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22 giugno 2014

MyNewGreatStory. Herman Schultheis e il taccuino perduto: I segreti degli effetti Speciali di Walt Disney

Il sorprendente spettacolo delle macchine dapprima
Abbagliò il borghese e fece gridare al miracolo.
Ma la seconda volta non vi accorse più,
Non fu più emozionato da alcuno di quegli oggetti.
E persino raramente soddisfano la vista.
Quando sento il fischio, non trovo mai
Il cambiamento sollecito che speravo.
Spesso il contrappeso resiste al carro più bello
Un dio è appeso alla corda e grida al macchinista
Un resto di foresta rimane in mare
E la metà del Cielo in mezzo all’Inferno.

Epistola À M. de Niert. Sur l’opéra in Jean de La Fontaine, Œuvres diverses

Vi siete mai chiesti, guardando alcuni capolavori d’animazione come Pinocchio o Fantasia, come creavano quelle immagini animate? La risposta era sempre un mistero. Ma oggi abbiamo certamente delle risposte grazie alla scoperta di questa incredibile storia. 

Nel corso degli anni, i segreti degli effetti speciali dei film fantastici sono stati ben documentati da numerosi libri o storie orali che ci hanno raccontato gli strumenti e i metodi. Georges Méliès (1861-1938), pioniere e gran maestro dei trucchi cinematografici, da bravo illusionista, ci lasciò disegni ed annotazioni che rivelarono i dispositivi meccanici ed ottici da lui impiegati in film come The Merry Frolics of Satan (1906). Sulla Golden Age Disneyana e su i suoi metodi riguardanti gli effetti speciali alla fine del 1930 non vi furono ritrovamenti scritti a riguardo. Questo può sembrare sorprendente, considerando la grande quantità di ricerche e scritti sull’animazione Disney e su i suoi personaggi. La credibilità dei disegni nei primi classici Disney fu notevolmente migliorata grazie agli effetti speciali creati con dispositivi ottici e meccanici. Ma addentriamoci nella storia.

All’indomani dell’inizio della Seconda guerra mondiale, un misterioso ed audace emigrato tedesco sbarcò in America cercando lavoro nel reparto tecnico Disney. Grazie alla sua incredibile immaginazione e tecnica contribuì alla lavorazione di Pinocchio, Fantasia, Dumbo e Bambi,  sconvolgendo il reparto tecnico per la costruzione di nuovi effetti speciali appuntandosi su di un taccuino ogni aspetto tecnico, per la sua estrema maniacalità, mantenendo vivo il processo creativo. Un decennio dopo aver lasciato la Disney, mentre si avventurò in America Centrale, si persero le sue tracce nella giungla del Guatemala. Quasi 40 anni dopo la sua scomparsa, possiamo analizzare ed ammirare il suo taccuino nascosto sotto il letto della sua vecchia abitazione a Los Angeles.


Questa è la premessa dell’imponente volume dedicato interamente ad Herman Schultheis scritto dal grande storico ed animatore italo americano John Cannizzaro jr. in arte John Canemaker dal titolo The Lost Notebook: Herman Schultheis and the Secrets of Walt Disney’s Movie Magic edito dalla Walt Disney Family Foundation Press, casa editrice del museo della Famiglia Disney dove si trova la copia originale del taccuino e quella interattiva da poter virtualmente sfogliare (https://vimeo.com/10195903) per merito della figlia di Walt Disney, Diane Disney Miller, scomparsa nel novembre 2013, a cui è dedicato il volume stesso.

