mercoledì 24 dicembre 2014

MyNewGreatStory. Luxo Jr., tesoro nazionale americano

Cartolina di Natale 1986 - Luxo Jr. (1986)
Com'è grande il mondo alla luce delle lampade, e come è piccolo agli occhi del ricordo. 
Charles Baudelaire

Illustrazione di Pietro Grandi
La fase di sviluppo di un progetto animato è il momento più liberatorio dell'intera produzione Pixar. Tutti gli artisti, storyteller e tecnici vengono incoraggiati l’un l'altro per esplorare ogni cosa che proviene dalla mente, lasciando fluire la fantasia e l’immaginazione, persino da un oggetto luminoso sulla scrivania di un animatore. Questa grande forza immaginativa venne a John Lasseter con la storia di Luxo Jr. (1986), (video) il cortometraggio più famoso della Pixar, primo vero gioiello realizzato con il marchio Pixar. È da ricordare che il primo corto fu The Adventures of André and Wally B. (1984) (video) ancora targato Lucasfilm Computer Division diretto dal cofondatore Alvy Ray Smith ed animato da un giovane John Lasseter. Una divertente lampada divenne così la mascotte ufficiale per lo studio apparendo all’inizio di ogni film Pixar. 

Io e Luxo Jr. con la sua palla colorata, Pixar Campus, 2011
Da oggi il film apparterrà ufficialmente e sarà conservato all’interno del National Film Registry degli Stati Uniti d’America come ‘tesoro nazionale americano’. Il National Film Registry, istituito nel 1988, è una raccolta di film considerati ‘tesori cinematografici culturali, storici o estetici’ conservati nella National Film Preservation Board. Ogni anno vengono aggiunti fino a 25 opere filmiche nel registro e successivamente conservati nella Library of Congress. Luxo Jr. non è il solo ad essere stato menzionato in questo registro, ma è in buona compagnia con il cortometraggio, vincitore del premio Oscar, Tin Toy (1988) (video) e con il primo lungometraggio animato in digitale, vincitore del premio Oscar, Toy Story (1995) entrambi legati dalla tematica del mondo dei giocattoli, l’uno ispirazione dell’altro.

Nel 1986, l’ormai affiatato gruppo Pixar pensò di creare un piccolo film animato per verificare le potenzialità del digitale presentandolo al SIGGRAPH. Sulla scrivania da lavoro di Lasseter vi era la sua fonte di ispirazione, un personaggio semplice e geometrico, una classica lampada Luxo L-1 ideata dall’ingegnere industriale norvegese Jacob Jacobsen, fondatore dell’azienda Luxo. Jacobsen partorì la sua idea quando ricevette due molle bilanciate da due braccia metalliche, come parte di una spedizione dall’Inghilterra di macchine da cucire. Così pensò di costruire una lampada con un braccio unico ed avanzato in combinazione con una elevata potenza luminosa, quasi a ricordare un muscolo umano che si bilanciava in base ai pesi. La persona che utilizzava una L-1 poteva avere una completa libertà di movimento durante il lavoro e consentiva di posizionare la luce esattamente dove gli serviva. Così nel 1937 iniziò la produzione con il nome di Luxo, derivato dal latino, io illumino. La L-1 divenne presto conosciuta come un vero e proprio supporto produttivo nelle scuole, uffici, impianti industriali e strutture sanitarie, un’icona del design amata e venduta in tutto il mondo.


Brevetto della Lampada Luxo L-1



La Luxo Jr. e Steve Jobs (1998)

La Luxo L-1 della scrivania di John Lasseter
John Lasseter non è nuovo a questo oggetto luminoso. Nel 1979 crea un corto animato come tesi annuale per il Calarts dal titolo The Lady and the Lamp (video). In un negozio di lampade ad una piccola lampada animata si rompe la propria lampadina, diventando cieca. A tentoni cerca di procurarsi una nuova lampadina, ma finisce per ubriacarsi, avvitandosi per errore una bottiglia di gin, portando scompiglio all’intero negozio. L’intento di Lasseter era quello di ottenere la sensazione che la lampada fosse un personaggio con una propria personalità senza l’utilizzo della voce, ma solo con i movimenti.







Nel 1982 Lasseter e lo storyteller Joe Ranft, lavorarono ad un nuovo progetto in Disney basato sul racconto The Brave Little Toaster (Le avventure del piccolo tostapane) di Thomas Disch. Per Lasseter era l’occasione per dirigere un lungometraggio e l’opportunità di esplorare l’unione fra animazione digitale e tradizionale. All’interno di questo racconto ritroviamo un gruppo di elettrodomestici quali un tostapane, leader del gruppo, una radio, un’aspirapolvere, una termocoperta ed una lampada da tavolo a collo d’oca facilmente irascibile di nome Lampy, che ricorda la L-1. Il film in seguito non fu più diretto da Lasseter, per incomprensioni con l’allora capo degli studios Ron Miller che lo licenziò, senza aver capito che potenziale stava perdendo. Il film uscì in seguito nel 1987 per la regia di Jerry Rees.




