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20 marzo 2014

MyNewGreatStory. Tra le pagine di Creativity, Inc.: Che cosa è il Braintrust

Molti hanno tentato di formulare e di classificare l'ispirazione e la creatività. Ed Catmull condivide la sua esperienza, dove ci spiega che la creatività non è strettamente un pozzo di idee, ma un’alchimia di persone. Nel libro Creativity, Inc. Ed Catmull rivela, con buon senso ed onesta, esempi di come realizzare una creativa coalescenza di arte, business e innovazione. 
George Lucas

Giorni fa la rivista americana Fast Company, ha pubblicato un estratto del libro del presidente della Pixar Animation e della Disney Animation, Ed Catmull. Il libro è intitolato Creativity, Inc., Overcoming the Unseen Forces That Stand in the Way of True Inspiration (Creativity, Inc., Superare le Forze Invisibili che Ostacolano il Cammino verso la Vera Ispirazione), redatto con la giornalista Amy Wallace edito da Random House in uscita il prossimo aprile. Un libro che narra il funzionamento interno degli studi Pixar, insegnando a tutti noi il modo per raggiungere una buona creatività collettiva attraverso le storie di incontri e le sessioni creative all'interno del centro nevralgico Pixar. Il libro è dunque un manuale su come costruire e sostenere una cultura creativa, al fine di esprimere idee per unire e renderci migliori, esperienza dopo esperienza. Vi proponiamo un estratto tradotto in italiano dedicato al cervello e gruppo creativo Pixar, il Braintrust.

Quando assisto e partecipo a quasi tutte le riunioni del Braintrust, il mio ruolo primario è quello di fare in modo che gli accordi su cui si basano gli incontri, siano protetti ed accoglienti. Questa parte del nostro lavoro non è mai semplice perché non si possono eliminare totalmente i blocchi per arrivare alla sincerità. La paura di dire qualcosa di stupido e di totalmente sbagliato, di offendere qualcuno o di essere intimidito, per vendetta o per il suo contrario, tutti hanno il modo di riaffermare se stessi. E quando lo si fa, è necessario affrontarlo in maniera netta.

Il Braintrust fu costituito organicamente, fuori dagli uffici, con i cinque uomini che guidarono e curarono la produzione di Toy Story, quali John Lasseter, Andrew Stanton, Pete Docter, Lee Unkrich, e Joe Ranft. Dagli inizi della Pixar, questo quintetto ci ha fatto vedere un modello solido, un gruppo di lavoro altamente funzionale. Divertenti, concentrati, intelligenti, ed inesorabilmente sinceri quando dovevavo litigare tra di loro. La cosa più importante è che non si sono mai permessi di distruggere se stessi a causa di problemi strutturali o personali che potessero rendere una comunicazione significativa all’interno di un gruppo impossibile.

Dopo l'uscita di Toy Story 2 [quando il Braintrust aiutò il film a non affondare nel baratro], il Braintrust si evolse, da una stretta cerchia, un gruppo di lavoro ben definito su un unico film, ad un gruppo più grande e più fluido. Nel corso degli anni, si è sempre più ampliato includendo una varietà di persone, quali registi, sceneggiatori, e capi della storia, il cui unico requisito è mostrare talento per la narrazione. L'unica cosa che non è mai cambiata è la richiesta ad esser sinceri.

La sincerità è la cosa più importante per il nostro processo creativo. Perché? Perché nella fase iniziale, tutti i nostri film fanno schifo. Questa è brutta cosa da dire, lo so, ma ho scelto di dirlo così, perchè dirlo in un modo più morbido non riuscirebbe a trasmettere quanto siano davvero brutte le prime stesure delle nostre storie. Non sto cercando di essere modesto o schivo. I film Pixar all’inizio non sono buoni film, e il nostro compito è di fare in modo di portare queste idee da film che “fanno schifo ad ottimi film.”

Pensate che sia è semplice creare un film che parli di giocattoli che provano dei sentimenti o come sia difficile realizzare un film che parli di ratti che possano preparare cibi gourmet, o come sia rischioso cominciare un film come WALL•E con 39 minuti senza un dialogo. Noi abbiamo il coraggio di tentare di costruire queste storie, ma non le creiamo subito, alla prima stesura. Questo è come dovrebbe essere sempre. La creatività deve cominciare da qualche parte, e noi siamo i veri credenti del potere della forza del gruppo, nella sincerità tra di noi e nel processo iterativo, quale rielaborare, rielaborare, rielaborare di nuovo, fino a quando una storia imperfetta non trovi la sua linea o un personaggio vuoto non trovi la sua anima.

Per capire perché il Braintrust è così centrale per la Pixar, si deve iniziare con una verità fondamentale: le persone che assumono progetti creativi complessi si perdono ad un certo punto del processo filmico. È la natura delle cose, al fine di creare, è necessario interiorizzare e fondersi con esso diventando parte essenziale della storia fin dalla sua nascita. Tutto ciò però è fonte di confusione. Dove una volta lo scrittore/regista del film aveva una sua prospettiva, lui o lei la perdono. Dove una volta lui o lei potevano vedere una foresta, ora ci sono solo alberi.

Come si risolve un problema che ne lui o lei vedono? La risposta dipende, ovviamente, dalla situazione. Il regista può essere nel giusto per l’impatto potenziale della sua idea centrale, ma forse non si è organizzato abbastanza bene per il Braintrust. Forse non si rende conto che molte idee da lui pensate, visibili sullo schermo, siano alla fine visibili solo nella sua testa. O forse le idee presentate nei vari estratti che mostra al Braintrust non potranno mai funzionare, e l'unico percorso in avanti è quello di far saltare qualcosa o di ricominciare da capo. Non importa che cosa, ma il processo di arrivo alla chiarezza ha bisogno di molta pazienza e sincerità.

