazione ben sei lungometraggi e, anche se Randy Newman possiede tutt'ora il record con otto, che diventerà nove con Toy Story 4, quello che a Newman manca è un cameo in un film Pixar, che invece Giacchino ha avuto nei panni del direttore d'orchestra di De La Cruz in Coco.

E la settima colonna sonora di Giacchino per la Pixar sarà proprio con Gli Incredibili 2, e, grazie ad un video condiviso sul suo profilo Twitter @m_giacchino, scopriamo che oggi ha iniziato le fasi di registrazioni della colonna sonora al Sony Scoring Stage di Los Angeles, dove si registrano la maggior parte dei film Pixar come quasi tutti i blockbuster hollywoodiani.

Di seguito il video in cui è in compagnia del regista Brad Bird:

10 febbraio 2018

IL MINATORE NEL NUOVO PROMO IN ATTESA DEL TRAILER DEGLI INCREDIBILI 2

Durante la trasmissione americana delle Olimpiadi invernali, ecco spuntare un altro promo con tantissimi scatti inediti che anticipa l'arrivo di un nuovo trailer o spot (anche se si parla per ora di special look) de Gli Incredibili 2 previsto il 14 febbraio.

Dopo il primo promo che mostrava Mr. Incredibile ed Elastigirl usare creativamente i loro poteri, anche qui il protagonista è l'azione. Il film pare che si aprirà esattamente secondi dopo la fine del primo capitolo, quando il Minatore, che qui intravediamo, minaccia Metroville.

9 febbraio 2018

MR. INCREDIBILE SU UN TRAMPOLINO SPECIALE NELL'ANTEPRIMA DEL NUOVO SPOT CHE DEBUTTERÀ DURANTE LE OLIMPIADI

Dopo il primo simpatico teaser trailer e la presentazione dei nuovi personaggi, siamo tutti in attesa di assaggiare del succoso nuovo materiale da Gli Incredibili 2, sequel che arriverà a distanza di ben quattordici anni dal primo amatissimo film a giugno negli Stati Uniti e nella solita data Pixar italiana di settembre nel nostro paese.

Se molti avevano predetto uno spot del film per il Superbowl la scorsa domenica, che poi non è stato, toccherà aspettare il 14 febbraio per vedere nuovi immagini dal film e assaggi di trama, che questa volta vedrà Helen Parr in azione mentre Bob si occuperà della famiglia dovendo gestire i poteri di Jack-Jack che per la prima volta si sono rivelati alla famiglia.

Lo spot è stato annunciato con un promo che trovate qui sotto nei primi secondi del video:

20 marzo 2014

MyNewGreatStory. Tra le pagine di Creativity, Inc.: Che cosa è il Braintrust

Molti hanno tentato di formulare e di classificare l'ispirazione e la creatività. Ed Catmull condivide la sua esperienza, dove ci spiega che la creatività non è strettamente un pozzo di idee, ma un’alchimia di persone. Nel libro Creativity, Inc. Ed Catmull rivela, con buon senso ed onesta, esempi di come realizzare una creativa coalescenza di arte, business e innovazione. 
George Lucas

Giorni fa la rivista americana Fast Company, ha pubblicato un estratto del libro del presidente della Pixar Animation e della Disney Animation, Ed Catmull. Il libro è intitolato Creativity, Inc., Overcoming the Unseen Forces That Stand in the Way of True Inspiration (Creativity, Inc., Superare le Forze Invisibili che Ostacolano il Cammino verso la Vera Ispirazione), redatto con la giornalista Amy Wallace edito da Random House in uscita il prossimo aprile. Un libro che narra il funzionamento interno degli studi Pixar, insegnando a tutti noi il modo per raggiungere una buona creatività collettiva attraverso le storie di incontri e le sessioni creative all'interno del centro nevralgico Pixar. Il libro è dunque un manuale su come costruire e sostenere una cultura creativa, al fine di esprimere idee per unire e renderci migliori, esperienza dopo esperienza. Vi proponiamo un estratto tradotto in italiano dedicato al cervello e gruppo creativo Pixar, il Braintrust.

Quando assisto e partecipo a quasi tutte le riunioni del Braintrust, il mio ruolo primario è quello di fare in modo che gli accordi su cui si basano gli incontri, siano protetti ed accoglienti. Questa parte del nostro lavoro non è mai semplice perché non si possono eliminare totalmente i blocchi per arrivare alla sincerità. La paura di dire qualcosa di stupido e di totalmente sbagliato, di offendere qualcuno o di essere intimidito, per vendetta o per il suo contrario, tutti hanno il modo di riaffermare se stessi. E quando lo si fa, è necessario affrontarlo in maniera netta.

Il Braintrust fu costituito organicamente, fuori dagli uffici, con i cinque uomini che guidarono e curarono la produzione di Toy Story, quali John Lasseter, Andrew Stanton, Pete Docter, Lee Unkrich, e Joe Ranft. Dagli inizi della Pixar, questo quintetto ci ha fatto vedere un modello solido, un gruppo di lavoro altamente funzionale. Divertenti, concentrati, intelligenti, ed inesorabilmente sinceri quando dovevavo litigare tra di loro. La cosa più importante è che non si sono mai permessi di distruggere se stessi a causa di problemi strutturali o personali che potessero rendere una comunicazione significativa all’interno di un gruppo impossibile.

Dopo l'uscita di Toy Story 2 [quando il Braintrust aiutò il film a non affondare nel baratro], il Braintrust si evolse, da una stretta cerchia, un gruppo di lavoro ben definito su un unico film, ad un gruppo più grande e più fluido. Nel corso degli anni, si è sempre più ampliato includendo una varietà di persone, quali registi, sceneggiatori, e capi della storia, il cui unico requisito è mostrare talento per la narrazione. L'unica cosa che non è mai cambiata è la richiesta ad esser sinceri.

