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29 maggio 2014

Maleficent, la nostra recensione

Recensione di Mattia Galante

Quando nel 2010 la Disney annunciò la produzione di un film su La Bella Addormentata raccontata dal punto di vista di Malefica ero al settimo cielo. Speravo avrebbero prodotto un film degno di ogni nota. Purtroppo non è andata cosi.

Come da programma, Maleficent narra la storia di Malefica, una fata (ebbene si, è una fata) semplice e buona che vive in una foresta incantata. Un giorno incontrerà un ragazzo che cambierà per sempre la sua vita. Quel ragazzo, di nome Stefano, un giorno diventerà re.
Cercherò di fermarmi qui nel raccontare la trama del film per evitare ogni tipo di spoiler. Infatti, a discapito di ogni previsione non vengono solo aggiunti nuovi dettagli ma, rispetto al classico originale, la trama risulta completamente stravolta. Un dettaglio in particolare farà certamente arrabbiare i fan meno inclini a cambiamenti.  Come si può facilmente intuire, la sceneggiatura di Linda Woolverton è l’anello debole della pellicola, in grado di danneggiare a catena tutto il resto.

Mi ricordo che quando ero bambino amavo La Bella Addormentata nel Bosco proprio per il personaggio di Malefica. Purtroppo quel personaggio non ha nulla a che vedere con la Malefica del 2014, pura macchietta dell’originale.
Prima di tutto la fata Malefica si chiama cosi fin da ragazza. E’ davvero difficile pensare che una ragazza cosi dolce e tenera possa avere un nome cosi spaventoso. Non ci è purtroppo dato sapere nulla dei suoi genitori, probabilmente veggenti o masochisti. Tuttavia, da una scena del film in particolare, possiamo supporre sia nata dall'unione un arcangelo e Catwoman. Tra le altre cose la regina di tutti i mali viene descritta come indecisa, incline a molteplici cambiamenti d’umore e di volontà ai limiti della schizofrenia. La scena del maleficio è purtroppo l’unica a mantenere l’atmosfera del film originale, l’unica in cui Malefica è davvero tale. Tutto quello che accade nel film deriva direttamente o indirettamente da sue scelte, come un deus ex machina controlla tutto quello che accade. Gli altri sono delle marionette al suo comando. La cosa è francamente insopportabile nonché estremamente semplicistico come se non si riuscisse a mandare avanti la trama in maniera diversa.

Purtroppo neanche Angelina Jolie riesce a salvare il personaggio. L’attrice risulta poco credibile e mono espressiva. Capisco la necessità di mostrare un personaggio semplice e ingenuo ma si esagera. In alcuni momenti è anche in grado, imprevedibilmente, di strappare qualche risata. Tuttavia, la trasformazione della Jolie in Malefica è notevole e, visto che un buon 30% del film è composto da suoi primi piani o inquadrature a mezzo busto, è possibile ammirarla in tutto il suo splendore.
Nel cast la vera sorpresa è forse Fosco il corvo, la spalla comica del film interpretato nella sua forma umana da Sam Riley. Va detto che la comicità contribuisce alla completa umanizzazione del personaggio di Malefica ed elimina quel briciolo di terrore che era ancora in grado di dare.

Prima di vedere il film ho sempre pensato che Elle Fanning, l’attrice che interpreta la Principessa Aurora, fosse troppo giovane per questo ruolo. In realtà rappresenta il target delle sedicenni a cui probabilmente è rivolto il film. Del tutto inutile e sottovalutato nella nuova trama è invece il Principe Filippo di cui, visto il ruolo del tutto marginale a cui viene ridotto, preferirei non parlare affatto. Tralascerò anche le tre fate alle quali non solo sono stati cambiati i nomi ma che passano anche per idiote per gran parte del film.
Se Malefica diventa tendenzialmente buona c’è bisogno di un nuovo cattivo. Purtroppo è il Re Stefano. Anche qui il revisionismo fiabesco di questo film non è in grado di creare un personaggio credibile, come tutti il Re rimane sullo sfondo in attesa di un segno da parte di Malefica sebbene, nella prima mezz'ora del film, sia l’unico a prendere un iniziativa spontaneamente.