Alla Pixar, cerchiamo di creare un ambiente in cui le persone vogliano sentire le opinioni di tutti (anche se quelle opinioni vengono contestate) e dove ognuno ha interesse per gli altri e per la costruzione di un altro successo. Noi diamo ai nostri registi sia libertà e che responsabilità. Ad esempio, riteniamo che le storie più promettenti non siano dettate dai filmmaker, ma emergano dall'interno. Con poche eccezioni, i nostri registi fanno i film che hanno concepito e che hanno un’ardente voglia di fare. Poi, sapendo che questa passione ad un certo punto li accecherà con inevitabili problemi per il loro film, gli offriamo il consiglio del Braintrust.

Come è diverso il Braintrust da qualsiasi altro meccanismo di feedback?

Ci sono due differenze fondamentali, per come la vedo io. Il primo è che il Braintrust è costituito da persone con una profonda comprensione dello storytelling, che di solito sono passate attraverso il processo di loro stessi. Mentre i registi accolgono critiche da molte fonti, ma soprattutto apprezzano i feedback da altri narratori. La seconda differenza è che il Braintrust non ha autorità. Il regista non deve seguire in maniera categoria ogni suggerimento datogli. Dopo un incontro con il Braintrust, spetta a lui o lei, capire come affrontare il feedback. Non dare alcun potere al Braintrust ad imporre soluzioni, colpisce le dinamiche del gruppo in un modo che io ritengo essenziale.

I problemi in un film sono abbastanza facili da individuare, ma le fonti di tali problemi sono spesso estremamente difficili da valutare. Un colpo di scena che disorienta o una variazione poco credibile al cuore del nostro personaggio principale, è spesso causata da sottili problematiche che troviamo altrove nella storia. 

Pensate ad un paziente che ha un dolore al ginocchio che deriva da una caduta. Se lo operi al ginocchio, non potrai solo riuscire ad alleviargli il dolore, ma si potrebbe facilmente peggiorare la sua situazione. Per alleviare il dolore, è necessario identificare ed affrontare la radice del problema. Gli appunti del Braintrust, sono destinati a portare alla superficie le vere cause dei problemi, senza imporre un rimedio specifico. Non vogliamo che il Braintrust risolva il problema di un regista, perché crediamo che, con ogni probabilità, la nostra soluzione non sarà buona come quella che il regista e il suo team creativo avrà.

Questo a volte non significa che non sia difficile ottenerlo. Naturalmente, ogni regista preferirebbe sentirsi dire che il suo film è un capolavoro. Ma a causa del modo in cui il Braintrust è strutturato, il dolore nel sentirsi dire che i difetti sono evidenti o sono necessarie revisioni è ridotto al minimo. Il film è sotto al microscopio, non lo è il filmmaker. Questo principio sfugge alla maggior parte delle persone, ma è fondamentale: Voi non siete la vostra idea, e se ci si identifica troppo con le vostre idee, vi offenderete quando verrete sfidati. Andrew Stanton, che è colui che riceve e da in qualsiasi riunione del Braintrust, ama dire che se la Pixar è un ospedale e i suoi film i suoi pazienti, il Braintrust è costituito dai medici di fiducia. È importante ricordare che il regista e produttore del film sono troppo “dottori”. È come se fossero riuniti un gruppo di esperti di consulenza per aiutare a trovare una diagnosi accurata per un caso estremamente complesso ed incerto. Ma alla fine, sono i filmmaker, e nessun altro, che avranno la decisione finale riguardo al trattamento più opportuno.

Per avere un'idea più chiara di come la sincerità viene diffusa in Pixar, voglio portarvi ad un incontro del Braintrust. Un giorno vedemmo degli estratti del film di Pete Docter, conosciuto all’epoca come The Untitled Pixar Movie That Takes You Inside the Mind. [Ora è stato intitolato Inside Out ed è prevista la sua uscita nel 2015.] Così inizia il Braintrust, questo era molto affollato, con circa 20 persone al tavolo e più di 15 sedie contro le pareti. Ognuno prese il cibo dal tavolo e dopo un pò di chiacchiere ci si mise al lavoro.


In precedenza, prima della proiezione, Pete aveva descritto quello che avevano costruito finora. “Cosa c'è dentro la mente?” chiese ai suoi colleghi. "Le tue emozioni. E così abbiamo lavorato duramente per rendere questi personaggi che sembrassero realmente quelle emozioni e quei sentimenti. Abbiamo il nostro personaggio principale, un emozione chiamata Joy (Gioia), che è effervescente. Si illumina letteralmente quando è eccitata. Poi abbiamo Fear (Paura). Pensa a se stesso come sicuro di sè ma ha sempre i nervi scoperti e tende a dare di matto. Gli altri personaggi sono Anger (Rabbia), Sadness (Tristezza), la sua forma è ispirata ad una lacrima, e Disgust (Disgusto), che sente con il suo naso ogni cosa. Tutti questi personaggi lavorano in un luogo chiamato Headquarters (Quartiere generale).

Questa prima anteprima di 10 minuti ottenne una risata. Erano tutti d’accordo che il film aveva molto potenziale per essere un gran film, come il film precedente di Pete, Up, tra i nostri film più originali e che ci colpiscono. Ma sembrava che ci fosse il consenso di tutti sul fatto che una scena chiave, una discussione tra due personaggi sul perché certi ricordi sbiadiscono, mentre altri bruciano per sempre in maniera luminosa, era troppo poco sufficiente per far capire al pubblico in maniera profonda quell’idea all’interno del film.

Lungo il tavolo, Brad Bird si mise sulla sedia. Brad è entrato in Pixar nel 2000, dopo aver scritto e diretto Il gigante di ferro per la Warner Bros. Il suo primo film per noi è stato Gli Incredibili nel 2004. Brad è un ribelle nato che combatte contro il conformismo creativo in qualsiasi veste. Quindi non fu una sorpresa che fu tra i primi ad articolare le sue preoccupazioni. "Capisco che tu desideri mantenere questa cosa semplice e facilmente riconoscibile", ha detto a Pete, "ma penso che abbiamo bisogno di qualcosa che il pubblico possa ottenere con un pò più di impegno.”

Andrew Stanton fu il prossimo a parlare. Andrew è solito dire che la gente ha bisogno di sbagliare quanto più velocemente possibile. In una battaglia, se si è di fronte a due colline e si è sicuri di quale attaccare, la giusta linea di azione è quella di affrettarsi e scegliere. Se si scopre che è la collina sbagliata, bisogna girarsi e attaccare subito l'altro. Ora sembrava suggerire che Pete e la sua squadra avevano preso d'assalto la collina sbagliata. Disse: “Penso che avete bisogno di trascorrere più tempo per assestare le regole del vostro mondo immaginato”.

Ogni film Pixar ha le sue regole che gli spettatori devono accettare, capire e godere. Le voci dei giocattoli nei film di Toy Story, per esempio, non sono mai udibili all'uomo. I ratti in Ratatouille camminano su quattro zampe, come normali parassiti, tranne Remy, la nostra stella, la cui postura eretta lo contraddistingue. Nel film di Pete, una delle regole, almeno fino a questo punto, è che i ricordi (raffigurati come globi di vetro incandescente) sono stati immagazzinati nel cervello viaggiando attraverso un labirinto di scivoli in una sorta di archivio. Una volta recuperato o ricordato, rotolano giù in un altro groviglio di scivoli, come palle da bowling per essere restituiti al giocatore nel suo settore originale.

Questa costruzione fu elegante ed efficace, ma Andrew suggerì un'altra regola necessaria per chiarirsi: come i ricordi e le emozioni cambiano nel tempo, anche il cervello invecchia. “Questo è il momento del film”, come disse Andrew, “per stabilire alcuni temi chiave.” Ascoltando questo, mi sono ricordato come in Toy Story 2, l'aggiunta di Wheezy contribuì a comunicare che i giocattoli danneggiati o non amati potevano essere scartati e prendere polvere sullo scaffale. Andrew sentiva che vi era una simile occasione anche qui. “Pete, questo film parla dell'inevitabilità del cambiamento. Tutti devono crescere.”

Molti di noi in questa stanza non sono cresciuti, e lo voglio dire, nel migliore dei modi. L'enigma è nel come diventare maturi e diventare affidabili allo stesso tempo, preservando il vostro stupore infantile. Molte persone sono venute da me molte volte, come sono sicuro che è successo a molte persone in questa stanza, dicendomi: "Vorrei poter essere creativo come te. Sarebbe bellissimo per me essere in grado di disegnare." Ma credo che ognuno di noi inizia con la capacità di disegnare. I bambini ce l’hanno nell’istinto. Ma molti di loro disimparano questa cosa. Oppure la gente dice loro che non possono disegnare o che non possono fare pratica. Quindi sì, i bambini devono crescere, ma forse c'è un modo per suggerirgli che potrebbero essere migliori se si attengono ad alcune delle loro idee infantili.”

"Pete, voglio farti un enorme applauso: questo è una grandiosa idea per provare a fare un film su questo.” Brad Bird continuò con la sua voce piena di affetto. “Ti ho detto la stessa cosa nei film precedenti. Stai cercando di fare un triplo salto mortale in una burrasca di vento e tu sei arrabbiato con te stesso perché non riesci ad atterrare. E la cosa più incredibile è che sei vivo.” Con questo film è lo stesso. Così fecero tutti un enorme applauso. “Vedi tutti hanno applaudito” e Brad aggiunse: “E tu sei in un mondo di dolore.

Un corollario importante è che il Braintrust deve essere sincero e i filmmaker devono essere pronti ad ascoltare la verità; la sincerità è solo valida se la persona che la riceve è aperta e disposta ad essa, e se necessario, bisogna lasciarsi alle spalle le cose che non funzionano. Jonas Rivera, il produttore del film di Pete, cerca di rendere tale processo doloroso più facile, raggruppando i punti principali di una sessione del Braintrust, distillando e filtrando le numerose osservazioni per arrivare ad un pasto più digeribile. 

Una volta che avviene questo incontro, Jonas spunta le aree più problematiche, ricordando a Pete quali sono le scene che echeggiavano di più nella stanza. “Allora cosa facciamo saltare in aria?” Chiese Jonas. “E che cosa ti piace? È ciò che hai amato nel film ora, rispetto a quando abbiamo cominciato?”

Pete rispose: “Io amo il modo in cui si apre il film.” 

Jonas alzò la mano come per un saluto. ”Okay, questo è il film, poi, per come abbiamo costruito la storia vi è un collegamento con questo.” 

"Sono d'accordo", disse Pete. Erano sulla loro strada.

Le sessioni di Braintrust più produttive vi sono quando vengono esplorate una miriade di correnti di pensiero, in un modo additivo e non competitivo. Prendete ad esempio WALL•E, che era noto, nella fase iniziale, come lo spazzino del pianeta. 

Per lungo tempo, quel film si concludeva con il nostro robot compattatore che salvava la sua amata droide, EVE, dalla distruzione all’interno di un cassonetto. Ma qualcosa in quel finale non ci è mai sembrato giusto. Abbiamo avuto innumerevoli discussioni su di esso. La confusione stava nel fatto che la trama romantica ci sembrava giusta. Naturalmente WALL•E era innamorato di EVE dal primo momento in cui la vide. In un certo senso, era questo il difetto. Fu Brad Bird che sottolineò ad Andrew Stanton in una riunione del Braintrust: “Tu hai negato al pubblico il momento che stava aspettando. Il momento in cui EVE butta via tutta la sua programmazione e fa di tutto per salvare WALL•E. Devi darglielo al pubblico perchè il pubblico vuole vedere questo.” Non appena Brad disse questo era come dire “Bingo!” ed Andrew se ne andò via e riscrisse il finale.