La sincerità è la cosa più importante per il nostro processo creativo. Perché? Perché nella fase iniziale, tutti i nostri film fanno schifo. Questa è brutta cosa da dire, lo so, ma ho scelto di dirlo così, perchè dirlo in un modo più morbido non riuscirebbe a trasmettere quanto siano davvero brutte le prime stesure delle nostre storie. Non sto cercando di essere modesto o schivo. I film Pixar all’inizio non sono buoni film, e il nostro compito è di fare in modo di portare queste idee da film che “fanno schifo ad ottimi film.”

Pensate che sia è semplice creare un film che parli di giocattoli che provano dei sentimenti o come sia difficile realizzare un film che parli di ratti che possano preparare cibi gourmet, o come sia rischioso cominciare un film come WALL•E con 39 minuti senza un dialogo. Noi abbiamo il coraggio di tentare di costruire queste storie, ma non le creiamo subito, alla prima stesura. Questo è come dovrebbe essere sempre. La creatività deve cominciare da qualche parte, e noi siamo i veri credenti del potere della forza del gruppo, nella sincerità tra di noi e nel processo iterativo, quale rielaborare, rielaborare, rielaborare di nuovo, fino a quando una storia imperfetta non trovi la sua linea o un personaggio vuoto non trovi la sua anima.

Per capire perché il Braintrust è così centrale per la Pixar, si deve iniziare con una verità fondamentale: le persone che assumono progetti creativi complessi si perdono ad un certo punto del processo filmico. È la natura delle cose, al fine di creare, è necessario interiorizzare e fondersi con esso diventando parte essenziale della storia fin dalla sua nascita. Tutto ciò però è fonte di confusione. Dove una volta lo scrittore/regista del film aveva una sua prospettiva, lui o lei la perdono. Dove una volta lui o lei potevano vedere una foresta, ora ci sono solo alberi.

Come si risolve un problema che ne lui o lei vedono? La risposta dipende, ovviamente, dalla situazione. Il regista può essere nel giusto per l’impatto potenziale della sua idea centrale, ma forse non si è organizzato abbastanza bene per il Braintrust. Forse non si rende conto che molte idee da lui pensate, visibili sullo schermo, siano alla fine visibili solo nella sua testa. O forse le idee presentate nei vari estratti che mostra al Braintrust non potranno mai funzionare, e l'unico percorso in avanti è quello di far saltare qualcosa o di ricominciare da capo. Non importa che cosa, ma il processo di arrivo alla chiarezza ha bisogno di molta pazienza e sincerità.

Alla Pixar, cerchiamo di creare un ambiente in cui le persone vogliano sentire le opinioni di tutti (anche se quelle opinioni vengono contestate) e dove ognuno ha interesse per gli altri e per la costruzione di un altro successo. Noi diamo ai nostri registi sia libertà e che responsabilità. Ad esempio, riteniamo che le storie più promettenti non siano dettate dai filmmaker, ma emergano dall'interno. Con poche eccezioni, i nostri registi fanno i film che hanno concepito e che hanno un’ardente voglia di fare. Poi, sapendo che questa passione ad un certo punto li accecherà con inevitabili problemi per il loro film, gli offriamo il consiglio del Braintrust.

Come è diverso il Braintrust da qualsiasi altro meccanismo di feedback?

Ci sono due differenze fondamentali, per come la vedo io. Il primo è che il Braintrust è costituito da persone con una profonda comprensione dello storytelling, che di solito sono passate attraverso il processo di loro stessi. Mentre i registi accolgono critiche da molte fonti, ma soprattutto apprezzano i feedback da altri narratori. La seconda differenza è che il Braintrust non ha autorità. Il regista non deve seguire in maniera categoria ogni suggerimento datogli. Dopo un incontro con il Braintrust, spetta a lui o lei, capire come affrontare il feedback. Non dare alcun potere al Braintrust ad imporre soluzioni, colpisce le dinamiche del gruppo in un modo che io ritengo essenziale.

I problemi in un film sono abbastanza facili da individuare, ma le fonti di tali problemi sono spesso estremamente difficili da valutare. Un colpo di scena che disorienta o una variazione poco credibile al cuore del nostro personaggio principale, è spesso causata da sottili problematiche che troviamo altrove nella storia. 

Pensate ad un paziente che ha un dolore al ginocchio che deriva da una caduta. Se lo operi al ginocchio, non potrai solo riuscire ad alleviargli il dolore, ma si potrebbe facilmente peggiorare la sua situazione. Per alleviare il dolore, è necessario identificare ed affrontare la radice del problema. Gli appunti del Braintrust, sono destinati a portare alla superficie le vere cause dei problemi, senza imporre un rimedio specifico. Non vogliamo che il Braintrust risolva il problema di un regista, perché crediamo che, con ogni probabilità, la nostra soluzione non sarà buona come quella che il regista e il suo team creativo avrà.

Questo a volte non significa che non sia difficile ottenerlo. Naturalmente, ogni regista preferirebbe sentirsi dire che il suo film è un capolavoro. Ma a causa del modo in cui il Braintrust è strutturato, il dolore nel sentirsi dire che i difetti sono evidenti o sono necessarie revisioni è ridotto al minimo. Il film è sotto al microscopio, non lo è il filmmaker. Questo principio sfugge alla maggior parte delle persone, ma è fondamentale: Voi non siete la vostra idea, e se ci si identifica troppo con le vostre idee, vi offenderete quando verrete sfidati. Andrew Stanton, che è colui che riceve e da in qualsiasi riunione del Braintrust, ama dire che se la Pixar è un ospedale e i suoi film i suoi pazienti, il Braintrust è costituito dai medici di fiducia. È importante ricordare che il regista e produttore del film sono troppo “dottori”. È come se fossero riuniti un gruppo di esperti di consulenza per aiutare a trovare una diagnosi accurata per un caso estremamente complesso ed incerto. Ma alla fine, sono i filmmaker, e nessun altro, che avranno la decisione finale riguardo al trattamento più opportuno.