Ad introdurre questa affascinante storia ci pensa Pete Docter, regista Pixar di Monsters & Co., Up e del prossimo lungometraggio Inside Out in uscita nel 2015:
“È difficile immaginare un momento più emozionante nel fare animazione o nel fare arte presso lo studio Disney tra gli anni ’30 e ’40. Basti pensare a quello che fecero, mi batte il cuore solo al pensiero! Sotto la guida di un uomo entusiasta come Walt Disney, centinaia di uomini e donne si spinsero oltre i confini, ridefinendo la nuova forma d'arte dalla storia alla fotografia, dal design al  suono. Stavano facendo cose che non erano mai state fatte prima. Ed incredibilmente, 80 anni dopo, il lavoro che fecero non è relegato in un magazzino del museo, né è studiato solo dagli storici, ma i film sono di proprietà di milioni di persone e dei bambini e possono essere guardati tutti i giorni. Quali altre opere d’arte possono vantare questa distinzione?
Per me, l'emozione che crea l’animazione è sempre stata il suo artificio. Guardando Topolino condurre i cieli e controllare i movimenti delle galassie in Fantasia, pensi e credi volentieri che ciò che vedi sullo schermo sia reale. Sei travolto dall'umorismo, dalla grandezza, o dall'emozione di un momento… solo per ricordare a te stesso che si sta guardando un disegno. Come ogni buon trucco di magia, si sa che non c'è modo di vedere un elefante vero che scompare nel nulla, ma vi giuro che è appena accaduto di fronte a voi. Per me parte del divertimento è la consapevolezza che ciò che stavo guardando fosse fatto a mano e per questo sono diventato un animatore.






Ho il sospetto che Walt Disney avrebbe rabbrividito al mio apprezzamento per i fili di una marionetta, per il fumo e gli specchi che permettevano al pubblico di scoprire la magia di quel momento. Tanto del suo sforzo è stato rendere magico ogni cosa senza spiegarne il funzionamento. A Walt non piacevano le persone consapevoli della finzione, ma voleva che il pubblico fosse spiazzato per ciò che vedeva sullo schermo. Eppure era ovviamente orgoglioso dell’innovazione tecnica della sua squadra. Molto è stato scritto circa lo sviluppo della storia, il design e l'animazione negli studi Disney. Eppure nessuno dei film di Walt avrebbe avuto successo senza il dipartimento Camera, dove lavorò uno sconosciuto tecnico tedesco di nome Herman Schultheis. I suoi compiti all’interno dello studio furono i più vari e complessi, compresa l'adozione di fotografie di riferimento per gli animatori, la creazione di impianti per la ripresa di strati di opere d'arte in movimento, contribuendo ad inventare effetti speciali e nuovi trucchi visivi, trovando il modo di riprodurre disegni senza l'aiuto di fotocopiatrici o scanner. 
Come il resto dello studio, l'innovazione e l'invenzione era una cosa quotidiana nel dipartimento Camera. Schultheis e i suoi compagni crearono un livello sorprendente di sperimentazione e di esplorazione, una testimonianza di un’unità tecnica nata per la qualità. Ma soprattutto è una cosa incredibile che ciascuna di queste scene fossero girate senza il beneficio di un feedback in tempo reale, ma solamente inviate al laboratorio per essere sviluppate. L’animazione in generale, non è per coloro che necessitano di una gratificazione immediata. Anni dopo con i nostri computer e il controllo digitale, per noi è molto difficile immaginare come alcuni di questi effetti siano stati raggiunti e molto rapidamente siano stati scartati con l’avvento della nuova tecnologia.



Ma nel suo taccuino meticolosamente preparato, Herman Schultheis ci dà una sbirciatina al dietro le quinte, offrendoci una spiegazione di come i trucchi magici sono stati eseguiti e di quanto impegno sia stato richiesto per arrivare sullo schermo. Si vedono le foto degli ippopotami, degli elefanti e dei ballerini che gli animatori unirono per immaginarsi una ballerina improbabile per la Danza delle Ore in Fantasia. I fiocchi di neve, disegnati a mano collegati a motori di filatura per la Suite dello Schiaccianoci. Una vasca piena di fango e farina d'avena spumeggiante come lava per il Rito di Primavera. Schultheis documentò tutta l'ingegnosità nel momento in cui stava accadendo. 
Tutto ciò è sorprendente considerando il lavoro che deve esserci stato per fotografare ed annotare ogni cosa. Siamo fortunati ad avere questo magico taccuino che ci offre un viaggio indietro nel tempo, portandoci a vedere da vicino quel periodo eccitante per realizzare quella magia.

