sabato 19 gennaio 2013

Frankenweenie - La recensione di FRAME

Se per la nostra recensione dovrete aspettare (nel caso in cui Victor oltre a far resuscitare gli animali sapesse anche qualche rimedio per far passare subito la febbre fatecelo sapere) ci pensano i nostri amici di FRAME, un blog completamente dedicato al cinema, in cui gli autori, alcuni studiano cinema e altri si dilettano solo per passione, sono attivi su news e recensioni, anche e soprattutto su Facebook, a farci sapere cosa ne pensano di Frankenweenie, sull'atteso ritorno di Tim Burton all'animazione stop-motion con un progetto da lui più volte definito molto personale.

Tim Burton supera Tim Burton, come?! Con il suo nuovo autentico lungometraggio animato stop motion, 'Frankenweenie'.
Ispirato completamente al corto originale, scritto e diretto dallo stesso Burton nel 1984, 'Frankenweenie' racconta la storia dell'amicizia tra un cane ed il suo padroncino che si concluderà con la morte (?) prematura del cucciolo, E dalla morte inizierà tutto!

Il film è un tripudio di bellissime, e molto fini, citazioni di film horror/trash degli anni '30-'40, genere amato dal regista nella sua giovinezza. E' inutile star a citare tutti gli omaggi presenti nel film, basti sapere che la maggior parte sono veramente geniali e molto intelligenti, spero solo che possano essere riconosciute e capite anche da chi non conosce bene il genere sopracitato. 
L'arte di Burton è presente sotto ogni aspetto, soprattutto nei personaggi, finalmente torniamo ad amare le grottesche creature del grande maestro, che ha attinto addirittura ai suoi vecchi (pazzeschi) schizzi disegnati più di 30 anni fa, che lo hanno caratterizzato per tutto questo tempo (forse facendolo cadere nella macchietta e nello stereotipo a volte).

Come in un film muto, molto spesso anche in Frankenweenie la fa da padrone la musica, ancora una volta composta e creata dal brillante Danny Elfman, che unita alle eclettiche situazioni create nel film riescono a dar vita ad incredibili suggestioni di un cinema classico passato che si era perso nel tempo. Un grande plauso va assolutamente concesso alla fotografia e alle scenografie che insieme hanno dato vita a questo mix folgorante!

L'unico, minuscolo, difetto potrebbe essere attribuito al personaggio principale (umano) Victor, che non dà spazio all'immedesimazione del pubblico, ma probabilmente la poca personalità del personaggio è voluta per poter dar spazio al vero carattere dominante della pellicola, il piccolo Sparky (adorabile!).

Potrei essere contraddittorio ma personalmente non credo che questo sia "il grande ritorno di Tim Burton" perché la sua impronta si può comunque scovare in tutti i suoi ultimi lavori, basta solo saper osservare senza malizia e preconcetti.
Il suo Dark Shadows era solo il lampo prima del tuono. Frankenweenie è un tuono che risuonerà nell'aria per molto tempo.

P.s. Se il target individuato dalla Disney è giusto, il film potrebbe diventare davvero un incubo per i più piccoli.
di Mat Tosini
FRAME 
Ovviamente vi inviatiamo a non perdere Frankenweenie al cinema e a seguire il blog FRAME
Intanto vi invitiamo a votare al sondaggio a destra per eleggere il vostro film d'animazione preferito Disney dell'anno tra Ribelle - the Brave, Ralph Spaccatutto e Frankenweenie, entrambi nominati all'Oscar.
Continuate a seguirci perchè rinnoveremo l'appuntamento con loro in futuro non solo con recensioni, ma anche con speciali e altre novità :-) 

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P. L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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