Per avere un'idea più chiara di come la sincerità viene diffusa in Pixar, voglio portarvi ad un incontro del Braintrust. Un giorno vedemmo degli estratti del film di Pete Docter, conosciuto all’epoca come The Untitled Pixar Movie That Takes You Inside the Mind. [Ora è stato intitolato Inside Out ed è prevista la sua uscita nel 2015.] Così inizia il Braintrust, questo era molto affollato, con circa 20 persone al tavolo e più di 15 sedie contro le pareti. Ognuno prese il cibo dal tavolo e dopo un pò di chiacchiere ci si mise al lavoro.


In precedenza, prima della proiezione, Pete aveva descritto quello che avevano costruito finora. “Cosa c'è dentro la mente?” chiese ai suoi colleghi. "Le tue emozioni. E così abbiamo lavorato duramente per rendere questi personaggi che sembrassero realmente quelle emozioni e quei sentimenti. Abbiamo il nostro personaggio principale, un emozione chiamata Joy (Gioia), che è effervescente. Si illumina letteralmente quando è eccitata. Poi abbiamo Fear (Paura). Pensa a se stesso come sicuro di sè ma ha sempre i nervi scoperti e tende a dare di matto. Gli altri personaggi sono Anger (Rabbia), Sadness (Tristezza), la sua forma è ispirata ad una lacrima, e Disgust (Disgusto), che sente con il suo naso ogni cosa. Tutti questi personaggi lavorano in un luogo chiamato Headquarters (Quartiere generale).

Questa prima anteprima di 10 minuti ottenne una risata. Erano tutti d’accordo che il film aveva molto potenziale per essere un gran film, come il film precedente di Pete, Up, tra i nostri film più originali e che ci colpiscono. Ma sembrava che ci fosse il consenso di tutti sul fatto che una scena chiave, una discussione tra due personaggi sul perché certi ricordi sbiadiscono, mentre altri bruciano per sempre in maniera luminosa, era troppo poco sufficiente per far capire al pubblico in maniera profonda quell’idea all’interno del film.

Lungo il tavolo, Brad Bird si mise sulla sedia. Brad è entrato in Pixar nel 2000, dopo aver scritto e diretto Il gigante di ferro per la Warner Bros. Il suo primo film per noi è stato Gli Incredibili nel 2004. Brad è un ribelle nato che combatte contro il conformismo creativo in qualsiasi veste. Quindi non fu una sorpresa che fu tra i primi ad articolare le sue preoccupazioni. "Capisco che tu desideri mantenere questa cosa semplice e facilmente riconoscibile", ha detto a Pete, "ma penso che abbiamo bisogno di qualcosa che il pubblico possa ottenere con un pò più di impegno.”

Andrew Stanton fu il prossimo a parlare. Andrew è solito dire che la gente ha bisogno di sbagliare quanto più velocemente possibile. In una battaglia, se si è di fronte a due colline e si è sicuri di quale attaccare, la giusta linea di azione è quella di affrettarsi e scegliere. Se si scopre che è la collina sbagliata, bisogna girarsi e attaccare subito l'altro. Ora sembrava suggerire che Pete e la sua squadra avevano preso d'assalto la collina sbagliata. Disse: “Penso che avete bisogno di trascorrere più tempo per assestare le regole del vostro mondo immaginato”.

Ogni film Pixar ha le sue regole che gli spettatori devono accettare, capire e godere. Le voci dei giocattoli nei film di Toy Story, per esempio, non sono mai udibili all'uomo. I ratti in Ratatouille camminano su quattro zampe, come normali parassiti, tranne Remy, la nostra stella, la cui postura eretta lo contraddistingue. Nel film di Pete, una delle regole, almeno fino a questo punto, è che i ricordi (raffigurati come globi di vetro incandescente) sono stati immagazzinati nel cervello viaggiando attraverso un labirinto di scivoli in una sorta di archivio. Una volta recuperato o ricordato, rotolano giù in un altro groviglio di scivoli, come palle da bowling per essere restituiti al giocatore nel suo settore originale.

Questa costruzione fu elegante ed efficace, ma Andrew suggerì un'altra regola necessaria per chiarirsi: come i ricordi e le emozioni cambiano nel tempo, anche il cervello invecchia. “Questo è il momento del film”, come disse Andrew, “per stabilire alcuni temi chiave.” Ascoltando questo, mi sono ricordato come in Toy Story 2, l'aggiunta di Wheezy contribuì a comunicare che i giocattoli danneggiati o non amati potevano essere scartati e prendere polvere sullo scaffale. Andrew sentiva che vi era una simile occasione anche qui. “Pete, questo film parla dell'inevitabilità del cambiamento. Tutti devono crescere.”

Molti di noi in questa stanza non sono cresciuti, e lo voglio dire, nel migliore dei modi. L'enigma è nel come diventare maturi e diventare affidabili allo stesso tempo, preservando il vostro stupore infantile. Molte persone sono venute da me molte volte, come sono sicuro che è successo a molte persone in questa stanza, dicendomi: "Vorrei poter essere creativo come te. Sarebbe bellissimo per me essere in grado di disegnare." Ma credo che ognuno di noi inizia con la capacità di disegnare. I bambini ce l’hanno nell’istinto. Ma molti di loro disimparano questa cosa. Oppure la gente dice loro che non possono disegnare o che non possono fare pratica. Quindi sì, i bambini devono crescere, ma forse c'è un modo per suggerirgli che potrebbero essere migliori se si attengono ad alcune delle loro idee infantili.”