Col progetto Luxo Jr., John Lasseter cominciò a studiare la lampada e a muoverla dando vita ad un oggetto inanimato con personalità, movimento e fisicità. Fece poi visionare il suo primo test dello short all'ANIMA, il festival di animazione di Bruxelles, al grande animatore belga Raoul Servais che lo esortò: “Non importa quanto breve sia il tuo corto, deve soltanto avere un inizio, uno svolgimento ed una fine. Non dimenticare la storia. Si può raccontare una storia anche in dieci secondi”. Lasseter mise in scena la semplicità in persona di un padre-lampada che guarda un figlio-lampada giocare con una palla colorata: movimenti meccanici e fluidi al tempo stesso, personaggi con peculiarità umane pur rimanendo riconoscibili, oggetti da tavolo che spiccano ancora di più sullo sfondo neutro, senza movimenti di camera. L’efficacia della storia è garantita dalle diverse proporzioni e dai due fasci luminosi delle due lampade che evidenziano le loro due età diverse. 



Storyboard

Bill Reeves e John Lasseter





Ed Catmull e Alvy Ray Smith
Per costruire il miglior character design, Lasseter si concentrò su i 12 principi tradizionali di animazione classica tratti dal libro The Illusion of Life (1981) scritto dai due animatori Disney, Frank Thomas & Ollie Johnston applicando i principi tradizionali a quelli digitali, quali Squash and Stretch (Compressione e Dilatazione), Anticipation (Anticipazione), Staging (Messa in Scena), Straight Ahead Action and Pose to Pose (Azione Diretta e Azione da Posa a Posa), Follow Through and Overlapping Action (Susseguenza e Arrivo oltre al punto di Stop), Slow in & Slow out (Rallentamento in Entrata e in Uscita), Arcs (Archi), Secondary Action (Azione Secondaria), Timing (Temporizzazione), Exaggeration (Esagerazione), Solid Drawing (Disegno Solido), Appeal (Attrattiva). Come scrive Lasseter alla fine dell’articolo Principles of Traditional Animation Applied to 3D Computer Animation stilato nel luglio 1987 per il volume Computer Graphics: “Che il suo lavoro sia generato a mano o con il computer, il primo obiettivo dell’animatore è quello di divertire e intrattenere. L’animatore deve avere chiare due cose: il concetto base di cosa esattamente intratterrà il suo audience e, poi, gli strumenti e le competenze con cui implementare quel concetto. Ma gli strumenti, nel senso di hardware e software, non sono sufficienti”. 




Frank Thomas & Ollie Johnston

Lasseter assieme a Catmull e Reeves, lavorò duramente notte e giorno, dormendo in un sacco a pelo sotto la scrivania per poter continuare il progetto senza sprecare tempo. Il team Pixar dovette superare molti ostacoli per creare il cortometraggio. La squadra capì come animare personaggi composti da semplici forme geometriche. Lasseter ricorda: “seduto lì davanti a questi computer molto costosi, con una calcolatrice alla mano, con le mie basi di matematica della scuola d’arte, cercavo di capire, ‘Se la palla è di queste dimensioni e si muove così velocemente, come si può spostare?’”. Con i progressi del tecnico Eben Ostby, Lasseter guadagnò il controllo del movimento della palla, grazie ad un algoritmo che ne poteva calcolare la velocità e lo spostamento sul piano spaziale. (video) L’altro ostacolo era quello che le due lampade dovessero avere la possibilità di illuminare se stesse, così da produrre non solo i fasci, ma anche le ombre realistiche. Per ottenere ciò il tecnico Bill Reeves insieme a David Selesin e Rob Cook svilupparono un algoritmo che consentiva alle forme di generare la propria ombra dal punto di vista della sorgente luminosa. Il computer memorizzava le informazioni sulle distanze tra gli oggetti e le distanze degli oggetti dalla sorgente luminosa, ottenendo un aspetto realistico all’intero corto.





La brandina dove dormiva Lasseter 


Materiale promozionale Pixar Image Computer
Ad umanizzare il tutto vi furono i suoni curati dal sound designer Gary Rydstrom che creò la voce della lampada: dallo “squeak” della lampadina impaurita, al movimento metallico mentre salta e gioca con la palla, divenendo così chiave fondamentale della storia del corto. La colonna sonora dal sapore jazz, incornicia il siparietto animato in una chiave umoristica, composta dal britannico Brian Bennett in un mix di tre brani musicali Chateau LabourQuicksilver e Finesse tratti dall’album Counterpoint In Rhythm.