Nell'autunno del 1990, James Curtice Kent comprò una casa vicino ai vecchi studi Disney di Hyperion Avenue a Los Angeles. Tra i mobili della casa trovò migliaia di fotografie, alcuni disegni, corrispondenze, e annotazioni scritte da Herman J. Schultheis, un ingegnere degli effetti fotografici e speciali che lavorò per la Disney durante la Golden Age tra il 1930 e 1940. In uno dei cassetti, trovò cinque album curiosi, scoprendo un tesoro della storia dell'animazione: un resoconto dettagliato di come la Disney creò i suoi primi capolavori. Ognuno degli album personali di Schultheis conteneva le informazioni rare sul lavoro e sui processi degli studi Disney durante la sua prima grande era innovativa. Ciascun album fu prezioso per capire quali furono le grandi intuizioni di un'impresa artistica e commerciale del ventesimo secolo che influenza ancora la cultura popolare del mondo.

Herman Schultheis soprannominato Schulty, fotografo appassionato e tecnico esperto di laboratorio, lavorò per la Disney per un breve periodo dal 1938 al 1941. Eppure questa sua maniacalità di ingegnere poliedrico coincideva con l'epoca delle innovazioni rivoluzionarie dello studio, dove un piccolo esercito di pionieri dell'animazione creò Biancaneve e i sette nani (1937), Pinocchio (1940), Fantasia (1940) Dumbo (1941) e Bambi (1942). I contributi creativi degli animatori Disney, gli story artist, e i designer sono stati giustamente celebrati nel corso degli anni, mentre il lavoro dietro la macchina da presa, del processo di laboratorio dello studio e degli effetti visivi fantasiosi per migliorare la credibilità dell'animazione dei personaggi dei film, non fu mai scoperto e studiato fino a che Schultheis non cominciò a scrivere questo nuovo tassello mancante.
Questi tecnici inventarono un nuovo vocabolario degli effetti speciali animati audace per il suo tempo. Il pubblico applaudì la loro maestria come la multiplane camera nella scena attraverso il villaggio di Geppetto in Pinocchio o il viaggio di Fantasia dentro i vulcani che eruttavano lava, o i fiocchi di neve che cadevano delicatamente nel cielo invernale, ed i suoi spettri raccapriccianti tra le nebbie sotto il Monte Calvo.



Walt Disney in quegli anni produsse alcuni cortometraggi per far capire la magia del dietro le quinte dell’animazione quali A Trip Through The Walt Disney Studios (1937) (https://www.youtube.com/watch?v=au5W_CPLP2Y&feature=kp), How Walt Disney Cartoons Are Made (1939) (https://www.youtube.com/watch?v=mhfp6Z8z1cI), ma soprattutto il lungometraggio The Reluctant Dragon (1941) che raccontava della creazione dei film animati presso gli studi, destando molta curiosità presso il pubblico, stupito dalle produzioni animate. Solo in seguito nel 1957 nel cortometraggio Tricks of Our Trade apparso nel programma TV Walt Disney's Wonderful World of Color condotto da Walt Disney stesso, apparsero alcune immagini più dettagliate del funzionamento della multiplane camera e degli effetti speciali per ricreare la lava nella scena del Rito di Primavera in Fantasia.