"Pete, voglio farti un enorme applauso: questo è una grandiosa idea per provare a fare un film su questo.” Brad Bird continuò con la sua voce piena di affetto. “Ti ho detto la stessa cosa nei film precedenti. Stai cercando di fare un triplo salto mortale in una burrasca di vento e tu sei arrabbiato con te stesso perché non riesci ad atterrare. E la cosa più incredibile è che sei vivo.” Con questo film è lo stesso. Così fecero tutti un enorme applauso. “Vedi tutti hanno applaudito” e Brad aggiunse: “E tu sei in un mondo di dolore.

Un corollario importante è che il Braintrust deve essere sincero e i filmmaker devono essere pronti ad ascoltare la verità; la sincerità è solo valida se la persona che la riceve è aperta e disposta ad essa, e se necessario, bisogna lasciarsi alle spalle le cose che non funzionano. Jonas Rivera, il produttore del film di Pete, cerca di rendere tale processo doloroso più facile, raggruppando i punti principali di una sessione del Braintrust, distillando e filtrando le numerose osservazioni per arrivare ad un pasto più digeribile. 

Una volta che avviene questo incontro, Jonas spunta le aree più problematiche, ricordando a Pete quali sono le scene che echeggiavano di più nella stanza. “Allora cosa facciamo saltare in aria?” Chiese Jonas. “E che cosa ti piace? È ciò che hai amato nel film ora, rispetto a quando abbiamo cominciato?”

Pete rispose: “Io amo il modo in cui si apre il film.” 

Jonas alzò la mano come per un saluto. ”Okay, questo è il film, poi, per come abbiamo costruito la storia vi è un collegamento con questo.” 

"Sono d'accordo", disse Pete. Erano sulla loro strada.

Le sessioni di Braintrust più produttive vi sono quando vengono esplorate una miriade di correnti di pensiero, in un modo additivo e non competitivo. Prendete ad esempio WALL•E, che era noto, nella fase iniziale, come lo spazzino del pianeta. 

Per lungo tempo, quel film si concludeva con il nostro robot compattatore che salvava la sua amata droide, EVE, dalla distruzione all’interno di un cassonetto. Ma qualcosa in quel finale non ci è mai sembrato giusto. Abbiamo avuto innumerevoli discussioni su di esso. La confusione stava nel fatto che la trama romantica ci sembrava giusta. Naturalmente WALL•E era innamorato di EVE dal primo momento in cui la vide. In un certo senso, era questo il difetto. Fu Brad Bird che sottolineò ad Andrew Stanton in una riunione del Braintrust: “Tu hai negato al pubblico il momento che stava aspettando. Il momento in cui EVE butta via tutta la sua programmazione e fa di tutto per salvare WALL•E. Devi darglielo al pubblico perchè il pubblico vuole vedere questo.” Non appena Brad disse questo era come dire “Bingo!” ed Andrew se ne andò via e riscrisse il finale.

Michael Arndt ricorda che fu Andrew Stanton, nel frattempo, a dare un feedback nel Braintrust su Toy Story 3, che modificò radicalmente la fine del secondo atto del film. A quel punto del film, Lotso, l'orsacchiotto rosa e leader dei giocattoli del Day care center, ha un capovolgimento dopo l’ammutinamento dei giocattoli. Ma la rivolta non era credibile, perché la spinta di questo ammutinamento non risultava realistica. "In questo progetto”, Michael disse, "Woody fa un eroico discorso su ciò che era realmente Lotso, cambiando la mente di tutti riguardo Lotso". Ma nel Braintrust, Andrew disse: “Io non lo comprerei. Questi giocattoli non sono stupidi. Sanno che Lotso non è un bravo ragazzo. Si sono uniti a lui solo perché è il più potente.” Questo scatenò una discussione campale, fino a quando Michael rimase colpito da una analogia: Se si pensa che Lotso sia come Stalin e gli altri giocattoli come i suoi sudditi terrorizzati, e Big Baby, la bambola calva con un occhio cadente, rafforzativo di Lotso, si può dedurre che siamo di fronte all’esercito di Stalin. Ma emerse una correzione a questa idea. “Se si capovolge l’esercito, per fare in modo di sbarazzarsi di Stalin,” disse Michael “La domanda è, come può Woody mettere Big Baby contro Lotso? Questo è il problema da affrontare.”

La soluzione rivela che il doppio gioco di Lotso aveva portato Big Baby ad essere abbandonato dalla sua bambina, e questo fece riflettere Michael, ma non lo avrebbe mai fatto senza il Braintrust. Non dovete lavorare alla Pixar per creare un Braintrust. Ogni persona creativa può elaborare questo servizio in un gruppo, per esporre il giusto mix di intelligenza, intuito, e grazia. “Si può e si dovrebbe sempre creare il proprio gruppo per trovare la giusta soluzione”, dice Andrew, che lo ha fatto nel suo piccolo in ciascuno dei suoi film, in maniera separata dal Braintrust ufficiale. “Ecco le qualifiche: Le persone che tu devi scegliere devono (a) farti pensare in maniera più intelligente (b) mettere un sacco di soluzioni sul tavolo in un breve lasso di tempo, ma non mi interessa chi è, se è il bidello o il tirocinante o uno dei tuoi luogotenenti più attendibili: Se possono aiutare a farlo, loro dovrebbero essere nel gioco.”

Credetemi, vorreste essere in una società dove c'è più sincerità nei corridoi che nelle stanze dove le idee o le politiche fondamentali vengono discusse. Il miglior vaccino? Cercate persone che sono al vostro stesso livello e quando le troverete, tenetevele vicino.

28 gennaio 2014

Tomorrowland, George Clooney parla del film

E' uno dei film Disney più segreti di sempre, e nonostante le riprese siano già cominciate da un pezzo, non si sa nulla della trama se non accenni a personaggi e ambientazione.
Stiamo parlando di Tomorrowland, il film live-action della Disney in uscita a Maggio 2015, diretto da Brad Bird, vincitore di due Oscar per Gli Incredibili e Ratatouille, qui al suo secondo film in live-action dopo aver diretto tre anni fa il quarto capitolo di Mission: Impossible.