La tecnica di Robert Stromberg è forse l’unica nota positiva del film. Il Production Designer di Avatar, Alice in Wonderland e Oz si trova qui alla sua prima esperienza da regista ed è in grado di gestire il tutto in maniera notevole. Il design del film è straordinario, dai dettagli del castello fino alla foresta e alle creature incantate. Il film va visto in 3d o non va visto.
Il film in se è piuttosto breve, dura 97 minuti e scorre piuttosto velocemente. Personalmente detesto i film in cui si ha una voce narrante che spiega i vari passaggi ma visto che si tratta di una rivisitazione di una fiaba ci può anche stare. Probabilmente la stessa voce narrante deriva da pesanti tagli e modifiche nella pellicola di cui si era molto parlato online negli ultimi mesi. 

In conclusione, il film nel complesso è un oscenità e si salva solo la parte tecnica. Probabilmente verrà apprezzato dalle preadolescenti e da qualche truzza o emo, per il resto è un film dimenticabile. Mi ha ricordato molto alcuni fantasy degli anni 80 e sono sicuro che il film verrà ricordato più come una fiera del trash che come un blockbuster Disney che si rispetti.

Maleficent racconta la storia inedita della leggendaria strega del classico Disney del 1959 La bella addormentata nel Bosco ed esplora la vicenda del tradimento da lei subito, che le ha indurito il cuore. Assetata di vendetta e nel disperato desiderio di proteggere le brughiere su cui domina, Malefica lancia una crudele e irrevocabile maledizione su Aurora, la figlia neonata del re. Aurora cresce nel conflitto fra l'amato regno del bosco e il regno umano di cui è legittima erede. Malefica si rende conto che la fanciulla potrebbe portare la pace nel territorio e si vede costretta a commettere azioni radicali, che cambieranno per sempre il volto di entrambi questi mondi.
Maleficent, la storia mai raccontata di una delle più amate cattive delle favole Disney, tratta dal classico del 1959 La Bella Addormentata nel Bosco, svela per la prima volta gli eventi che ne indurirono il cuore e la portarono a lanciare una maledizione sulla piccola Aurora.
Maleficent è un film live-action prodotto e distribuito dalla Walt Disney Pictures, in uscita il 30 Maggio 2014 negli Stati Uniti, e il 28 Maggio 2014 in Italia, in 3D nativo.
Il film è diretto da Robert Stromberg, scritto da Linda Woolverton, con dei reshoots e riscritture di John Lee Hancock, e interpretato da Angelina Jolie (Malefica), Elle Fanning (Aurora) e Sharlto Copley (Re Stefano).
La colonna sonora è composta da James Newton Howard.

20 febbraio 2014

Saving Mr. Banks, il nostro commento

Oggi esce finalmente in Italia, dopo un ritardo di ben tre mesi rispetto agli Stati Uniti, Saving Mr. Banks, il film sulla vera storia di Pamela Travers, autrice di Mary Poppins, e del suo incontro con Walt Disney, interpretato da Tom Hanks. Il nostro amico Mattia, che proprio oggi compie gli anni, ha partecipato all'anteprima stampa del film, ed ecco il suo resoconto.

Saving Mr. Banks prende spunto dalle divergenze creative tra Walt Disney e Pamela L. Travers, l’autrice dei libri di Mary Poppins, durante la produzione del capolavoro del 1964.
L’infanzia dell’autrice viene analizzata in profondità, tramite l’uso di molteplici flashback, rendendoci partecipi della sua infanzia difficile e dei problemi di suo padre con l’alcool.

Il film è certamente uno dei migliori live action Disney degli ultimi anni, il primo nella lunga storia dello studio in cui appare Walt ed il primo in cui viene descritta la lavorazione di un film Disney. Tuttavia, il film nasce alla BBC Films che ha avuto il grande merito di convincere lo studio a portare avanti un progetto impensabile fino a qualche anno prima.

Per certi aspetti, il film è un biopic di P.L. Travers, protagonista assoluta della pellicola, portata nuovamente in vita grazie ad una straordinaria Emma Thompson, purtroppo ignorata dall’Academy.  Tom Hanks è un Walt molto convincente anche se troppo allegro e ringiovanito. Inaspettatamente lo studio non ha cercato in alcun modo di imbellettare la figura del suo fondatore, mostrando un ritratto di Walt a tutto tondo, assieme al suo vizio più noto: il fumo. Da notare che il personaggio appare sullo schermo meno di quanto i trailer e la campagna marketing del film facciano pensare.
Degna di nota anche la performance di Paul Giamatti nei panni di Ralph, l’autista della signora Travers. Il suo rapporto con Pamela dà quel tocco di umanità che mancava a un personaggio forse troppo burbero.