John Lasseter nella produzione di Luxo Jr.
Dopo mesi di duro lavoro e notti insonni, il piccolo gioiello di Lasseter debuttò alla conferenza del SIGGRAPH nel 1986 ricevendo lunghi applausi ed entusiaste recensioni, sorpresi dalla genialità artistico-tecnologica del corto. Bob Pauley, scenografo Pixar ricorda: “Quando vidi Luxo Jr. dissi: è bello, c'è una storia, c'è il cuore; e pensai, 'voglio solo lavorare lì.’” 
Come ricorda Lasseter in una intervista rilasciata nell’agosto del 1989:Dopo lo spettacolo cinematografico, Jim Blinn, che è uno dei pionieri nel campo informatico, venne correndo verso di me: ‘John, devo farti una domanda.’ E ho pensato: ‘Dio, non so nulla di questi algoritmi. So che sta per chiedermi degli algoritmi delle ombre o qualcosa di simile.’ E mi chiese invece: ‘John, ma la lampada genitore era una madre o un padre?’ E pensai: ‘allora ci sono riuscito. Uno dei grandi scienziati della computer grafica mi chiedeva se la lampada era una madre o un padre. Tutti nel pubblico dicevano che era una madre, chi un padre. L’ho sempre immaginato come un padre, ma la sua personalità si basa in gran parte sui caratteri di mia madre. Se si fosse trattata di una madre, non avrebbe mai lasciato il bambino che saltasse su quella palla. Ma il padre è come se dicesse: ‘Vai avanti, salta su di essa, cadi e rompi la tua lampadina. Imparerai una lezione.’” 
Ed Catmull in una intervista al SIGGRAPH racconta: "Luxo Jr. inviò all'intero settore dell'animazione a computer e di quella tradizionele una grande onda d'urto. A quel tempo, la maggior parte degli artisti tradizionali avevano paura del computer. Non si rendevano conto che il computer era solo uno strumento diverso che l'artista poteva avere. Era invece percepito come un’automazione che poteva mettere in pericolo il loro lavoro. Per fortuna, questo atteggiamento cambiò drasticamente nei primi anni '80 con l'uso del personal computer. Con Luxo Jr. si rafforzò questa opinione svolta all'interno della comunità professionale.”
Nel 1987 il corto Luxo Jr. fu il primo film in CGI animato al computer a ricevere una nomination agli Oscar. Questo piccolo gioiello cambiò tutto il mondo della computer grafica e fu il trampolino di lancio della Pixar verso il successo.





Luxo Jr. e palla all'interno della mostra celebrativa Pixar


Un aneddoto interessante fu quello legato agli spin-off di Luxo Jr. usciti nel 1990. Steve Jobs, amante dei Muppet e del suo creatore Jim Henson, contattò il programma Sesame Street, famoso programma televisivo educativo per bambini per cercare di inserire all’interno della trasmissione alcuni piccoli cortometraggi made by Pixar. Il gruppo si mise all’opera per creare 4 piccoli cortometraggi didattico-educativi con le due lampade protagoniste. In Light & Heavy (video), le due lampade dimostravano gli aggettivi pesante e leggero con l’uso di un pallone da spiaggia e di una palla da bowling; in Surprise (video), Luxo Sr. esamina una scatola di cartone dove fuoriesce Luxo Jr. per fargli una sorpresa; in Up & Down (video), Luxo Jr. salta su e giù da una scatola di cartone fino a quando non cade; in Front & Back (video) mostra la parte anteriore e posteriore del suo stesso corpo lampada, fino a che alla fine si esaurisce e cade. Come ricorda la produttrice di Sesame Street, Arlene Sherman: “Stavo aiutando la Pixar a formare i propri animatori per Toy Story. Avevano bisogno di avere un sacco di gente, così il gruppo Pixar ebbe delle buone idee sullo spettacolo per la sua grande sensibilità. Approvai gli storyboard e ricevetti per posta dei meravigliosi piccoli short di Luxo Jr.”

Front & Back

Light & Heavy

Surprise

Up & Down

Sesame Street
Questa lampada ricorda in modo indiscusso un altro gioiello Apple tratto dall’ingegno del designer Jony Ive, cioè l’iMac G4 (2001), ispirato ad una forma di un girasole. L’iMac G4 avrebbe dato l’impressione che lo schermo piatto potesse essere così veloce e sensibile da giocare con l’utente, quasi a ricordare, grazie a quel collo metallico in movimento, una lampada Luxo. Non a caso questo collegamento fu di richiamo per una campagna pubblicitaria con uno spot dal titolo Dance (2001) (video) dove un improbabile ed elastico iMac G4 balla su di un palco alludendo al corto di Lasseter.