George Clooney e Hugh Laurie sul set del film
George Clooney è nel cast del film, e ne parla per la prima volta in una discussione live su Reddit per promuovere il suo prossimo film da regista, Monuments Men, in uscita in Italia il 13 Febbraio.
Indosso letteralmente un'imbracatura e rimango appeso per più di nove metri circondato da quattro diversi blue screen e letteralmente come parlano mi guardano tutti perché devo scendere per fare la scena. Ho tutti questi fili su di me... Brad è veramente un bravo ragazzo con un'immaginazione pazzesca. Se non lo rovino sarà un bel film. Devo essere attento a quello che dico perché è tutto top secret, quindi non ve lo voglio rovinare dicendovi che alla fine del film moriranno tutti.
Il colossale set del film
L'attore è noto per scegliere, da dieci anni a questa parte, ottime sceneggiature, i suoi ultimi film come Paradiso Amaro, Le idi di Marzo, Tra le Nuvole, hanno infatti ricevuto una nomination all'Oscar come miglior sceneggiatura. E la sua presenza nel film, oltre a quella di Bird alla regia e sceneggiatura scritta insieme a Damon Lindelof e Jeff Jensen, dovrebbe essere una garanzia per la riuscita del film. Nel cast anche Hugh Laurie (Dr. House).

Il film è ispirato ad alcune idee di Walt Disney sui parchi, e in particolare ad una scatola presente negli archivi Disney, e messa su dallo stesso Walt, classificata come 1952, che è stato anche il titolo provvisorio del film, per esplorarla potete scaricare l'applicazione gratuita dall'App Store. Del film c'è un sito virale, chiamato The Optimist.

La storia resta nel più totale mistero, ma sappiamo che ha come protagonisti un bambino-genio orami cresciuto e una ragazzina molto sveglia che si imbarcano in un'avventura mozzafiato cercando in tutto il tempo e lo spazio un posto che è in qualche modo presente nella loro memoria collettiva, chiamato Tomorrowland.

16 maggio 2013

Brad Bird parla del probabile sequel de Gli Incredibili e dell'Episodio VII che ha rifiutato

Proprio pochi giorni dopo l'indiscrezione che la Pixar stesse mettendo in cantiere un altro sequel dopo Alla Ricerca di Dory, Brad Bird ad una domanda sul sequel attesissimo de Gli Incredibili posta da THR non esclude la possibilità che un futuro potrebbe lavorare sul progetto.
Quante sono le possibilità di vedere mai un sequel de Gli Incredibili?
Ci ho pensato. Le persone pensano che non ci ho pensato, ma invece sì. Perchè amo quei personaggi e quel mondo. Sto accarezzando il mento e grattando la testa. Ho tanti, ma proprio tanti elementi che penso potrebbero funzionare molto bene per un sequel, e se potrò farli coincidere insieme, allora probabilmente lo farò. Mi piace l'idea di muovere le cose un pò più velocemente nei film. Sto cercando il modo di accellerare il ritmo ancora un pò di più per trovare un modo di mantenere il controllo creativo su questi film dove sono a mio agio con il risultato finale ma anche velocizzarli e farne di più. Ci sono diversi film che vorrei fare. E' come un grande hanger aereoportuale; metà assemblato nella mia testa. Sono interessato in tutti questi. Però ti devi muovere su quelli che le persone sono disposte a pagare i loro soldi per vedere e quelli che sei più eccitato a riguardo. 
E sicuramente un sequel de Gli Incredibili rientra tra questi criteri :)

I due geni del crimine
Ricordiamo che per il momento il regista è impegnato nella produzione di Tomorrowland, film live-action sempre della Disney con George Clooney e Hugh Laurie, che uscirà a Natale 2014, e proprio per questo film, come ammette di seguito, ha dovuto rinunciare alla regia dell'Episodio VII di Star Wars, poi andata a J.J. Abrams.
Il tuo nome è stato sbandierato per Star Wars: Episodio VII, c'è stata veramente una proposta, oppure è stato solo un sogno internettiano?
Ho conosciuto Kathleen Kennedy [produttrice del film e presidente della Lucasfilm] e conosco George Lucas. E sono venuti da me. Ma il problema era che le tempistiche che loro avevano in mente non coincidevano con le mie, a meno che non abbandonassi Tomorrowland. Ed ero coinvolto veramente tanto in quel film in quel momento. E' facile dire "Mettilo in pausa per adesso". Ma ti stai muovendo adesso, non sai se sarai in grado di farlo in un futuro. Forse è vero per registi come Cameron o Spielberg, ma sono concentrato su un solo atto al momento. Avremmo raggiunto una condizione critica dove sarebbe stato meglio buttare tutta la mobilia dalla fermata del treno. Voglio veramente tanto vedere questo film. Amo Star Wars, e non vedo l'ora di vedere cosa JJ Abrams farà, ma non significa che devo terminare un progetto per far parte di un altro. Penso che Tomorrowland sia speciale e unico.
Un high-five se lo merita
 Il fatto che abbia declinato l'offerta della Lucasfilm di dirigere l'Episodio VII, non è detto che in futuro Brad Bird non possa far parte della saga come regista, visto che la Disney ha quest'idea pazza di produrre un film di Star Wars all'anno, tra episodi della nuova trilogia e spin-off.
Ma prima ci sarà il sequel de Gli Incredibili: deve farlo :) anche se non mi dispiacerebbe vederlo alla regia del terzo Star Trek, una volta che JJ Abrams sarà occupato con Star Wars.

13 maggio 2013

Un altro sequel Pixar in pianificazione?