Lo stato dell’arte degli effetti visivi Disney superò per ampiezza e diversificazione gli studios rivali che producevano impressionanti effetti fotografici e meccanici come la MGM nel film Il mago di Oz (1939). La Disney raggiunse la magia degli effetti speciali non lavorando con persone o luoghi reali, ma potenziando i disegni di personaggi e le ambientazioni, con un metodo più difficile per impressionare il pubblico. Effetti meccanici e fotografici si fondevano con i disegni animati in effetti, come bolle, incendi, gocce di pioggia, colate di lava, e altri fenomeni, amplificando il loro design e il movimento.
Decenni prima dell'era digitale, il loro software consisteva in tavole di legno, vetro, martelli, chiodi, vernici, gesso, cavi elettrici, nastri adesivi, varie lenti posizionate sulla macchina da presa, dove la luce filtrava, prodotti chimici e fotografici, destrezza fisica, sudore, tonnellate di pazienza, e lampi di ispirazione. Dopo aver catturato il trucco o la gag, come veniva chiamato, su pellicola, si smontavano le attrezzature temporanee di fortuna. Purtroppo dopo l'entrata degli Stati Uniti nella Seconda Guerra mondiale, l'età d'oro della Disney si concluse. I costosi e laboriosi effetti speciali che abbellirono i suoi primi cinque film furono interrotti ed i processi che stavano dietro la loro creazione furono apparentemente perduti nella storia. Nulla è stato mai scritto. O almeno così si pensava fino al ritrovamento di questo taccuino.
La scoperta, mezzo secolo dopo, della serie di album di Herman Schultheis ci dà una testimonianza illustrata di come gli effetti visivi Disney raggiunsero lo schermo. Schultheis compilò questa storia tutta a mano in un album di grande formato, unendo con cura le proprie fotografie con le opere d'arte, le pellicole ed altri oggetti di produzione. Nel taccuino registrò esattamente come il team creò gli effetti speciali, annotando i dettagli tecnici dalle aperture delle lenti ai tempi di illuminazione.




Herman Schultheis a giudicare solo dai suoi taccuini, era uno storico amante di ogni sorta di tecnicismo, affascinato dal suo lavoro e da quello dei suoi colleghi Disney. Nei suoi scritti e nelle fotografie, ha metodicamente documentato i processi del dietro le quinte. Era un immigrato tedesco con una laurea in ingegneria elettrica, un uomo dai molti talenti e curiosità, un dono per la fotografia, una conoscenza approfondita della musica, e un amore per i viaggi. Era, infatti, un viaggiatore insaziabile che fece centinaia di fotografie in tutto il mondo dal Mediterraneo ai Caraibi, dal Nord al Sud America viaggiando con la moglie. Herman sognò di diventare una figura importante nel settore cinematografico in America, ma il suo obiettivo si rivelò irraggiungibile. Anche se ebbe coscienziosamente costruito una serie di competenze tecniche durante il lavoro di un decennio a New York, per la sua incredibile versatilità, una volta venuto a Hollywood, la sua passione si rivelò passività. Grazie ai suoi talenti, la pianificazione e l'ambizione, Schultheis fu in grado comunque di trovare lavoro di produzione in un unico grande studio cinematografico: la Disney. Schultheis si sforzò a distinguersi per essere riconosciuto ed ammirato. Quando non riuscì a diventare qualcuno nel cinema, tornò a viaggiare facendo l’archeologo come amatore, scomparendo nel 1955 nella fitta foresta che circonda le rovine di Tikal, in Guatemala. 



Si presume che il suo taccuino lo fece in parte per il suo piacere personale e per esprimere l'orgoglio nel suo lavoro. Dall’altra potrebbe averlo costruito per venderlo allo studio stesso. Probabilmente gli album servirono come giustificazione del suo valore come dipendente creativo, ambizioso ed egocentrico, visto che mise numerose fotografie di se stesso nei quaderni, dando l'impressione che fosse in una posizione di leadership. In realtà, non lo era, e il notebook potrebbe essere stato una tattica di sopravvivenza per assicurare la sua occupazione continua negli studi.
Ognuno dei cinque album recuperati contiene dei tesori. Schultheis prestò il suo talento fotografico per i numerosi dipartimenti della Disney al di là del team degli effetti speciali, la gamma dei soggetti dei suoi album riflettono il suo impiego eclettico nello studio. Il centro ricerche Disney lo mandò in giro per gli Stati membri a fotografare animali nei giardini zoologici e in ambienti naturali come materiale di riferimento per gli artisti in studio; i direttori del Dipartimento animazione dei personaggi e del design lo utilizzarono per le sue abilità di miniaturizzare i disegni per le tecniche speciali su acetato riproducendo i disegni dei model sheet.