Michael Arndt ricorda che fu Andrew Stanton, nel frattempo, a dare un feedback nel Braintrust su Toy Story 3, che modificò radicalmente la fine del secondo atto del film. A quel punto del film, Lotso, l'orsacchiotto rosa e leader dei giocattoli del Day care center, ha un capovolgimento dopo l’ammutinamento dei giocattoli. Ma la rivolta non era credibile, perché la spinta di questo ammutinamento non risultava realistica. "In questo progetto”, Michael disse, "Woody fa un eroico discorso su ciò che era realmente Lotso, cambiando la mente di tutti riguardo Lotso". Ma nel Braintrust, Andrew disse: “Io non lo comprerei. Questi giocattoli non sono stupidi. Sanno che Lotso non è un bravo ragazzo. Si sono uniti a lui solo perché è il più potente.” Questo scatenò una discussione campale, fino a quando Michael rimase colpito da una analogia: Se si pensa che Lotso sia come Stalin e gli altri giocattoli come i suoi sudditi terrorizzati, e Big Baby, la bambola calva con un occhio cadente, rafforzativo di Lotso, si può dedurre che siamo di fronte all’esercito di Stalin. Ma emerse una correzione a questa idea. “Se si capovolge l’esercito, per fare in modo di sbarazzarsi di Stalin,” disse Michael “La domanda è, come può Woody mettere Big Baby contro Lotso? Questo è il problema da affrontare.”

La soluzione rivela che il doppio gioco di Lotso aveva portato Big Baby ad essere abbandonato dalla sua bambina, e questo fece riflettere Michael, ma non lo avrebbe mai fatto senza il Braintrust. Non dovete lavorare alla Pixar per creare un Braintrust. Ogni persona creativa può elaborare questo servizio in un gruppo, per esporre il giusto mix di intelligenza, intuito, e grazia. “Si può e si dovrebbe sempre creare il proprio gruppo per trovare la giusta soluzione”, dice Andrew, che lo ha fatto nel suo piccolo in ciascuno dei suoi film, in maniera separata dal Braintrust ufficiale. “Ecco le qualifiche: Le persone che tu devi scegliere devono (a) farti pensare in maniera più intelligente (b) mettere un sacco di soluzioni sul tavolo in un breve lasso di tempo, ma non mi interessa chi è, se è il bidello o il tirocinante o uno dei tuoi luogotenenti più attendibili: Se possono aiutare a farlo, loro dovrebbero essere nel gioco.”

Credetemi, vorreste essere in una società dove c'è più sincerità nei corridoi che nelle stanze dove le idee o le politiche fondamentali vengono discusse. Il miglior vaccino? Cercate persone che sono al vostro stesso livello e quando le troverete, tenetevele vicino.

30 agosto 2013

The Good Dinosaur - Non è il momento per il panico

Bob Peterson
La voce si era diffusa vari giorni fa su Blue Sky Disney, che aveva dichiarato che The Good Dinosaur, prossimo film Pixar in uscita l'anno prossimo, non sarebbe stato più diretto da Bob Peterson e prodotto da John Walker, ma che John Lasseter stesse cercando dei sostituti. E di conseguenza ci siamo domandati se Peterson, che lavora alla Pixar da Toy Story dirigendo Up e doppiando anche personaggi come Geri nel corto Il gioco di Geri, Roz in Monsters & Co. e MU, il Sign. Ray in Alla Ricerca di Nemo e Dug in Up, sarebbe stato, oltre che fatto fuori dal progetto, anche licenziato dallo studio, e quale sarebbe stato il destino di The Good Dinosaur.

Ed Catmull
Ma ora la voce si fa ufficiale con Ed Catmull, presidente della Pixar, che ha scelto il Los Angeles Time per chiarire meglio la situazione. 
"Tutti i registi lavorano con tutto loro stessi ai loro film, ma qualche volta hai bisogno di una prospettiva differente per tirare fuori delle idee. Qualche volta i registi sono così ancorati alle loro idee che ci vuole qualcun'altro per portare a termine un progetto.
Potrei spingermi così tanto a dire che molti film in live-action sarebbero stati migliori con questo processo."
L'abbandono di Bob Peterson, candidato due volte agli Oscar come miglior sceneggiatura per Alla Ricerca di Nemo e Up, al film è dato quindi per divergenze creative, ma ricordiamo che questa è la quarta volta che c'è un cambio di regia nella produzione di un film Pixar.

In Toy Story 2, Ash Brannon fu parzialmente rimpiazzato da Lee Unkrich, che diventò regista spodestando Brannon a co-regista, dopo di che si inserì anche Lasseter alla regia e, con il tempo record di nove mesi, rifece completamente il film. Alla fine John Lasseter restò come regista e Unkrich e Brannon co-registi, con quest'ultimo che si trasferì alla Dreamworks per poi dirigere alla Sony Surf's Up.
Stessa storia con un altro capolavoro Pixar, Ratatouille, in cui Jeff Pinkava fu sostituito da Brad Bird, Pinkava successivamente si trasferì alla Laika, dove però due anni fa lasciò lo studio d'animazione stop-motion.

Recentemente abbiamo avuto Cars 2, in cui John Lasseter sostituì Brad Lewis, che aveva in precedenza prodotto Ratatouille, e quest'ultimo lasciò la Pixar andando ai Digital Domain, e dopo il fallimento dell'azienda lavora adesso come produttore agli studi Warner.
Ed infine Brave, in cui Brenda Chapman fu sostituita da Mark Andrews alla regia, e la regista adesso si è trasferita alla Dreamworks dove lavora insieme al marito Kevin Lima.