Bob Iger, capo supremo della Disney
E' BleedingCool a dare per prima la notizia, riportando le parole di Bob Iger, CEO della Disney, alla recente conference call degli azionisti. La Pixar, oltre a Alla Ricerca di Dory (Finding Dory), ha in pianificazione altri sequel.
[...] Per quanto riguarda l'animazione, anche la Pixar continua a creare grandi opportunità per la nostra compagnia. Siamo molto eccitati per Monsters University, che uscirà il prossimo mese. Ma il programma della Pixar da qui ai prossimi cinque anni includono fantastiche nuove storie, così come grandi sequel dei precedenti successi. Come abbiamo precedentemente annunciato, stiamo producendo al momento uno di questi sequel, Alla Ricerca di Dory, con Ellen DeGeneres che ritorna a doppiare Dory, uno dei più amati personaggi da Alla Ricerca di Nemo, che è uno dei film più di successo.
Iger si riferisce ad Alla Ricerca di Nemo come uno di questi sequel, quindi la Pixar ha almeno un altro sequel in sviluppo. Ma attenzione, c'è differenza tra un film in sviluppo, in cui si pensa solo ad una possibile storia, e in produzione, in cui lo studio ha già dato il via libera al progetto, quindi magari si sta solo pensando ad un ipotetico sequel, oppure Bob Iger ha semplicemente usato male le parole, d'altronde non ha detto nulla  direttamente su altro sequel.

I primi tre personaggi di Disney Infinity
Il sequel in questione potrebbe essere un terzo capitolo di Cars, oramai inevitabile visto il successo del secondo ma che probabilmente è stato messo da parte per il momento, visto che la Disney si sta dedicando a Planes, oppure all'attesissimo e richiestissimo sequel de Gli Incredibili, che tutti vogliono.
Brad Bird, regista de Gli Incredibili, ha più volte dichiarato che, casomai si trovasse la storia giusta, sarebbe stato lui a dirigere il sequel, e che i suoi recenti film in live-action non escludono il suo ritorno all'animazione, quindi, dopo che finirà di lavorare al suo nuovo film Tomorrowland sempre per la Disney in uscita nel 2014, potrebbe ritornare negli studi Pixar per realizzare Gli Incredibili 2.
Inoltre inserire l'action figure di Mr. Incredibile nello starter kit del prossimo videogioco Disney, Disney Infinity, insieme a Sulley di Monsters University e Jack Sparrow di Pirati dei Caraibi, ci aveva fatto sospettare qualcosa.
Ma queste sono solo speculazioni :)

Comunque fatto sta che i film Pixar sono diventati dei veri e proprio classici, e che la richiesta di sequel a volte viene proprio dai fan, oppure dal cast stesso.

21 giugno 2012

Intervista: Brad Bird sulla regia

In occasione dell'uscita nei cinema americani di Ribelle - the Brave, qui in Italia dovremo aspettare Settembre, la Pixar ha rinnovato lo stile grafico del suo sito, e ha aggiunto una sezione con delle interessanti interviste ad alcuni componenti dello studio di Emeryville.
Brad Bird, regista due volte premio Oscar de Gli Incredibili e Ratatouille, e recentemente del film Mission: Impossible - Protocollo Fantasma, uno dei migliori film dell'anno passato, parla della regia, sia dei film d'animazione che live-action, rivelando aneddoti, e il suo modo di approcciarsi ad essa.
L'intervista non è solo tecnica, è adatta a chi ha nel cassetto il sogno di diventare regista, ma anche a chi è appassionato e ne vuole sapere di più di cosa fa un regista.
Per voi abbiamo tradotto dall'audio l'intervista, che trovate qui sotto, il video è visualizzabile cliccando qui :-)


