venerdì 4 gennaio 2013

2012 - Una Prospettiva Disney

Il 2012 per gli studi Disney di Burbank è stato un anno di profondo cambiamento, dal licenziamento di Rich Ross all’assunzione di Alan Horn come Chairman, dalla perdita finanziaria di 200 milioni di dollari per John Carter, al successo planetaria di un miliardo di The Avengers, fino alla notizia inaspettata dell’acquisizione della Lucasfilm per produrre un settimo episodio di Star Wars previsto per il 2015.
In questa breve analisi ci soffermeremo sui film che sono usciti negli Stati Uniti nel 2012 sotto distribuzione Disney.

Cominciamo dal titolo più discusso, John Carter, un film che è stato e purtroppo sarà ricordato più che come un bel film, come una perdita finanziaria per gli studi Disney, come se a noi il lato monetario dovesse in qualche modo importare. John Carter è un meraviglioso film d’avventura confezionato sia per famiglie che per il fan di Burroughs più attento, che, anche con alcuni difetti trascurabili sia di sceneggiatura che di ritmo, è da apprezzare per il suo cuore e per la sua energia. Un film che propone un tipo di fantascienza vintage, che può essere visto anche su un vecchio proiettore in una sala cinematografica datata per farsi amare, lo stesso effetto, quasi magico che un film girato in digitale non può dare. Un film che solo uno studio come la Disney poteva produrre, infatti il progetto ha avuto una lunga gestazione presso numerosi studios cinematografici, fino ad arrivare alla Disney con persone come Andrew Stanton, due volte premio Oscar e Micheal Chabon, premio Pulitzer per la narrativa, due personaggi sia del cinema che della letteratura statunitense importanti, per portare un libro al cinema e scrivere un adattamento è impossibile pensare ad una coppia migliore.
Mi trovo qui a dilungarmi inutilmente su questo film quando il mio obiettivo in questo caso è un altro, ma una cosa è sicura, non ho nessuna critica negativa nei suoi confronti, è uno dei miei preferiti del 2012.
L’unica motivazione che riesco a pensare per il flop del film è che il pubblico non lo ha capito, e che lo ha valutato solo perché era circondato dal pregiudizio del budget eccessivo. Ma non capisco come noi fan del cinema della rete dobbiamo essere interessati a quanto uno studio spende per produrre un film, come se i soldi stessero uscendo dalle nostre tasche, bisogna pensare che quei soldi che lo studio ha speso hanno dato il lavoro a delle persone, e quindi io farei un complimento alla Disney per aver prodotto un meraviglioso libro in un altrettanto convincente film che ne vale la pena vedere e soprattutto spenderci otto euro.
Il film globalmente ha incassato 282 milioni di dollari, tra cui 73 milioni negli Stati Uniti. Il budget è di 250 milioni di dollari.

L’insuccesso del film e la perdita di 200 milioni per la Disney non passa inosservata nei piani alti dell’azienda. La prima vittima è Rich Ross, Chairman della Walt Disney Studios che era stato assunto nel 2009 quando Dick Cook aveva lasciato il suo posto su richiesta di Bob Iger, CEO della Walt Disney Company.
Rich Ross, che era diventato popolare nelle sfere alte della Disney grazie al successo di serie da lui supervisionate come Hannah Montana, Lizzie McGuire, I Maghi di Waverly e Phineas e Ferb e film come High School Musical, nella sua breve vita come Chairman (2009-2012) ha dato l’ok a film come Il Grande e Potente Oz e The Lone Ranger, quest’ultimo progetto, in uscita da noi il 3 Luglio 2013, ha fatto notizia come un film ad alto budget, anche se è un western si parla di più di 200 milioni di dollari spesi, e per la Disney che ha appena subito una perdita simile dovuta proprio a queste voci di corridoio di budget troppo alto, ha subito messo in dubbio il modus operandi di Ross, che durante il caso John Carter ha dato la colpa alla precedente gestione di Cook per aver dato l’ok al film. E’ stata criticata anche la campagna marketing, nessun altro oggetto vendibile collegato al film è stato prodotto, nessun videogioco o giocattoli, tranne qualche maglietta e una serie a fumetti Marvel. Ma non è stato un caso singolo, durante la produzione di Milo su Marte (Mars needs Moms – film Disney del 2011) non ha creduto più nelle potenzialità del film, cercando di arginare i costi di produzione non credendoli di recuperare, fermando tutti i progetti della Imagemovers, che aveva prodotto Milo e anche A Christmas Carol, cancellando il remake diretto da Zemeckis di Yellow Submarine, che sulla carta era più che convincente, e allontanando così dagli studi Disney un film maker di talento come Robert Zemeckis (Chi ha incastrato Roger Rabbit, Cast Away, Forrest Gump, Ritorno al Futuro) che attualmente ha diretto per la Paramount, Flight, film in live-action campione di incassi con probabilità di nomination agli Oscar.
Rich Ross abbandona gli studi Disney il 20 Aprile 2012, intanto si fanno nomi come quelli di Kevin Feige e John Lasseter come probabili sostituti.

Intanto proprio il 20 Aprile esce Chimpanzee, il quarto e ultimo film Disneynature, che, dopo Earth, sembrava non avere più tanto successo negli Stati Uniti. Ma il piccolo scimpanzé Oscar riesce ad incantare il pubblico e il film incassa 28 milioni di dollari negli States, riuscendo a risollevare gli incassi dei film documentaristici Disney dedicati al mondo della natura, è attualmente il secondo maggior incasso dei Disneynature dietro Earth che regge al primo posto con 32 milioni. Il successo del titolo spinge la Disney a programmare per la Giornata della Terra 2014 un altro film, Bears. Anche considerando le donazioni che ogni anno dà la Disney per le associazioni benefiche che si preoccupano di tutelare l’ambiente proprio grazie agli incassi che i film Disneynature hanno la loro settimana d’apertura, l’appuntamento ogni anno è immancabile. Per Chimpanzee la Disney si è promessa di donare a delle associazioni che aiutano a proteggere gli scimpanzé e i loro habitat, con 20 centesimi di dollaro per ogni biglietto venduto durante le prime due settimane consecutive di programmazione.

Dopo il flop di John Carter, la Disney doveva dare prova che era ancora capace di portare un film al successo, e aveva la dura prova di The Avengers. Un film che doveva essere distribuito dalla Paramount, anche dopo l’acquisizione della Marvel vigeva l’accordo che cinque film, tra cui Iron Man 2, Thor, Captain America, The Avengers e Iron Man 3 dovessero essere distribuiti dalla Paramount. Ma la Disney fa di tutto per prendersi la distribuzione del film e la ottiene, dovrà solo pagare una percentuale di incassi alla Paramount, così sarà anche per Iron Man 3, l’ultimo film dell’accordo.
Con un budget di 220 milioni, e con almeno 115 milioni da dare alla Paramount, la Disney doveva aspettarsi un risultato veramente grande, e così è stato. Un weekend di esordio pari a 200 milioni di dollari, record, e incasso finale negli Stati Uniti di oltre 600 milioni e terzo maggior incasso globale nella storia del cinema con 1 miliardo e 500 milioni. L’incasso del film è da vedersi anche come una prospettiva futura più che rosea per gli altri film della Marvel in uscita nei prossimi anni. Un film perfetto sotto tutti i punti di vista, che ha soddisfato le attese e le ha pure superate, e ha sicuramente rafforzato l’immagine della Disney come un brand forte capace di trasformare dei personaggi in successi, e ha sicuramente influenzato la decisione di Bob Iger di acquistare la Lucasfilm.

Ma la Disney intanto restava senza una guida che poteva assicurare allo studio la strada verso il successo di altri suoi titoli, bisognava trovare una persona che aveva, rispetto a Rich Ross, esperienza in campo cinematografico, e non a caso è stato scelto Alan Horn. Anche se ai più esperti non dice niente, Alan Horn è stato un personaggio chiave della Warner Bros negli ultimi anni, portando al successo saghe come quella de Il Cavaliere Oscuro, Il Signore degli Anelli (recentemente è stato produttore esecutivo de Lo Hobbit), Harry Potter e Matrix. Una garanzia di successo, che sta portando la Disney verso investimenti decisamente interessanti, è stata la persona chiave nel portare la Lucasfilm dentro la Disney e nella produzione di Star Wars: Episodio VII.

Intanto se la Disney si doveva riprendere dal flop di John Carter, la Pixar doveva riabilitare il livello dello studio, dopo la stroncatura da parte della critica di Cars 2 nel 2011.
Brave arriva come un titolo forte tra due sequel, Cars 2 e Monsters University, un progetto originale che, come altri film del passato come Ratatouille, aveva avuto numerosi problemi di gestazione produttiva, era passato da un regista, Brenda Chapman, ad un altro, Mark Andrews.
Il film, da cui ci si aspettava una rivoluzione del genere fantasy/principesco, ha in parte soddisfato le aspettative, lasciandoci però in parte a bocca amara. Brave, anche se rispetta i canoni originali della Pixar, non ha la stessa complessità e maturità dei migliori film dello studio, e viene considerato un film minore. Nonostante ciò Brave ha avuto una calda accoglienza al box office, con 237 milioni di dollari in madrepatria e 535 milioni totali.

Secondo film d’animazione Disney dell’anno, Frankenweenie è il ritorno della Disney alla tecnica dello stop-motion dopo Nightmare Before Christmas e James e la pesca gigante.
Diretto da Tim Burton e girato in bianco e nero, il film era un’idea del regista già da tempo, che fu realizzata sotto forma di mediometraggio nel 1984. Frankenweenie già in partenza era sicuramente un film non adatto ad un pubblico generalista, soprattutto ai bambini a cui il bianco e nero in un’era di film colorati come Madagascar non attira molto, e per questo la pellicola, nonostante sia il film d’animazione meglio recensito del 2012, fatica a trovare il suo pubblico e incassa negli Stati Uniti 34 milioni di dollari a fronte di un budget di 39 milioni. Il film si potrà rifare grazie al mercato estero, Frankenweenie non ancora è uscito in molti territori tra cui l’Italia, ma sicuramente non è stato un enorme successo per la Disney, ma un esperimento sicuramente riuscito per Tim Burton, che può sperare al suo primo Oscar.

Ma la vera sorpresa dell’anno è stata sicuramente quella dell’acquisizione della Lucasfilm, avvenuta con segretezza, la stessa di esattamente tre anni prima con la Marvel. Il 30 Ottobre la Disney ha comprato per 4,05 miliardi la Lucasfilm, studio di produzione di Star Wars e Indiana Jones. Insieme alla notizia dell’acquisizione c’è stata la più sorprendente, quella della produzione di un nuovo film di Star Wars, Episodio VII, in uscita il 2015 e di una nuova trilogia. George Lucas, fondatore dello studio, rimarrà per sua volontà a margini dell’azienda, e occuperà solo il posto da consulente, mentre la vera protagonista sarà Kathleen Kennedy, produttrice di classici come ET e Jurassic Park, che produrrà e supervisionerà sia la nuova trilogia di Star Wars che i prossimi film della Lucasfilm.
La Disney va ad aggiungere così, dopo i Muppet nel 2004, la Pixar nel 2006 e la Marvel nel 2009, altri importanti personaggi e film nella sua libreria. Intanto tutto il mondo aspetta l’Episodio VII con impazienza.

E a chiudere il 2012 con bellezza, non poteva non essere che Ralph Spaccatutto, ritorno in grande stile per la Walt Disney Animation Studios, che ha confezionato un film per famiglie dai buoni sentimenti come i migliori classici e dai personaggi e da una storia originale che non si vedeva da anni a Burbank. I risultati al box office sono ancora incompleti visto che il film deve ancora aprire in molti altri territori esteri, ma sicuramente si tratta di un successo per Ralph, che potrebbe aprire la strada ad un sequel.

Nel corso dell’anno sono usciti anche sotto la Walt Disney Pictures, The Odd Life of Timothy Green, inedito nei cinema italiani e disponibile su iTunes, e per la Dreamworks, People Like Us, sempre inedito in Italia e, arriverà da noi sotto distribuzione 20th Century Fox, Lincoln, film diretto da Steven Spielberg sul presidente americano interpretato da un Daniel-Day Lewis già sotto il mirino degli Oscar.

Ora tocca a voi votare il vostro film Disney del 2012 preferito, dopo l'uscita di Frankenweenie in Italia il 17 Gennaio, saranno aperti dei sondaggi per decretare il miglior film disneyano dell'anno!

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