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mercoledì 2 giugno 2021

LA CENA È SERVITA, DIAMO UN'OCCHIATA AL CORTO LIVE-ACTION DISNEY LAUNCHPAD

E' uscita lo scorso venerdì su Disney+ la collezione di cortometraggi Disney Launchpad, che, a differenza di Sparkshorts della Pixar o Cortocircuito dei Disney Animation, contiene corti sviluppati e prodotti dalla divisione cinematografica live-action della Disney. L'obiettivo di Launchpad è principalmente quello di dare accesso e opportunità a tutti coloro che storicamente non ne hanno mai avuto a Hollywood prima d'ora, quindi filmmaker alle prime armi appartenenti a minoranze etniche e non solo.

La prima stagione composta da sei corti, a cui ne seguirà una seconda già confermata, si sofferma dichiaratamente sul tema della scoperta. Infatti ogni cortometraggio è una piccola finestra per noi spettatori su di un mondo o su di una cultura di cui non è purtroppo scontato che ne conosciamo le caratteristiche, scoprendo delle realtà su cui non viene puntata spesso la luce dei riflettori.

Il primo corto suggeritoci dalla pagina di Disney+ dedicata a Launchpad è La cena è servita, che ha come protagonista Xiaoyu, uno studente cinese negli Stati Uniti in una prestigiosa scuola privata, la Westmoreland, una boarding school, che ha come scopo mettere alla luce l'eccellenza tra gli studenti attraverso la dura disciplina. Nel corto vediamo Xiaoyu, che lavora come lavapiatti nella cucina, adempiere a pieno alle regole dell'istituto, e seguire alla lettera i consigli della madre al telefono, che lo invita a non passare il tempo solo con i suoi amici cinesi e ad adeguarsi insomma allo stile di vita americano. 

Dopo che Allen, lo studente che lavora come direttore di sala, il ruolo di facciata che rappresenta l'intero servizio della cucina nella lussureggiante mensa della scuola, viene ammesso a Yale con una borsa di studio, Xiaoyu si iscrive alle selezioni per il sostituto, ambendo quindi al suo ruolo. Prima dell'audizione come direttore di sala, Xiaoyu si studia un compendio di regole e tutti i nomi di coloro che si siederanno al tavolo. Deve dimostrare infatti di saper stare a contatto con il pubblico. Le notti di studio però significano sacrificare le serate al karaoke con i suoi due migliori amici, anche loro cinesi, con cui piace divertirsi canticchiando una canzone, intitolata Island, composta appositamente per il cortometraggio e rilasciata proprio qualche giorno fa, un brano rock che si contrappone alle atmosfere rigide e infallibili della Westmoreland. 

Infatti il testo della canzone, in mandarino, recita "La vita è ripetitiva e insensata / La gente vive solo per compiacere gli altri / Non ci ribelliamo neanche / Non mi atterrò ai piani / Voglio condividere la mia splendida anima", ma Xiaoyu non si lascia corrompere dagli amici, che deridono il ruolo da pinguino del direttore di sala, e, arrivata alla cena di prova, il ragazzo cerca di dare il suo meglio pronunciando i nomi bizzarri degli invitati a cena nella sua seconda lingua che è in questo caso l'inglese. Xiaoyu si scorda due nomi e da lì comincia ad impappinarsi, mettendo a rischio non solo la sua audizione ma anche la riuscita della cena, scordandosi di avvisare un tavolo che la prima portata era in arrivo.

Impossibile non provare perplessità e quasi derisione sull'importanza che dà la situazione in cui Xiaoyu si è ritrovato incastrato su dei semplici annunci di delle pietanze e sul ricordare nomi di persone mai incontrate prima d'ora. Ma il lavoro del direttore di sala è questo, e Xiaoyu, nonostante l'impegno dimostrato, non sembra all'altezza del ruolo.

Il preside dell'istituto, Gustafson, interpretato da Ray Wise (noto attore televisivo comparso in Mad Men, How I Met Your Mother, in cui era il padre di Robin, 24 e Fresh Off the Boat), però invita il ragazzo a riprovare e ad essere sé stesso, consiglio che spinge Xiaoyu a dare il meglio di sé nella seconda chance che gli è stata inaspettatamente data.

E infatti, a fine cena, il ragazzo origlia mentre passa vicino ad una stanza, una conversazione tra il preside e il direttore di sala uscente che spiazza Xiaoyu.

Possiamo perdonare qualche piccolo errore. Non conta quanto sia stato bravo o meno. A nessuno importerà di lui guardando la brochure. E francamente potrebbe essere chiunque, giapponese, nero. Basti che si tratti di un volto diverso. Sarà uno sfavillante esempio per tutti i cinesi, e tutti gli studenti stranieri che verranno alla Westmoreland per realizzare il sogno americano. Immagina che effetto avrà sulle iscrizioni il prossimo anno.

Capiamo quindi che non importa quanto impegno il ragazzo ci metta nel ruolo dando il meglio di sé, sfruttando le sue capacità e applicandole nel lavoro. Verrà utilizzato come un'esca per fare pubblicità alla scuola. E vedendosi il suo stile di vita, dedicato al raggiungimento personale dell'eccellenza, crollare, il ragazzo rivenda il suo individualismo, criticando la conformità che detta la scuola che dà beneficio solo a sé stessa e non agli studenti. "Lavorare sodo," capisce il ragazzo, "è per mantenere la scuola un'eccellenza."

Xiaoyu, sbottonandosi dall'uniforme del pinguino, risponde all'inno della scuola che ha come tema la tanto decantata eccellenza, con la canzone rock Island che canta davanti ai tavoli con ancora seduti i suoi amici e professori, in mandarino, di cui scopriamo un'altra strofa: "Attingo al mio lato selvaggio / Mentre affronto un nuovo mondo audace / Quest'isola è morta e senz'anima / Non siete costretti a restare." Nonostante il preside disubbidisca Rihanna e mette stop alla musica, Xiaoyu continua a cantarla anche senza base, a cappella, e i suoi due amici lo raggiungono per esprimere la loro ribellione. 

La cena è servita quindi denuncia una situazione che accade ad un immigrato quando nonostante il suo sforzo individuale e la propria persona, si è giudicati e presi in considerazione per la propria nazionalità o etnia. Siamo lasciati come spettatore con la forza del gesto di Xiaoyu di non voler sfruttare la situazione favorevole in cui si è ritrovato, in cui poteva essere il nuovo direttore di sala solo perché cinese, perché così avrebbe tradito il valore dell'eccellenza su cui ha costruito la sua vita e l'ambizione e il culto del lavoro duro. Promosso a pieni voti, e questo non è neanche il corto della collezione, secondo il nostro modesto parere, più bello.