Dirigere è un pò come essere colpiti da un milione di cose dappertutto, avere domande, di ogni tipo, immaginate di essere soffocati dalle domande, avete presente quella scena in A Bug's Life, quando aprono quel contenitore e quella cavalletta viene ricoperta interamente dai cicchi di grano, è così con le domande.
Tutti cercano solo la risposta, ma dalla tua prospettiva è come essere colpiti da sinistra verso destra, e qualche volta non sai nemmeno dopo un pò quello che stanno dicendo. Non si accenna a fermarsi, è spietato, e tutto deve essere trattato egualmente, perchè, se per esempio qualcuno sta lavorando allo shading (le ombreggiature), quelle persone hanno bisogno che tu sappia tutti i dettaglia di quel muro, e la cosa può stare nell'ultimo posto nella tua Top 10, hai in mente quel grosso problema con la trama, una scena che deve assolitamente andare in produzione, è questo che sta nella tua testa, e non puoi dire loro, andateve via!
Perchè quelle persone stanno solo facendo il proprio lavoro, io direi che avere bambini mi ha aiutato come regista, perchè i bambini sono fatti in quella maniera, fanno delle domande che vogliono sapere subito e interrompono e gli devi dire, faccia a faccia, sarò da te in un momento, adesso devo fare questa cosa. Qualche volta vorrei strozzare qualcuno perchè mi disturbano con qualcosa che non è nella mia testa in quel momento, ma invece di strozzare, gli dico, dammi 10 minuti, perchè in quei 10 minuti non ti strangolerò, ma farò qualcosa che mi leverà la pressione che ho adesso. Tutti vogliono fare il loro lavoro il meglio possibile.
Il wrap party di Up. Chissà cosa combineranno :-)
C'è anche una delle cose peggiori, quando stai revisionando un progetto, stai guardando lo schermo, sei dentro la sala, con tutti quanti, che hanno lavorato duro e sono stanchi e loro vogliono solo che tu dica, approva, che è una parola che ti risuona dentro la testa, e puoi sentire 50 persone che pensano: dì che approvi, dì che approvi! Ma tu sai che non è così che deve andare, non stai solo mettendo il visto su una casella, devi pensare al momento che viene prima, a quello che viene dopo, e a come dovrebbe andare il tutto. Te lo devi sentire dentro, non hai nessuno che ti dice niente, te lo devi sentire, è per questo motivo che sei un regista, e allora dici che non è ancora pronto, deve ancora essere aggiustato, e allora senti tutti che ti odiano in quel momento.
Ma se ci rifletti, ti ameranno al wrap party (la festa che la Pixar organizza a fine lavorazione di un film) perchè avranno visto il film a distanza, avranno visto queste emozione che guida tutto il film, infatti molti mi sono venuti a dire: "sai che cosa, avevi ragione a combattere per quello, ero solo molto stanco, i miei bambini erano malati, stavo lavorando troppo" sai no, è la vita.
Ma parte del tuo ruolo è quello di deludere le persone per la giusta causa, che è difficile da fare, un'altra cosa difficile è quando qualcuno ti fa vedere qualcosa che è brillante, che tu ami, che è divertente, con un design perfetto, e devi dire no, perchè non aiuta a far girare le cose nel film.
Ho avuto molti animatori che hanno realizzato un tipo di animazione che era molto divertente, abbiamo fatto grosse risate, ma di nuovo ho dovuto dire, sai no, è molto divertente, ma ostacola quello che stiamo facendo adesso, e le persone sono deluse (traduzione libera di un verso di lamento di Brad Bird xD), perchè hanno lavorato duro, amano quello che hanno fatto, si sono divertiti, e sanno che il pubblico riderà, ma il fatto che una persona rida in quel momento, è un costo che il film non può permettersi, e quindi qualche volta devi dire di no, per mantenere alta la creatività, e anche questo è veramente difficile per un regista.
Storyboard di Ratatouille
Penso che ci siano milioni di modi per realizzare un buon prodotto d'animazione, il mio modo di fare è molto diverso da quello di John Lasseter, ma io non vorrei mai che John cambi qualcosa sul suo modo di fare film, perchè amo i film che realizza, perciò il suo modo di farli va benissimo. La maniera con cui mi piace farli, consiste nell'usare lo storyboard per organizzarmi, questo non vuol dire che mi ci tengo stretto, se qualcun'altro ha un modo migliore per organizzarci, mi va benissimo, o se a me viene in mente un modo migliore, farò anche quello, ma siccome le cose che faccio sono di solito grandi e complicate, per qualsiasi ragione, io devo essere molto specifico su quello che ci deve essere sullo schermo, perchè non mi posso permettere che qualcuno faccia qualcosa che non sarà sullo schermo, perchè ho molte più cose da fare, perciò sono disponibile a trattare il fatto che molte persone allestiscano il set per conto loro, ma concedi questo perchè hai la possibilità di rigirare la scena per tre volte, puoi avere molti tagli, perchè il film è più lungo. Puoi fare questo, però devi sapere esattamente dove posizionare la telecamera, avendo la certezza di cosa vedere, non possiamo fare nessun extra, perciò dico, ok sono disponibile a concedertelo, ma io devo dirti anche cosa comparirà sullo schermo, e allora mi dicono: "guarda non puoi cambiare la tua idea", perchè questo succede un milione di volte, quando le persone hanno le idee e dicono, si ok, ma mi piacerebbe avere anche una visuale sull'altro lato della stanza, ma tu gli dici, no non lo puoi fare, perchè non ci sarà l'altra parte della stanza, costruiremo solo quella parte che ci serve, perchè se perderemo tempo a fare questo, non avremo poi più tempo per fare quello che dobbiamo finire. E quindi dico, non vedremo mai un centimento da questo punto in poi, e loro sono d'accordo. E quindi costruiamo quello che è strettamente necessario per lo schermo, io penso che ci siano cose che devono essere perfette, sui cui ci ritorni sopra e ci lavori tanto, devono essere perfette, e altre cose che devono essere sufficientemente buone a non rompere la magia tra due cose fantastiche. Penso che molti facciano l'errore di cercare di fare tutto perfettamente, e poi si domandano perchè il loro film ha superato il budget, e devono tagliare molti set che sono buoni perchè non hanno più nessuna idea su come utilizzarli, penso che tu debbia essere abile a fare delle priorità su come le cose debbano essere buone.

Ginger-fan all'anteprima di Brave :-)
Presto tradurremo per voi anche molte altre interviste, per riuscire in vano a scoprire qual'è la magia della Pixar, quella magia che porta delle persone normali ad indossare delle parrucche rosse, a fingersi scozzesi e a convertirsi alla supremazia ginger, invano purtroppo xD

19 aprile 2011

Brad Bird non ancora abbandona l'adattamento di 1906

Brad Bird, regista de Gli Incredibili e Ratatouille, in questo momento si sta dedicando alla post-produzione del suo prossimo film da regista, Mission: Impossible - Ghost Protocol, quarto capitolo delle avventure dall'agente dell'impossibile Ethan Hunt, in uscita per fine anno.

Ma c'era un altro lavoro al quale Brad Bird si doveva dedicare prima di quest'ultimo; era 1906, adattamento da un libro di James Dalessandro, che tratta la ricerca da parte di dei giovani reporter, di alcuni documenti che provano l'alta vulnerabilità di San Francisco durante il terremoto del 1906, che poteva arrecare meno danni di quanti ce ne sono effettivamente stati, a causa dell'organizzazione interna corrotta della città.
Il film si preannunciava come un thriller politico, mai attuale quanto adesso, ad alto budget, ma da quando è stata annunciato, quattro anni fa, nessuna notizia da parte della Warner Bros, che detiene i diritti, è stata annunciata per il via libera del film. A quanto pare gli elevati costi, si parla di 200 milioni di budget, sono stati l'ostacolo principale a far partire un simile progetto, che aveva come finanziatori la Walt Disney Pictures, e la stessa Pixar.

In occasione dell'uscita in Blu-Ray degli Incredibili, è stato chiesto a Brad Bird che fine ha fatto questo ambizioso progetto.

