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martedì 25 maggio 2021

LAUNCHPAD, I SEGRETI DIETRO LA NUOVA COLLANA DI CORTI IN ARRIVO SU DISNEY+

Da sinistra alzati i registi Movie Peng (Principe(ssa)), Hao Zheng (La cena è servita), e seduti sempre da sinistra Aqsa Altaf (Il mio Eid in America), Anne Marie Pace (Vita da vampiri), e Stephanie Abel Horowitz (Siamo tigri)
Uscirà questo venerdì su Disney+Launchpad, nuovo contenitore di corti, come Sparkshorts della Pixar o Cortocircuito dei Disney Animation, ma questa volta live-action, con l'obbiettivo di raccontare storie che vengono da filmmaker non tradizionalmente rappresentati da Hollywood, appartenenti a minoranze etniche negli Stati Uniti.

Roger Palmer di What's On Disney Plus ha avuto l'occasione di parlare con Mahin Ibrahim, la direttrice della sezione Diversità e Inclusione ai Walt Disney Studios e Phillip Domfeh, produttore dei Launchpad, di come questi sei corti, che sono unite dal tema Scoperte, sono stati selezionati, e di cosa riserva il futuro di questo programma che è stato già confermato per un'altra stagione.

 

Mahin: Launchpad ha a cuore dare accesso e opportunità a tutti coloro che storicamente non ne hanno mai avuto a Hollywood prima d'ora. E, una cosa che ho scoperto a programma già avviato, la voglia di raccontare una storia su una piattaforma globale che rappresenta il bambino dentro di noi che non abbiamo mai visto sullo schermo. Ci siamo chiesti, andando in dietro nel tempo, cosa vorremmo aver visto quando stavamo crescendo? Ciò è nato dalla missione che ci siamo preimpostati, di far sì che il filmmaker raccontasse le sue storie più personali che desiderava condividere con il mondo, e coltivarle e svilupparle, dando, da parte nostra, lo stesso amore e attenzione alle loro storie personali come facciamo normalmente con i nostri film e serie in sviluppo alla Disney.

Phillip: La nostra speranza e intenzione era quella di far crescere una nuova generazione di storyteller Disney, ed è veramente una cosa meravigliosa portare queste storie su una piattaforma come Disney+. E' bellissimo far conoscere questi filmmaker al mondo, e abbiamo fede nel potere che ha il loro lavoro. 

Cristela Alonzo e Terri Hoyos in Vita da vampiri
Mahin: Disney è davvero impegnata nell'includere la diversità nei suoi progetti. Questo è uno sforzo in atto, e stiamo solo iniziando. La prima stagione ci ha fatto impiegare quasi tre anni solo per sviluppare il programma, cominciando con un'idea. Ma adesso, quasi tre anni dopo, siamo pronti a rilasciare i nostri primi corti al mondo, ed è super eccitante. Siamo molto felici che le domande per la seconda stagione sono ora aperte, e Phillip ne è a capo.

Phillip: Faremo assolutamente la seconda stagione, quindi dateci un'occhiata prossima settimana, e penso che ci sia davvero tanto riscontro con questa iniziativa che penso che da qui in poi potrà crescere solamente. Ci sono molte inebrianti conversazioni che stanno prendendo piede ma con la seconda stagione del programma, nello specifico, stiamo facendo dei cambiamenti eccitanti. Stiamo portando degli scrittori nel programma per la prima volta. Crediamo infatti che prima che la diversità possa essere vista sullo schermo, questa debba esistere innanzitutto sulla carta, e ciò viene dagli scrittori, che mettono il loro cuore nella narrazione delle loro storie personali. Siamo emozionati che abbiamo portato sei persone nel programma e negli studi Disney con la prima stagione, e la nostra speranza e obiettivo è che faremo ancora di più nel nostro prossimo giro di corti.

Un'immagine da Principe(ssa)
Mahin: Per la prima stagione abbiamo pubblicato un concorso pubblico, e abbiamo ricevuto oltre 1100 domande negli Stati Uniti, quindi è un processo molto competitivo. Ogni sottomissione viene analizzata varie volte per arrivare alle ultime sei, e quindi parliamo di un probabilità di successo dello 0.05%. In termini dei criteri utilizzati per la scelta, alcune cose che gli scrutatori si sono domandati è: Questo fillmmaker ha delle cose davvero uniche da dire?; Lo sta raccontando in un modo che davvero risuona con gli spettatori a livello di pancia? Abbiamo avuto queste lenti per analizzare i campioni di regia che ci sono stati inviati, stesso discorso per le sceneggiature. Tutto ritorna sempre al perché, del perché il filmmaker vuole raccontare quella storia. Questi sono stati gli elementi principali per noi per la selezione.

Phillip: Tutto comincia dalla storia. La storia è l'aspetto più importante. La storia è la tua mappa e la tua guida, e stiamo cercando delle voci pronti ad andare il più lontano possibile per far sì che il loro materiale sia eccellente. Ci sono molte persone che stanno cercando opportunità proprio come questa. Ci sono un sacco di persone là fuori che hanno storie da raccontare. E la lista di filmmaker non rappresentati che cercano opportunità è ampia. L'eccellenza ti fa raggiungere le vette più alte, e devi spingere il tuo lavoro al massimo e rivalutare costantemente te stesso e portare la storia al livello successivo. E' questo che cerchiamo.

L'ultimo chupacabra
I cortometraggi della prima stagione di Launchpad sono:
Il mio Eid in America, scritto e diretto da Aqsa Altaf.
La cena è servita, diretto da Hao Zheng, scritto da G. Wilson & Hao Zheng.
Vita da vampiri, scritto e diretto da Ann Marie Pace.
Siamo tigri, scritto e diretto da Stefanie Abel Horowitz.
L'ultimo chupacabra, scritto e diretto da Jessica Mendez Siqueiros.
Principe(ssa), scritto e diretto da Moxie Peng.