Due degli album contengono numerose fotografie che Schultheis scattò per la pubblicità per le anteprime di Pinocchio al Pantages Theatre il 9 febbraio 1940 e per Fantasia al Fox Carthay Circle Theatre il 29 gennaio 1941. Un terzo taccuino, dal titolo La fotografia a colori vi sono fotografate drammaticamente piccole maquettes lluminate in gesso tridimensionale di personaggi come test colore per Fantasia, come il Bacco circondato da grappoli d’uva e gli struzzi che ballano su un palcoscenico greco classico in miniatura. Questo notebook offre anche grafici densamente dettagliati dei test cromatici Kodachrome, analisi complesse del colore e la descrizione delle tecniche di stampa. Il quarto quaderno, redatto alla fine del 1940, è un’esplorazione condotta per un nuovo tipo di libro destinato a promuovere Dumbo, uscito il 23 ottobre 1941. Previsto per essere considerato dai dirigenti Disney, forse Walt Disney stesso, Schultheis suggerisce di raccontare la storia di Dumbo in un libro 3-D per bambini con le foto dei bozzetti dei personaggi che utilizzano la tecnica stereoscopica a due colori detta anaglifica. Schultheis voleva dimostrare il processo al talento di uomo di spettacolo, includendo un documento affascinante di un “occhialino” a forma di testa di Dumbo, dotato di una lente rossa e una verde, all'interno di ciascuna delle sue orecchie e con la proboscide come manico. Il quinto quaderno è dedicato alle produzioni filmiche più importanti incluso il lungometraggio a tecnica mista The Reluctant Dragon. Il taccuino è intrigante, informativo, un catalogo dettagliato degli effetti speciali utilizzati nei film Disney e dei segreti della loro creazione. 






Una storia affascinante di un uomo curioso e del suo taccuino, ricordati come custodi dell’incredibile magia del cinema che ci lascia sempre con gli occhi increduli e la bocca aperta di fronte allo schermo in movimento.


6 febbraio 2014

Biancaneve e i sette nani, la Diamond Edition fuori commercio in Italia

E' stata ritirata dal mercato la Diamond Edition di Biancaneve e i Sette Nani, uscita nel 2009 in DVD doppio disco e per la prima volta in Blu-Ray doppio disco + DVD.
Alcune copie, rimaste nei magazzini, sono ancora disponibili in alcuni store su internet, per il DVD su Amazon.it, mentre per il Blu-Ray lo trovate su DVD.it e DVD-Store.it, ovviamente per un periodo limitato.

Biancaneve dovrebbe quindi riuscire prossimamente in DVD e Blu-Ray, probabilmente senza il disco di contenuti speciali, come accaduto a La Bella e la Bestia, che riuscì in edizione disco singolo però sempre Diamond.

Oltre a Biancaneve, le altre Diamond Edition, che sostituiscono dal 2009 le Platinum, sono di Bambi, Cenerentola, Le avventure di Peter Pan, Lilli e il Vagabondo, La Bella Addormentata nel Bosco, Il Libro della Giungla, La Sirenetta, La Bella e la Bestia e Il Re Leone.

Un'anteprima della cover della Diamond
della Bella Addormentata
Le avventure di Peter Pan è l'unica Diamond che non è mai uscita in Italia, sebbene il film sia disponibile nel nostro paese in Blu-Ray. Stesso discorso per il Blu-Ray 3D de La Sirenetta, mai pubblicato in Italia. Mentre La Bella Addormentata nel Bosco, dopo essere stato pubblicato in Blu-Ray nell'edizione Platinum, uscirà in Diamond questo autunno. Fuori commercio è anche il Blu-Ray 3D de Il Re Leone.

Pinocchio è l'unica Platinum ancora disponibile, sia in DVD che in Blu-Ray, in Italia, anche se il film è riuscito recentemente in DVD e Blu-Ray disco singolo, quindi la Platinum probabilmente andrà fuori commercio.

Il 26 Febbraio usciranno in DVD e Blu-Ray molti film Disney come Aladdin, Bambi e Cenerentola, sotto la collana I Capolavori di sempre, ma pare si trattino solo di semplici ristampe, probabilmente senza slipcase.

Come potete ben capire, la situazione in home video in Italia dei Classici Disney è abbastanza complicata, qui per la lista.

4 aprile 2013

MyNewGreatStory. Biancaneve e i sette nani, la creazione di un classico


“Slave in the magic mirror,
Come from the farthest space!
Through wind and darkness I summon thee.
Speak! let me se thy face!
Magic Mirror on the wall,
Who is the fairest one of all?”


Bay Area. Presidio, San Francisco (CA). 
Ai piedi del monumento simbolo di San Francisco, il Golden Gate bridge, in una ex caserma militare, si erge il magnifico museo interattivo della famiglia Disney, il Walt Disney Family Museum, voluto dalla figlia Diane Disney Miller, per ricordare la storia di suo padre.


In questi giorni chiuderà i battenti, il 14 aprile prossimo, una incredibile mostra speciale organizzata dal Walt Disney Animation Research Library e dal Walt Disney Family Museum dal titolo: Biancaneve e i Sette Nani: La Creazione di un Classico per celebrare il primo lungometraggio d'animazione di Walt Disney. 
La mostra celebra la visione di Walt Disney e l'arte del suo numeroso team composto da 32 animatori, 1032 assistenti, 107  intercalatori (In-betweeners), 10 layout artist, 25 background artist, 65 animatori degli effetti speciali, 158 inchiostratori e pittori senza contare il numeroso personale di produzione.


Per illustrare l'evoluzione della nuova Golden Age d’animazione americana sono esposte, attraverso l’ausilio di materiali visivi ed interattivi, oltre 200 opere d'arte tra cui disegni concettuali, delicati acquerelli, studi sui personaggi, schizzi dettagliati, cel animate, manifesti d'epoca e tutto ciò che illustra la creazione della nuova forma d'arte.


Gabriella Calicchio, direttrice del museo si racconta: "Sono molto lieta di presentare Biancaneve e i Sette Nani: La Creazione di un Classico come la prima grande mostra speciale nel museo. Quest'anno (2012) Il film compirà 75 anni e la mostra mette in rilievo il lavoro dello studio Disney e la pertinenza con la cultura contemporanea. Sono veramente ispirata dalla vita e dal lavoro di Walt, non solo per l'ampiezza della sua creatività e delle sue realizzazioni, ma soprattutto per la sua convinzione fondamentale verso il potere dell'immaginazione, la sua tenacia incrollabile, e il suo genio visionario. L'eredità Disney è senza limiti e spero che la mostra possa accendere la creatività e la fantasia in tutti noi."

Diane Disney Miller e Gabriella Calicchio
"Mio padre era completamente e intimamente impegnato in questo film dall'inizio alla fine. - dice Diane Disney Miller, figlia di Walt Disney - E' stato il primo del suo genere ad avere una profondità di carattere, un'attenzione alla storia, una musica originale che ha contribuito a raccontare quella storia con arte superba. E' stato, ed è tuttora, un capolavoro e non vedo l'ora di condividerlo con la nostra comunità e non solo. Spero che i visitatori si ispirino, proprio come mio padre sperava di infondere creatività, innovazione e fantasia negli artisti che lavoravano con lui."