Dopo Mission: Impossible, sarà 1906 il tuo prossimo lavoro?
Non lo so. Riguarda sempre riuscire a far funzionare la storia, e la tela da tessera è veramente grande. Il problema principale è stato adattare questa storia e contenerla in un film. E' un film che vuole essere una miniserie. Ma sei fai una miniserie, dopo devi raccontare la storia per il piccolo schermo, ma la storia chiede di essere narrata per il grande schermo. Perciò ci stiamo ancora lavorando.

Fonte: Entertainment Weekly, IMDB


Detto ciò, Brad Bird evidenzia il fatto che per riuscire a sviluppare questo adattamento, la chiave è il tempo, e penso che sia anche ragionevole il fatto che la Warner prima di dare ad un regista un budget così alto, voglia accettarsi delle sue qualità; i due Oscar vinti per Gli incredibili e Ratatouille bastano per affidargli un film d'animazione, ma non un lavoro live-action in larga scala come questo.
Penso che basti aspettare e vedere i risultati dell'ultimo Mission Impossible, che sembra davvero promettente ;D

30 gennaio 2010

Che fine ha fatto 1906 di Brad Bird?

Di 1906 se ne cominciò a parlare a partire da tre anni fa, il film dovrebbe essere diretto e sceneggiato da Brad Bird, regista de Gli Incredibili e Ratatouille, e basato sul terribile terremoto che colpì la città di San Francisco nel 1906, ma per la precisione sul romanzo scritto da James Dalessandro [Amazon].
Del progetto si sono perse le notizie più di un anno fa, sapevamo che il film sarebbe stato prodotto dalla Walt Disney Pictures, Pixar e Warner Bros, e che Brad Bird aveva steso già una sceneggiatura. Ma adesso l'affidabile blog, Blue Sky Disney, ha ricevuto da una fonte delle notizie.
Non c'è nessuna data di inizio riprese, e nemmeno nessuna approvazione dalla Warner e dalla Disney/Pixar. La Disney è coinvolta nel progetto quindi, ma la Warner è il partner attivo e sembra proprietario dei diritti del romanzo. La lunghezza del film e il grosso budget sono i problemi principali del film, Brad Bird, che intanto ha già steso due sceneggiature, sta aspettando il semaforo verde.

Fonte: Blue Sky Disney

Tradotto in parole povere, la Disney senza il sostegno della Warner non può fare niente, e sarà difficile che quest'ultima sborsi un sacco di soldi, parliamo di più 200 milioni, per un progetto simile. Inoltre un regista come Brad Bird al suo primo film live-action, in passato ha fatto solo animazione, non può di certo aiutare per farsi dare un sacco di soldi. Blues Sky Disney inoltre dice che se il progetto non verrà approvato quest'anno, forse, non verrà approvato mai più. Il che è un grandissimo peccato per uno dei film, che, secondo il mio parere, potrebbe essere stato un capolavoro come gli altri film di Brad Bird.

8 giugno 2009

1906 - Brad Bird vuole Michael Giacchino

Anche se non è stato ancora annunciato, la pre-produzione di 1906, live-action catastrofico prodotto dalla Pixar, sembrerebbe iniziata tanto che Brad Bird, il regista, ha proposto a Michael Giacchino di occuparsi della colonna sonora del film.
Sappiamo che Giacchino ha già collaborato con la Pixar occupandosi delle colonne sonore di Up, Gli Incredibili e Ratatouille, tantochè Brad Bird definisce il suo rapporto con il compositore quasi familiare.

Fonte: L.A. Times Blog

Vi ricordo che 1906 narra i fatti del terremoto avvenuto appunto nel 1906 che ha ridotto in macerie tutta San Francisco.
Il film sarà prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures e Warner Bros.

6 febbraio 2009

Brad Bird parla di 1906

Brad Bird, regista de Gli Incredibili e Ratatouille, durante la premiere di Coraline, nuovo film diretto da Henry Selick regista di Nightmare Before Christmas, è stato intervistato e ha parlato del suo prossimo progetto live-action, 1906, che dovrebbe raccontare i fatti del terremoto avvenuto appunto nel 1906 che ha distrutto mezza San Francisco.
Brad Bird sta lavorando alla sceneggiatura di 1906, e la trova molto difficile perchè vorrebbe raccontare molti particolari fatti avvenuti in quel periodo, politici e non, e inoltre sta trovando anche un luogo dove girarlo, probabile che lo giri una parte in Italia a Pompei, almeno spero.
Il film sarà romantico ed epico, ma non ha ancora trovato un cast adatto.
Inoltre conferma il fatto che il film rimane ancora sottoproduzione Pixar, Disney e Warner, e speriamo che resti così com'è.

Non dice nulla sulla data di uscita pultroppo, quindi speriamo che il film venga annunciato presto, per scoprire la produzione.

Fonte: Latino Review

15 giugno 2008

Brad Bird sta realizzando 1906? Abbiamo le Prove

Già da tempo vi avevo parlato del primo live-action della Pixar (Animation) Studios, 1906, film con attori in carne ed ossa, che narra le vicende di ragazzi di un college che investigano sulla morte del padre di un loro amico, mentre sta avvenendo a San Francisco, nella loro città, un terremoto, anzi il terremoto, che sterminerà la maggior parte della popolazione della città.

Infatti su Pixar.com su Jobs, Lavori, la Pixar ha scritto:
I CANDIDATI DEVONO SAPER RICERCARE INFORMAZIONI, CALENDARI, EVENTI, PERSONE CHE DEVONO SAPER FORNIRE UN ELEVATO LIVELLO DI DETTAGLI ED AUDENTICITA'.

Forse questo perchè il film di 1906, deve ricostruire San Francisco come era nel 1906, per alla fine distruggerla. Un bel lavoraccio.

Ecco il poster che ha realizzato, THEPIXARBLOG, un blogspot canadese, molto carino:

Ecco la Ricostruzione del set di 1906:

La Prima Immagine REALE della distruzione di San Francisco del 1906: