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20 luglio 2013

COMIC-CON 2013: Il panel di Roger Rabbit del 25esimo anniversario, curiosità e nessun piano per un sequel

Il digitale è per le schiappe.
Così Don Hahn, leggendario produttore Disney e regista del documentario Waking Sleeping Beauty, ha scherzato in occasione del panel del 25esimo anniversario di Chi ha incastrato Roger Rabbit? al Comic-Con.

(da sinistra) Don Hanh insieme a Charles Fleisher, Dave Bossert, Nik Ranieri, James Baxter, Tom Sito e Andreas Deja
Il film, che l'11 Settembre arriverà per la prima volta in Italia in Blu-Ray, è uscito nel 1988 prodotto e distribuito dalla Disney sotto il marchio Touchstone ed è un misto d'animazione in tecnica tradizionale e live-action che cambiò, insieme a TRON, l'animazione moderna negli anni '80.

Charles Fleischer mentre si esibisce rifacendo la voce di Roger Rabbit dopo 25 anni

Tanta nostalgia nel panel, che abbiamo seguito grazie a Twitter, e dichiarazioni come quella sull'animazione in tecnica tradizionale, che per Hahn "Il pubblico apprezzerà sempre i film in 2D" e anche secondo Charles Fleischer, doppiatore di Roger Rabbit, "Tutto quello di cui c'è bisogno è l'anima."

Il film, il primo e per ora unico ad unire personaggi Disney come Mickey e Donald, e Warner come Bugs Bunny e Duffy, ne doveva avere in realtà molti di più. Gli animatori hanno rivelato che Felix il Gatto, Braccio di Ferro e Tom e Jerry erano i loro personaggi preferiti che avrebbero voluto vedere nel film, ma che non ce l'hanno fatta a comparire.

Negli anni si è parlato spesso di un sequel, recentemente anche di un progetto che dovrebbe unire Roger Rabbit e Mickey, ma per il produttore Don Hanh, "Di questi tempi è bello avere ancora un film unico, che rimane da solo." Ma i fan si domandano come il personaggio si troverebbe nella Cartoonia di oggi, e per esempio, come Roger sarebbe a contatto con dei personaggi dei videogiochi, e il doppiatore e attore Fleischer, mattatore del panel, così suggerisce "Li farebbe tutti ridere, dopo ruberebbe le loro batterie."

Tra il materiale mostrato al panel, una foto con Robert Zemeckis e Charles Fleischer con i costumi di scena

2 gennaio 2012

La Bella, la Bestia e il risveglio della Magia

Prima di andarmene, mi chinai su di lui, sussurrandogli che la Bella e la Bestia sarebbe stato un grande successo, chi l'avrebbe detto? gli dissi, e Howard mi bisbigliò, io l'avrei detto. 
Don Hahn a Howard Ashman da Il risveglio della magia (Waking Sleeping Beauty).

L'aspetto più interessante, e quello che mi ha fatto innamorare della Disney, non sono tanto i film, ma le persone che mettono anima e corpo nell'intero processo creativo, concependo una storia, e realizzando migliaia di disegni. In occasione del passaggio televisivo de La Bella e la Bestia, stasera in prima serata su Rai 1, mi sembrava fine a stesso parlare solo del film, che penso tutti, più o meno, conosciate, o state per conoscere stasera, ma mi sembrava più opportuno parlare dello straordinario gruppo di persone che ha reso la realizzazione di questo capolavoro possibile. 
Ho deciso di iniziare con una piccola citazione da Il risveglio della magia, o meglio Waking Sleeping Beauty, il documentario sull'epoca oro degli anni '90 della Disney, con una conversazione, in circostanze assolutamente drammatiche, tra due produttori del film. Nel documentario, trasmesso nei mesi scorsi a tarda notte sempre su Rai 1, c'è una menzione d'onore su La Bella e la Bestia, il trentesimo classico Disney, e di conseguenza su Howard Ashman, che insieme a Alan Menken, si è occupato della colonna sonora, Menken della musica e Ashman del testo delle canzoni.

Trovate qui sotto lo spezzone del documentario riguardante La Bella e la Bestia.

Ed è proprio sul lavoro di Howard Ashman, l'uomo dietro Part of your World e Under the sea della Sirenetta, di Once Upon A Time In New York City di Oliver e Company, e parte delle canzoni di Aladdin, come Friend Like Me, che risiede il successo di questi film, come potete ben vedere dal documentario.
"L'uomo che ha dato alla Sirenetta la sua voce, e alla Bestia la sua anima", è così che i suoi colleghi lo hanno salutato, dedicandogli proprio La Bella e la Bestia.
E' un obbligo menzionare queste fantastiche persone, che dalle parole di Don Hahn, dal documentario, dormivano su scrivanie per rispettare le tempistiche, e stavano più con i colleghi con la propria famiglia, non per obbligo, ma per passione.