La mostra è sviluppata in sequenza attraverso la progressione del film, con alcune opere mai viste prima attraverso un dietro le quinte dell’intera produzione. Vengono sviluppate le varie fasi, dalla Sketch Story, al Concept Art, ai Model sheet, ai Layout & Background, all’Animation, alla Cel fino al suo setup.


Sketch Story
Nel fare Biancaneve e i sette nani, gli artisti iniziarono la produzione con la creazione di disegni in miniatura delle scene chiave, schizzi di storia, appuntati in sequenza su grandi pannelli. Con questo processo, chiamato "storyboard", Walt ha permesso di visualizzare in anteprima la storia a livello visivo, modificando su carta l'intera storia senza girare nessun metro di pellicola. Questa tecnica innovativa, si perfeziona presso i Walt Disney Studios, ed oggi è diventato uno standard nel settore dell'animazione.










Concept Art
Un semplice schizzo o un quadro dipinto completamente sono concept art. Essi aiutano a stabilire e a definire lo stile visivo di un film. Centinaia di disegni concettuali sono stati creati per definire l'aspetto dei personaggi, i luoghi, i colori e gli stati d'animo del film.



  


Model sheet
Una volta che lo stile visivo del film è concepito, sono creati dei model sheets, modelli standard ufficiali per essere utilizzati da tutti gli artisti Disney. Questo strumento visivo assicura i personaggi, gli oggetti di scena, e le posizioni coerenti per tutto il film.








Layout & Background
I layout artist agiscono come operatore e direttori della fotografia per creare l'intero film. Stabiliscono il punto di vista della macchina da presa e il rapporto dei personaggi per l'ambiente di sfondo. Creano ambienti intrisi di colore e di luce per determinare una precisa emozione. Sia il layout che gli sfondi creano l'equivalente set live di un film.









Animation
Gli Animatori a mano disegnano ogni movimento del personaggio, cambiando ogni movimento e ogni espressione leggermente foglio su foglio. Ogni secondo di azione animata richiede 12-24 disegni. Il capo animatore fa degli schizzi a matita (chiamati ruffs) con i limiti estremi del movimento A-B, concentrandosi sulle dinamiche dell'azione. Gli assistenti o intercalatori (In-betweeners) producono i disegni intermedi, colmando il movimento tra l'inizio e fine. Infine, i clean up artist rilavorano i disegni grezzi, trasformandoli in disegni finiti.





Cel
Ogni tratto realizzato dagli animatori nel disegno è accuratamente copiato sul lato anteriore di una cel (foglio di acetato o rodovetro) dagli inchiostratori. Una volta delineato, le cel sono poi dipinte a colori sul lato opposto del foglio di acetato. La miscelazione di ben oltre 1500 colori e sfumature definisce le tonalità finali utilizzate per dipingere personaggi e sfondi.








Cel set up
Il passo finale consiste nel fotografare ciascuna delle cel d'animazione inchiostrate e dipinte sugli sfondi finiti. Quando si proiettano consecutivamente in un film, queste singole cel si animano con piena vitalità e movimento. Circa 125.000 cel sono state dipinte per Biancaneve e i sette nani, che rappresentano solo il dieci per cento di un milione di pezzi di opere d'arte create per il film.


Si possono vedere anche opere di scene tagliate e non finite del film, alcune delle quali sono state solo in parte animate: dalla scena in cui i nani sono intenti a costruire e scolpire un bel letto per Biancaneve fino a scene meno sviluppate dove Biancaneve danza nelle stelle fino alla riunione in cui i nani decidono di fare un letto per Biancaneve. Pieno di numerose gag, queste sequenze erano molto divertenti, ma Walt preferì non inserirle mettendo più a fuoco la storia di Biancaneve.