Da sinistra, Bob Peterson, Mark Andrews in kilt, Pete Docter, Andrew Stanton e Jim Morris
Ma Bob Peterson, fortunatamente, resterà negli studi Pixar, come assicura Jim Morris, General Manager e vice presidente esecutivo delle produzioni dello studio.
Bob sta ancora lavorando allo studio, e speriamo che resterà qui per il resto della sua vita.
LA Times rivela inoltre che John Walker, che stava lavorando al film come produttore, lavorerà invece a Tomorrowland, film live-action Disney attualmente in corso di riprese, in cui si riunirà insieme al regista Brad Bird con cui aveva lavorato per Gli Incredibili e Il Gigante di Ferro. A sostituire Walker ci sarà Denise Ream, produttrice di Cars 2, vista recentemente ai D23 Expo, la conferenza Disney tenutasi poco meno di un mese fa in California, per presentare The Good Dinosaur insieme a Peter Sohn, regista di Parzialmente nuvoloso, che resterà coinvolto nel film come co-regista.

Denise Ream con John Lasseter
La decisione del nuovo regista di The Good Dinosaur non ancora è stata presa, ma per il momento al film sta lavorando il Brain Trust della Pixar.
LA Times elenca i nomi di John Lasseter, capo creativo dello studio, Lee Unkrich, regista di Toy Story 3 al momento impegnato con la produzione di un film su Dias de los Muertos che dovrebbe arrivare nel 2016, Mark Andrews, regista di Brave, e Peter Sohn, co-regista del film. Ma il Brain Trust è composto anche da Brad Bird, Pete Docter e Andrew Stanton, al momento impegnati rispettivamente con Tomorrowland, Inside Out e Alla Ricerca di Dory.

Bob Peterson con Pete Docter
Proprio Pete Docter, che ha collaborato con Peterson in Up, rilascia un commento sulla difficoltà di trovare il regista giusto.
Facciamo le nostre migliori scommesse. Cerchiamo di capire: Quali sono le abilità necessarie? Come questa persona è all'altezza? Qui c'è bisogno di aggiustamenti, mentre qui funziona tutto bene, e bisogna cercare le persone giuste che possano capire queste cose. Ma se voi avete capito come cercare le persone giuste, fatecelo sapere.
Il regista lo scorso Giugno aveva definito imperfetto il modo di scegliere un regista alla Pixar, e non gli si può dare torto visti i trascorsi, ma che la Pixar rimane uno studio di qualità è innegabile.
Anche se The Good Dinosaur non sarà il capolavoro annunciato, non sarà sicuramente un brutto film, per il team unico di persone che sta lavorando al progetto che fa da garanzia. Oltre al Brain Trust che sta rimaneggiando il film, ricordiamo che al dipartimento che cura la storia c'è il nostro Enrico Casarosa, regista di La Luna e storyboard artist di Ratatouille e Up, che, a questo punto, potrebbe anche passare alla regia, anche se il più papabile è Mark Andrews, fresco di Oscar per Brave, senza un progetto iniziato da così tanto tempo da non poter essere rinviato, e con un'esperienza di 'rimpiazzo' alle spalle, ma anche Dan Scanlon, che ha appena diretto con successo Monsters University.
Tra i probabili ci sono anche Gary Rydstrom, che doveva dirigere il cancellato Newt, Angus MacLane, regista di BURN-E e di Toy Story of Terror, Rob Gibbs, regista della conclusa serie di Mater's Tall Tales di Cars Toons, e Mark Walsh, regista di Partysaurus Rex, oppure resta sempre la possibilità che Peter Sohn venga promosso da co-regista a regista e gli venga affiancato un co-regista accanto.

I pronostici sono accettati, potete scegliere il vostro preferito nel sondaggio che trovate nella sidebar destra del blog.

Un Concept Art del film
Noi per ora rimaniamo fiduciosi, il team Pixar è ancora capace di meraviglie e, sebbene resti poco meno di un anno, possono trasformare radicalmente il film, in Toy Story 2 l'hanno fatto.
Piuttosto che parlare della qualità dei film Pixar in discesa o della situazione problematica che sta vivendo lo studio, quando vincono ancora Oscar e fanno cifre da capogiro al Box Office, manteniamo la calma.

Catmull conclude dicendo che "Siamo nel giro così a lungo da sapere che non andrà mai liscia, ma il nostro obiettivo non è procedere lisci, ma rendere il film grandioso", e grandioso sarà.

2 gennaio 2013

Primi concept art dai prossimi film Pixar: The Good Dinosaur, The Inside Out e Dia de los Muertos

Non ci poteva essere un regalo migliore per l'inizio dell'anno.
La Pixar ha pubblicato i primi concept art di alcuni dei suoi prossimi film d'animazione in produzione, The Good Dinosaur, The Inside Out e Dia de los Muertos.

Dopo Monsters University, che uscirà qui in Italia il 21 Agosto 2013, la Pixar ritornerà con un progetto originale programmato per il 2014, grazie alle Giornate di Sorrento sappiamo anche la data di uscita italiana del 20 Agosto 2014, The Good Dinosaur.
Il film, diretto da Bob Peterson, co-regista e sceneggiatore di Up, è ambientato in un mondo alternativo in cui i dinosauri non si sono mai estinti, e vivono insieme all'uomo.
Nell'immagine sopra vediamo un dinosauro, probabilmente un apatosauro erbivoro, con in sella una persona. Probabilmente il film parlerà dell'amicizia tra un dinosauro e un bambino, il titolo si riferisce ad un buono dinosauro, è probabile che gli altri siano avversi all'uomo. Ma queste sono solo speculazioni per ora.

Mentre nel 2015 uscirà The Inside Out (titolo confermato sempre a Sorrento insieme alla data di uscita del 26 Agosto 2015. Il film che sarà diretto dallo stesso regista di Monsters e Co e Up, Pete Docter, si svolgerà dentro la mente di una ragazzina.
E come si poteva facilmente dedurre, grazie all'immagine qui sopra prossiamo immaginare che i protagonisti siano i suoi pensieri, dubbi ed emozioni, con forma umanoide. 
E' da tanto che la Pixar non crea un mondo nuovo, e questo progetto è sicuramente quello più atteso.

L'accoppiata vincente Lee Unrkich / Darla K Anderson, rispettivamente regista e produttrice di Toy Story 3, ritornerà con un progetto ancora senza titolo e senza data di uscita, che probabilmente vedrà la luce nel 2016. Il film sarà basato sulla festività del Dia de los Muertos, il giorno dei morti nato con la cultura messicana che si festeggia ogni 1 Novembre di ogni anno.  
Il concept non ci dice niente di nuovo rispetto a quello che sapevamo prima, anzi sembra un Doodle, probabilmente il film sarà ambientato in Brasile o in Spagna, dove la festività è celebrata.

Ma dal 2013-2016 la Pixar ha in cantiere altri due film, un progetto senza titolo programmato per il 25 Novembre 2015 negli Stati Uniti, e il sequel di Alla Ricerca di Nemo diretto da Andrew Stanton.

17 luglio 2010

Toy Story 3 - La Recensione

Ricordo benissimo la prima volta che vidi Toy Story. Avevo pressappoco quattro o cinque anni e quando mio padre, appena ritornato dal lavoro, mi diede la videocassetta del film, oramai vecchia e consumata, ero eccitatissimo. Consumavo il mio entusiasmo durante le classiche pubblicità degli altri film Disney che precedevano il film, e quando iniziò, dalla prima scena, ripresa alla perfezione all’inizio di Toy Story 3, all’ultima, non riuscivo a credere ad i miei occhi.
Non era tanto la computer graphica ad impressionarmi, a quell’età ci facevo caso appena, ma la storia e soprattutto i personaggi. Aver dato un’umanità così profonda a dei comuni giocattoli, con vizi e virtù annesse, è stata un'impresa straordinaria per i cantastorie del quartier generale della Pixar.
Ricordo la gelosia di Woody nei confronti di Buzz che, senza saperlo, si stava accaparrando il titolo di “giocattolo preferito di Andy” oppure la paura di essere dei giocattoli smarriti, ma soprattutto l’amicizia e fiducia tra due giocattoli completamente diversi, un cowboy ed uno space ranger.

L’esperimento si ripetè con Toy Story 2, di cui scoprì l’esistenza grazie ad un servizio televisivo ad un telegiornale, l’attesa fu tanta che con tutta la mia famiglia, andai per la prima volta in sala, ed è lì iniziò la mia passione per il cinema. Ricordo come fosse ieri di aver comprato alla libreria il libro con la storia del film, in parole povere me l’ero spoilerato senza volerlo, cosicché durante la visione del film al cinema, sapevo e raccontavo a mia madre tutti i futuri sviluppi della trama.

Vi dico questo solo per rendervi conto di quanto Toy Story sia importante per me, i giocattoli le videocassette, i dvd, lo zaino della scuola, gli accessori, era diventata un ossessione per me, e anche per i miei genitori, che assillavo quotidianamente. Il tempo però è passato, ed anche la mia passione per la saga, avevo accantonato i giocattoli in un baule, e al posto delle immagini dei film, la mia camera adesso è tappezzata da altri poster, un po’ come è successo a tutti immagino, un po’ come è successo ad Andy.
Quando scoprì la produzione di Toy Story 3 ero un po’ scettico - un terzo capitolo potrebbe funzionare? – mi chiedevo, ma avevo molta fiducia nella Pixar, la fabbrica dei sogni che dopo Toy Story ci ha regalato storie altrettanto fantastiche e meravigliose, che continuano a farci staccare dalla realtà ad ogni visione, a tuffarci in un oceano di avventure, a vivere incredibili emozioni, a farci simpatizzare con i mostri e a continuare a credere che i nostri sogni di realizzeranno se non molleremo mai.
Ho mantenuto lo scetticismo fino al 7 luglio, conservavo gelosamente i miei ricordi sui primi due film ed avevo paura che questo terzo capitolo rovinasse tutto, ma evidentemente sbagliavo di grosso.

LA STORIA
Se cercate una recensione di Toy Story 3 che non urli al capolavoro, bè vi risparmio il tempo, non esiste.

Toy Story 3 affronta in meno di due ore delle tematiche difficili, come l’abbandonamento, la crescita, la paura e l’indecisione del futuro..dei giocattoli. Vi parlavo giusto un paio di caratteri fa quanto quelli della Pixar abbiano umanizzato i giocattoli nel primo Toy Story, in questo hanno amplificato il tutto di 10 volte, non cresce solo Andy, ma lo fanno anche i giocattoli. Il Woody spensierato dei primi due film non lo ritroviamo più stavolta, adesso è preoccupato e ha paura di non provare più fiducia in Andy, il tutto non lo capiamo dalle battute che recita, ma dalla sua espressione; gli animatori della Pixar sono i veri attori di questo film.
Il personaggio più forte infatti è proprio Woody, è quello che nel film subisce un’evoluzione più ampia rispetto agli altri giocattoli, delle scelte che compie, soprattutto quella del finale, lo rendono un personaggio che, rispetto al primo film, è totalmente cambiato. Tempo fa si parlava scherzosamente di nomination agli oscar per dei personaggi animati, bè quest’anno è tempo di discuterne sul serio.

Quello che rende Toy Story 3 un film riuscito, oltre che una sceneggiatura perfetta e un ritmo assolutamente fantastico, due ore passano che è una meraviglia, è la sincerità nella storia, la commozione che si prova durante il film, soprattutto nella sequenza dell’inceneritore e nella fine, non sono sentimentalismi, sono vere emozioni.
Sicuramente realizzare un sequel, contrariamente a quello che si pensa, è un’impresa ardua, anche se si è sicuri commercialmente parlando, è risaputo che bisogna sempre superare il capitolo precedente. La Pixar oltre che a ripresentare i personaggi sotto una nuova veste, quest'ultimi contrariamente agli scorsi due film hanno paura di quello che gli accadrà dopo che Andy andrà al college, introduce nuovi personaggi assolutamente irresistibili, pensiamo a Lotso l’orsacchiotto profumato di fragola o al fantastico Mr. Prickleplants oppure a Ken, quest’ultimo merita un film tutto suo, la sfilata è assolutamente fantastica.