La Luxo Jr. diviene anche un personaggio cattivo all’interno di una saga animata molto satirica e famosa, I Simpson. Nel 2011 nella ventiduesima stagione della serie nell’episodio Papà incocciato: Il film l’intera Pixar viene simpsonizzata in Mixar in chiave negativa. Lasseter & co. sfilano sul tappeto rosso dei Golden Globe in monopattino ed un divertente Randy Newman canta Tu hai un nemico in me con un gruppo affiatato di personaggi quali una Luxo Jr. dalla personalità inquietante che illumina ed acceca, un Mr. Carrot (Mr. Potato) con un bastone in mano ed un WALL•E con una pistola che mette paura a Lisa Simpson.



La lampada Luxo Jr. è dunque il vero marchio di fabbrica Pixar, il collegamento al logo tipografico, presente prima e dopo ogni film, una sorta di siparietto comico tra font e lampada. Così all’interno del Campus il ristorante principale è intitolato Luxo Cafe in onore della mascotte. In Cars (2006) venne utilizzata col messaggio Celebrating 20 Years, nel film WALL•E (2008) il robot protagonista le sostituisce la lampada bruciata, nel film Cars 2 venne utilizzata col messaggio Celebrating 25 Years.










La lampada è presente come easter egg in numerose apparizioni all’interno dei film Pixar. È ispirazione in alcuni test di sperimentazione: in Flags and Waves (1986) di William Reeves e Alain Fournier per testare alcuni aspetti dell'animazione computerizzata quali il movimento dei tessuti e dell’acqua, dove il sole ha lo stesso aspetto di una Luxo accesa che guarda in camera, mentre in Beach Chair (1986) di Eben Ostby per sperimentare i movimenti dei personaggi d’animazione, dove una sedia portatile da spiaggia si muove con le stesse movenze di una Luxo. 




Io mi sono divertito a ricercare nei vari cortometraggi e lungometraggi le varie Luxo come nel gioco Where’s Wally?, mutato in Where’s Luxo?. La prima apparizione la possiamo notare in lontananza nel negozio di biciclette del corto Red’s Dream (1987), in un quadro nel soggiorno del corto Tin Toy (1989), nella trilogia di Toy Story una Luxo rossa è appoggiata sulla scrivania di Andy, così in Toy Story 2 (1998) all’inizio dei titoli di testa possiamo notare, unendo le stelle luminose, la costellazione della lampada Luxo, così il maialino Hamm guarda in televisione i corti Pixar tra cui Luxo Jr.; nel film Gli Incredibili (2004) disegnato su un muro possiamo leggere la pubblicità di un fastfood dal nome Luxo Deli; in WALL•E (2008), WALL•E costruisce una statua per l’amata Eve dalla spazzatura, usando una Luxo come mano della composizione; in Up (2009) sul comodino di Carl notiamo il marchio delle sue medicine dal nome Luxo drugs, fino a Cars 2 (2011) dove nei titoli di coda appare il logo di una compagnia aerea chiamata LuxoAir.

Red's Dream

Tin Toy

Toy Story

Toy Story

Toy Story

Toy Story 2

Toy Story 2

The Incredibles

WALL-E

Up

Cars 2
Tra i vari film possiamo scorgere anche la compagna di Luxo Jr., la palla gialla avvolta da una striscia blu con una stella rossa al centro. Nel cortometraggio Red’s Dream (1987) la palla è un fascio di luce colorato usato come seguipersona per illuminare il clown sul monociclo; poi è presente sparsa tra i giocattoli all’interno della trilogia di Toy Story, nella cameretta di Boo nel finale di Monsters & Co. (2001), nel cortometraggio Jack-Jack Attack (2004) dove Jack gioca con la palla, in Presto (2007) dove dal cappello del mago esce anche una palla, nel film Up (2009) all’interno della cameretta di una bambina e su di una spilla della fascia da boyscout di Russell, infine in Monsters University (2013) disegnata su un muro.

Red's Dream

Red's Dream

Toy Story 

Toy Story 3

Toy Story 3

Toy Story 2

Monsters & Co.

Monsters & Co.
Jack-Jack Attack

Presto

Up

Up 

Monsters University
Nel verde lussureggiante del campus di Emeryville svetta una lampada gigante con la sua palla colorata, davanti all’edificio principale dedicato al mentore Steve Jobs a protezione degli artisti e tecnici che vi lavorano. Un oggetto luminoso e giocoso, portatore di un immaginario e di una passione per il futuro, che con luce propria, illumina il bivio tra tecnologia e arti liberali, portandoci a guardare verso l’infinito e oltre. 


Le immagini sono di proprietà Disney-Pixar ©. La lampada Luxo L-1 è di proprietà della LUXO Corporation ©.

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