Il film è diretto da John Lee Hancock, qui al suo terzo film per la Disney. La regia è molto più convincente del previsto ed è anche grazie ad essa che il film riesce a colpire a fondo. Regia che, senza voler svelare troppo, raggiunge il suo massimo in una scena notturna verso la metà del film.  Naturalmente la colonna sonora di Thomas Newman, candidata all’Oscar  è uno dei punti di forza del film e si avvale della consulenza di Richard Sherman, co-compositore dello score originale del 1964. In sintesi, il film è in grado di soddisfare completamente i fan della Disney classica e conquisterà sicuramente anche gli spettatori meno appassionati grazie alla sua profonda umanità.

Ecco le vere conversazioni, che compaiono anche alla fine del film, avvenute tra Pamela Travers e Don DaGradi e i fratelli Sherman, nel corso dello sviluppo della sceneggiatura del film, inclusi come bonus nella colonna sonora di Mary Poppins.


Quando le sue figlie lo pregarono di realizzare un film tratto dal loro libro preferito "Mary Poppins", dell'autrice P.L. Travers, Walt Disney fece loro una promessa, non immaginando che ci sarebbero voluti 20 anni per riuscire a mantenerla. Nella sua ricerca per ottenerne i diritti, infatti, Walt si trova ad affrontare un'ipocondriaca scrittrice, irremovibile nella sua decisione di non permettere che il personaggio della sua amata e magica tata venga stravolto dalla macchina di Hollywood. Ma non appena il successo dei libri diminuisce, insieme ai guadagni, la Travers con una certa riluttanza accetta di andare a Los Angeles ad ascoltare le idee di Walt Disney per l'adattamento cinematografico. Durante quelle due brevi settimane nel 1961, Walt Disney utilizza ogni risorsa a sua disposizione per convincerla. Armato di fantasiosi storyboard e divertenti canzoni, create dai talentuosi fratelli Sherman, Walt tenta il tutto per tutto senza riuscire a convincerla. Man mano che la Travers diventa sempre più irremovibile, Walt Disney vede la possibilità di ottenere i diritti, allontanarsi sempre di più. Solo quando cercherà nei suoi ricordi d'infanzia Walt capirà il senso delle paure che assillano la scrittrice, e insieme riusciranno a dare vita a Mary Poppins, facendone uno dei più teneri film della storia del cinema. 
Ispirato a eventi reali, Saving Mr. Banks è la straordinaria storia mai raccontata della nascita del classico Disney per il grande schermo Mary Poppins — e del difficile rapporto che il leggendario Walt Disney ebbe con la scrittrice P.L. Travers che per poco non impedì la realizzazione del film.

Saving Mr. Banks è un film live-action prodotto e distribuito dalla Walt Disney Pictures, il 13 Dicembre 2013 negli Stati Uniti, e il 20 Febbraio 2014 in Italia.
Il film è diretto da John Lee Hancock, scritto da Kelly Marcel e Sue Smith, e interpretato da Tom Hanks (Walt Disney), Emma Thompson (P.L. Travers) e Colin Farrell (Robert Goff Travers).
La colonna sonora è composta da Thomas Newman.

20 luglio 2013

Monsters University - Il nostro commento al prequel di Monsters & Co.

Abbiamo avuto il piacere di partecipare all'anteprima stampa di Monsters University, dove abbiamo visto il quattordicesimo lungometraggio Pixar accompagnato dal corto The Blue Umbrella, di cui però parleremo in seguito.

Monsters University è il primo prequel della Pixar e quarto soggetto non originale, dopo i due riuscitissimi sequel di Toy Story e il meno riuscito, anche se non pessimo, Cars 2.