IL DOPPIAGGIO
In attesa dell’uscita del dvd per sentire il doppiaggio originale di Tom Hanks, Woody Allen e Michael Keaton, ci dobbiamo accontentare di quello italiano, che non è affatto male. Anche se i dubbi c’erano, tutto sommato è stato fatto un buon lavoro con le voci italiane, merito della Disney. La sorpresa maggiore è sicuramente stata Matteo Leoni, interprete dello sfigato Tinelli nella serie italiana targata Disney Channel, Quelli dell’intervallo, qui al suo primo doppiaggio, è stato molto bravo nel doppiare Andy. Anche Fabio de Luigi e Claudia Gerini, rispettivamente Ken e Barbie, hanno dato una buona prova di se stessi. Bravissimo è stato invece il doppiatore, professionista stavolta, di Lotso, Riccardo Garrone, e l’attore italiano Giorgio Faletti come voce di Chuckles il clown. Ascoltabile anche Gerry Scotti nella piccola parte di Telefono chiacchierone.
Menzione speciale per il mitico due formato da Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto, Woody e Buzz, che nonostante gli anni passati tra il secondo capitolo e questo, hanno mantenuto intatta la loro passione per il doppiaggio per i due giocattoli

IL 3D E L’IMAX
Ho avuto la fortuna di vedere il film in IMAX mercoledì scorso a Riccione, ovviamente in 3D.
Prima di tutto però è meglio chiarire cosa sia l'IMAX. Cito testualmente Wikipedia:

IMAX (da Image Maximum) è un sistema di proiezione della pellicola cinematografica che ha la capacità di mostrare immagini con una grandezza ed una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione classici. Le dimensioni standard di uno schermo IMAX sono 22 metri di lunghezza e 16 di altezza, ma l’estensione dello schermo può essere anche maggiore. IMAX è il più importante sistema di proiezione di pellicola su grandi schermi ad alta risoluzione [...] Ulteriori perfezionamenti e variazioni su IMAX includono diversi metodi per la proiezione di film 3D.

Toy Story 3 in IMAX è sicuramente stata una straordinaria esperienza, rispetto alla mia prima visione in 3D su uno schermo normale, sembrerebbe che il formato di proiezione in 3D dell’IMAX sia molto più luminoso, e nitido.
Il 3D invece, come per Up, è molto buono, se in Up c'erano le Cascate Paradiso dove si poteva avere una profondità in 3D mozzafiato, qui in Toy Story 3 sono presenti varie sequenze, come quella dell’inceneritore in cui il 3D, soprattutto in IMAX, funziona alla perfezione. L’effetto non sarà come quello di Coraline o A Christmas Carol, due film d’animazione in cui il 3D è stato usato intelligentemente e in maniera straordinaria in funzione alla trama, ma non è affatto male. Si vede di molto peggio in giro.

LA COLONNA SONORA
Ritorna in sala di registrazione ancora una volta Randy Newman per Toy Story 3, regalandoci un’ottima colonna sonora in perfetta simmetria con il film, contribuendo ad aumentarne il ritmo. Nelle tracks ci sono molti riferimenti alle prime due colonne sonore di Toy Story, rendendo il film ancora più familiare e nello stesso modo nostalgico, ma ci regala anche una bellissima canzone che si prenota già per la prossima edizione degli Oscar, We belong together, cantata da lui stesso, e una versione spagnola di You’ve got a friend in me, a proposito; guai a voi a chi si perde la scena durante i titoli di coda ;-)

Riassumendo Toy Story 3 è un film nostalgico, strappalacrime, divertente e magnifico. Diffile confrontarlo con gli altri film Pixar; sono tutti capolavori quelli che lo studio di Emeryville ci ha sfornato anno dopo anno e dirvi qual’è il mio preferito è un’impresa. Ma vi posso assicurare che Toy Story 3 non vi deluderà.
Verso l’infinito ed oltre!

19 febbraio 2010

Toy Story 3 - Secondo Trailer Italiano, nuovo trailer esteso con nuove scene e... Buttercup!

Tanto nuovo materiale da Toy Story 3, reduce da una ricca settimana di trailer e nuovi personaggi!
Innanzitutto la Disney Italia ha finalmente pubblicato il secondo trailer doppiato nella nostra lingua del film, questa versione però presenta diversi tagli e dura solo un minuto e quaranta (la versione originale mentre due minuti e mezzo). Contiene invece molte più scene il trailer esteso del film, che potete vedere in alta definizione in questo post subito dopo il trailer italiano.
Si arrichiscono sempre di più i nuovi personaggi del terzo film di Toy Story, che saranno ben 14; oltre a Lotso, Ken e i Peas in a Pod, ecco che si aggiunge al gruppo dell'asilo l'unicorno, Buttercup, doppiato in originale da Jeff Garlin, qui alla sua seconda collaborazione con la Pixar dopo aver prestato la voce al Capitano McCrea in WALL-E. Seguono subito la descrizione del personaggio e una tenera foto.

"Questo tenero unicorno ha il manto vellutato del colore della neve, con punte d'oro e rosa. Ha un corno d'oro e la coda e la criniera pettinabili. Gli occhi di Buttercup, in plastica resistente, sono affascinanti e resistenti ai graffi. E' ipoallergenico. Dai tre anni in su!" [Empire]

Toy Story 3 - Secondo Trailer Esteso:
Download Video (FLV) (MP4)

Toy Story 3 - Secondo Trailer Italiano:
Download Video (FLV) (MP4)

"Andy Davis, il proprietario di Woody, di Buzz Lightyear e del resto dei giocattoli è ormai cresciuto, e, in procinto di partire per il college, regala i suoi amici ad un asilo infantile."