I Walt Disney Studios hanno iniziato la lavorazione del film nel 1934 per arrivare alla sua prima nazionale nel Teatro Circolo Carthay di Hollywood il 21 dicembre 1937. Pur essendo il primo lungometraggio d'animazione è stato una pietra miliare, vista la sua importanza per l’evoluzione delle metodologie tecniche (dal technicolor, alla sincronizzazione audio, al multiplane camera) e di storytelling. Gli artisti Disney, attraverso questo film sono riusciti a infondere nei personaggi una vita interiore piena di emozione e pensiero, cosa che non era mai accaduta prima per un film d’animazione. 
Come descritto da Walt stesso: "Di tutti i personaggi delle fiabe, Biancaneve è il migliore, e quando ho pianificato il mio primo lungometraggio animato, inevitabilmente lei era l'eroina."



Dopo la sua prima edizione del 1937, Biancaneve e i sette nani debuttò nel 1938 al Radio City Music Hall e ha continuato ad esser proiettato negli Stati Uniti e in Europa nel corso del 1938 e del 1939. Il film è stato molto popolare, diventando il film campione di incassi di tutti i tempi, fino a tale data. Facendo appello ad un pubblico di tutte le età, creando una vasta gamma di gadget e merchandising, Biancaneve è apparso nei negozi, dai giocattoli ai libri, dagli orologi ai puzzle. Le canzoni del film sono state pubblicate su spartiti e album RCA Victor con canzoni memorabili che segnarono Biancaneve e i sette nani come il primo film a rilasciare una registrazione come colonna sonora.



L'innovativo capolavoro di Walt Disney ha successo in tutto il mondo, vincendo il Trofeo della Biennale di Venezia e alcuni premi speciali dal New York Film Critics Circle al Motion Picture Academy. Il film ha ricevuto un Oscar® onorario su misura che consisteva in un Oscar® di serie accanto a sette statuette in miniatura (che rappresentavano ciascuno dei nani), consegnato a Walt da Shirley Temple nel 1939, divenendo così di gran lunga il premio più distintivo nella storia dell'Academy.
Biancaneve e i sette nani continua a raccogliere riconoscimenti e premi. Nel 1989, è stato tra i primi 25 film in vetrina per essere conservati nella Biblioteca del Congresso Nazionale americano, e nel 2008, è stato nominato il più grande film d'animazione di tutti i tempi e fra i lungometraggi più conosciuti tra Quarto Potere di O. Wells e Intolerance di D. Griffith. Il film ha anche segnato una tappa fondamentale nell'animazione. Invocando l'esperienza acquisita con la creazione dei primi cortometraggi d'animazione Disney e i pluri-premiati Silly Symphonies, Walt Disney e i suoi artisti sono stati definiti "fondamento artistico ed esempio per le future generazioni di artisti e di film d’animazione.”


In concomitanza con la mostra, la Walt Disney Family Foundation Press ha pubblicato 2 volumi, Snow White and the Seven Dwarfs: The Art and Creation of Walt Disney's Classic Animated Film e il catalogo The fairest one of all, riccamente illustrati scritti da uno dei più importanti storici Disney, J.B. Kaufman. Entrambi presentano più di 200 opere d'arte, molti tratti da schizzi originali, dipinti di sfondi e cel di produzione raccontando con eleganza la storia della realizzazione di Biancaneve, dal concept alla versione finale del film, concentrandosi su tutti i personaggi, le scene e gli elementi importanti. I libri si muovono organicamente da una scena all’altra del film come se stessimo ascoltando il commento del regista, quasi a farci apprezzare ancora di più l’eleganza e la maestria degli animatori e degli artisti che hanno lavorato a questo film.

J.B. Kaufman e Diane Disney Miller
Come chicca a fine di questo articolo, vi propongo l’intero articolo tratto dal TIME del 1937 dedicato proprio a Walt Disney e al film Biancaneve e i sette nani, dove Walt appare per la prima volta sulla copertina più famosa al mondo.





Ringrazio per questo articolo la presidente onoraria del museo Diane Disney Miller, la direttrice del museo Gabriella Calicchio, per le immagini Andi Wang e Libby Garrison, per il materiale storico l'immenso J.B. Kaufman. WDFM / LIFE / TIME © copyright 2012-2013.