Il problema principale di un sequel è riuscire a superare il primo film in termini di storia, in più va aggiunto che in un prequel lo spettatore sa già come andranno a finire gli avvenimenti, in questo caso che Mike e Sulley andranno a lavorare alla Monsters Inc, e bisogna quindi trovare un modo originale per farlo interessare agli avvenimenti antecedenti che il prequel ha il compito di raccontare. Inoltre c'è il fattore che rende ogni produzione Pixar un successo, ovvero la pluralità dei temi affrontati, e la complessità dei personaggi, uniti insieme ad uno humour impeccabile, studiato a regola e mai fuori posto.

Queste sono le sfide che affronta Monsters University, e le supera quasi tutte.

Innanzitutto i suoi punti di forza sono i personaggi e l'umorismo, che sono stati i fattori che hanno reso Monsters & Co un successo senza tempo. Ma nel primo capitolo, a differenza di University, si aveva una complessità ed epicità maggiore, basta pensare alla rocambolesca fuga finale di Randall attraverso le porte multidimensionali, il cui meccanismo in University non è per niente esplorato anche se brevemente accennato. 
Questo prequel è infatti incentrato interamente sull'amicizia di Mike e Sulley, e la trama si sviluppa unicamente intorno a loro. Il lavoro sui due personaggi è orchestrato bene, si capiscono intenzioni e motivazioni, ma mancano avvenimenti secondari che arricchiscono la trama, che la rendono unica nel suo genere. Questi filler sono presenti in ogni grande film Pixar, anche in Monsters & Co, e sono utili nel rendere la visione più ricca. Brave ha esattamente lo stesso problema, si articola in una trama lineare e semplice, e alla fine del film si ha l'amaro in bocca e la sensazione di aver visto poco.
Ma il vantaggio di Monsters University consiste nell'originalità che fa cambiare sempre sbocco alle vicende, e che lo rende quindi un prequel interessante, che vale la pena vedere, e che fa quindi dell'amicizia tra Mike e Sulley la sua motivazione principale.

Ciò non toglie però che il film vive di rendita, ovvero sembra quasi complementare a Monsters & Co, e considerandolo come film a se stante ci perde molto. Anche a causa dell'originalità con cui è stato sviluppato il progetto, sembra infatti voler dimostrare di saper sempre sorprendere lo spettatore, e arriva quindi ad un finale troppo forzato, perchè l'intento era forse quello di non far finire le cose nella maniera più prevedibile.

Monsters University riprende l'aspetto della buddy comedy di Monsters & Co, e grazie all'alchimia tra i due personaggi Mike e Sulley, qui si ride veramente tanto, tant'è che forse è il film Pixar che punta di più sul lato comico che sulla storia.
Ma il film offre comunque dei plot twist interessanti, con una scena verso la fine che spaventa e che ci fa desiderare di vederne di più, ci sono degli aspetti infatti che film solo accenna o che affronta troppo superficialmente. Infatti si ha la sensazione che l'unico scopo del film sia quello di raccontare l'amicizia tra Mike e Sulley, e che tutto quello che succede fuori da essa, anche se è interessante, non ci è data sapere e sembra non rilevante. Tant'è che il film sembra incompleto e che necessiti di un altro sequel.

Inutile parlare del lato tecnico, la Pixar è il migliore studio di animazione al mondo per quanto riguarda la CGI, e uno dei migliori per la character animation. Monsters University vive di colori, la fotografia del film brilla, tanto che la visione in 3D con gli occhialini, che abbassano la luminosità, sembra quasi un peccato. Ma la stereoscopia non è male, come in ogni film Pixar è curata da un team di esperti, e non è mai pesante e il film sembra in modo positivo non risentirne, nel senso che si vede nella profondità ma non infastidisce e nemmeno gioca con lo spettatore. 

Nota speciale per il doppiaggio italiano, ottimo anche per la presenza delle due celebrity Biggio e Mandelli, qui il nostro resoconto dell'incontro, anche se non sentire Tonino Accolla come voce di Mike è un grandissimo dispiacere.

Monsters University, in uscita il 21 Agosto in Italia dopo le anteprime del 13, è quindi un ottimo film Pixar; originale, divertente e con una storia che appassiona, ma manca però di una profondità e complessità maggiore nello sviluppo delle vicende per essere paragonato ai migliori film dello studio d'animazione di Emeryville.
Siamo certi che dal prossimo anno, con il ritorno di Bob Peterson e successivamente di Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich, la Pixar ritornerà ad alzare i livelli dei film d'animazione.