Toy Story 3 è prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures, e uscirà in Italia il 7 Luglio 2010 anche in Disney Digital 3D.
Il film d'animazione è diretto da Lee Unkrich e prodotto da John Lasseter.
Il film è doppiato in originale da Tom Hanks e Tim Allen.
La Colonna Sonora è composta da Randy Newman.

Per tutti i video di Toy Story 3, cliccate qui.

12 febbraio 2010

Toy Story 3 - Secondo Trailer e Immagini dei nuovi protagonisti!

Come annunciato dal Twitter del regista Lee Unkrich, questa è stata una ricca settimana per i fan Pixar, e specialmente per quelli di Toy Story 3. Tra ieri e oggi sono uscite un sacco di novità, tra cui un ricco trailer, e nuove immagini che introducono i personaggi inediti del film in uscita a Luglio 2010 in 3D qui in Italia.
Cominciamo dai nuovi personaggi, saranno 14 e verranno presentati mano a mano. Fin'ora sono stati rivelati tre di questi: Ken, Lotso e i dolcissimi Peas in a Pod, ma passiamo subito ai dettagli!
Sotto alle foto dei tre nuovi protagonisti, trovate il secondo, divertentissimo trailer di Toy Story 3, nel video di due minuti e mezzo scopriamo molti dettagli sulla trama e molti nuovi giocattoli!

PS: I nostri amici di EveryEye hanno scovato nel trailer del film un graditissimo cameo, vi lascio il link ;)

Ken
“Afferra il tuo binocolo e unisciti al safari di Ken! Un brillante scapolo sempre in cerca del divertimento, Ken indossa tutto il necessario per le sue eco-avventure: calzoncini azzurri e camicia leopardata a maniche corte per stare sempre fresco sotto il sole cocente. E dopo le sue divertenti spedizioni, Ken sarà pronto per calcare le piste delle discoteche con stile. I suoi accessori includono una sciarpa coordinata, scarpette e una cintura dorata molto alla moda. Dozzine di altri accessori per Ken sono venduti separatamente.“ [ACN]

Lots-o'-huggin'bear
“Lotso è un orsacchiotto ultra soffice di peluche rosa e bianco, con un naso di velluto viola. Questo adorabile orsacchiotto non è come gli altri: profuma di fragole dolci! Con il suo sorriso e con il pancione che non chiede altro di essere abbracciato, Lotso illuminerà il volto di tutti i bambini e diventerà un compagno indispensabile per la buona notte. Resistente alle macchie. Pulire la superficie del peluche con un panno umido.” [BadTaste]

Peas-in-a-pod
“I Peas-in-a-Pod diventeranno subito i giocattoli da viaggio preferiti dai genitori. La soffice custodia di peluche contiene gli allegri pisellini all'interno, con una resistente chiusura zip in metallo, perfetta per la macchina o passegino. I Peas-in-a-Pod sviluppano le facoltà motorie dei bambini stimolando il loro naturale istinto ad afferrare. Tirare fuori i pisellini dalla custodia sarà fonte di costante divertimento per bambini e neonati, che impareranno subito anche a rimetterli all'interno! Lavabile in lavatrice. Non commestibile.” [ComingSoon]

Toy Story 3 - Nuove Immagini:


Toy Story 3 - Secondo Trailer:
Download Video (FLV) (MP4) (HD) (HD Full)

"Andy Davis, il proprietario di Woody, di Buzz Lightyear e del resto dei giocattoli è ormai cresciuto, e, in procinto di partire per il college, regala i suoi amici ad un asilo infantile."

Toy Story 3 è prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures, e uscirà in Italia il 7 Luglio 2010 anche in Disney Digital 3D.
Il film è diretto da Lee Unkrich e prodotto da John Lasseter.
Il film è doppiato in originale da Tom Hanks e Tim Allen.
La Colonna Sonora è composta da Randy Newman.

Per tutti i video di Toy Story 3, cliccate qui.

30 gennaio 2010

Toy Story 3 - Proiezione di una clip al Future Film Festival e altre news!

Alla dodicesima edizione del Future Film Festival, rassegna dedicata al cinema d’animazione e agli effetti speciali, che si terrà fino al 31 Gennaio a Bologna, oggi, in occasione del 3Day, la Disney proietterà una preview di pochi minuti di Toy Story 3, dalle 21:00 circa al Teatro Duse.
Intanto vi aggiorno con una serie di notizie del film uscite precedentemente:

La Disney Italia ha pubblicato il logo italiano di Toy Story 3

e due nuove immagini

Mentre ora passiamo al Twitter di Lee Unkrich, dove il regista del film pubblica degli scatti dallo studio di registrazione della colonna sonora
 

e un video

Sempre dal Twitter di Unkrich, sappiamo che il regista ha montato un nuovo trailer di Toy Story 3 al Skywalker Ranch, ecco un'immagine

La Pixar partecipa nella raccolta fondi per Haiti, distrutta dal terremoto, mettendo all'asta su eBay poster dei suoi film, giocattoli autografati e altro, qui l'intera lista. Il ricavato andrà in beneficenza per la ricostruzione di Haiti.

"Andy Davis, il proprietario di Woody, di Buzz Lightyear e del resto dei giocattoli è ormai cresciuto, e, in procinto di partire per il college, regala i suoi amici ad un asilo infantile."

Toy Story 3 è prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures, e uscirà in Italia il 7 Luglio 2010 anche in Disney Digital 3D.
Il film è diretto da Lee Unkrich e prodotto da John Lasseter.
Il film è doppiato in originale da Tom Hanks e Tim Allen.
La Colonna Sonora è composta da Randy Newman.

Per tutti i video di Toy Story 3, cliccate qui.