giovedì 18 luglio 2013

MyNewGreatStory. Operazione nostalgia, Mickey Mouse’s Get a Horse

Giovane, con un paio di baffetti. Molto elegante. Direi: un’eleganza da damerino. Una somiglianza irresistibile con il suo eroe. In Topolino si ritrova la stessa raffinatezza, l’eleganza, una certa libertà del gesto. Non c’è da stupirsi! Sembra sia il metodo a richiederlo. Lo stesso Disney recita la parte di Topolino per questo o quel film. Intorno a lui una decina, o forse più, di disegnatori colgono al volo gli sketch comici del loro capo mentre posa e recita. E così questi disegni preparatori, infinitamente vivi, pieni di vitalità e in grado di comunicare attraverso l’enfatizzazione del tratto per il solo fatto di esser stati copiati da un uomo in carne e ossa... eccoli pronti per un film d’animazione. 
Sergej Ejzenstejn, 1941

“Un raggio di luce brillante emanò dal proiettore. Ci fu un dolce fruscio, e sullo schermo apparvero centinaia di strane creature che si muovevano di qua e di là, l’immagine s’ingrandì e si vide una singola creatura, che gli scienziati giudicarono vicina alla descrizione dello storico”. 
Con queste parole, prese da un racconto fantastico di Isaac Asimov, dal titolo Lezioni di storia, ci tuffiamo nel passato, per alcuni minuti di lettura, compiendo la missione operazione nostalgia con il personaggio più famoso della Disney, nato nel maggio del 1928: Mickey Mouse. Dobbiamo tutto ciò alla Walt Disney Animation Studios che celebra gli 85 anni dell’eroe Topolino, con una serie di cortometraggi in stile anni ’30, ma con l’odierna tecnologia stereoscopica tridimensionale, programmata nei prossimi mesi su Disney Channel e sul canale online. Così un mese fa al festival più prestigioso d’animazione, nella piccola Venezia delle Alpi, Annecy, si è proiettato il primo short dal titolo Get a Horse, prodotto da Dorothy McKim e diretto da Lauren MacMullan, realizzato in 18 mesi e supervisionato dallo storico animatore Eric Goldberg per l’animazione tradizionale e la character design e da Adam Green per la CGI.





Get a Horse segue le vicende di Mickey, l'amica Minnie e i loro fedeli compagni di viaggio, Orazio e Clarabella, che si dilettano in un giro musicale su un carro, incappando nel nemico di sempre, Pietro Gambadilegno che cerca di ostacolare il percorso dei quattro viandanti. 
Rich Moore, regista di Ralph Spaccatutto, stava cercando idee per un progetto televisivo così chiamò Lauren MacMullan, a cui venne questa idea: riportare in vita le vicende del Topolino degli albori con lo stile del 1928. “lI primo Mickey - così spiega la regista - era più attraente, fresco, briccone e divertente. Mi piacciono quegli anni. Mi piace lo stile molto vero, semplice e precoce dell’animazione. Si può disegnare velocemente. Son solo cerchi e salsicciotti. C’era in quegli anni un grande approccio alla commedia. Tutto era agli inizi. Così ho pensato: 'Come possiamo tornare lì?’. Appena lo ha saputo John Lasseter era entusiasta ed ha approvato subito il progetto. Così attraverso le nuove tecnologie iniziammo a creare, attraverso filtri di sfocatura, tutto quel mondo degli inizi della carriera di Walt e di Ub Iwerks, fedeli al character design del 1928 con l’aggiunta della stereoscopia 3D, per aumentare le profondità al disegno bidimensionale. L’idea però era quella di aggiungere anche la vera voce di Mickey, così attraverso le registrazioni dell’epoca, potevamo far rivivere le voci di Walt Disney, per Topolino, e di Billy Bletcher, per Pietro Gambadilegno.”





Ma come nacque Topolino? Direi di partire dall’inizio. Infatti siamo nel 1927, Walt Disney ed Ub Iwerks lavorano per la produzione dello studio Winkler-Charles Mintz e così s’inventano una nuova serie animata dal titolo, Oswald - The Lucky Rabbit. Ub stava elaborando un tipo di disegno basato sulle forme circolari, meno rigido nei movimenti, dotato di una grande forza e soprattutto facile da animare. Poor Papa (1927), Trolley Troubles (1928) furono i primi corti, un nuovo personaggio, un coniglio giovane, sveglio, vivace, effervescente ed avventuroso che ricorda i primi momenti di Mickey Mouse.



Ben presto però si ruppero i rapporti tra Disney e Mintz per una questione di budget e di marchio del personaggio, così Walt ed Ub cercarono nuovi territori per la creazione di un nuovo personaggio di loro proprietà. La nascita del personaggio è avvolta dal mistero, infatti Walt stesso avrebbe ideato Topolino sul treno verso Hollywood con la moglie Lillian, chiamandolo all’inizio Mortimer e poi su consiglio della moglie, scelsero un nome più frizzante e fresco, Mickey. É certo che il 18 marzo del 28 Walt a Hollywood si incontrò con Ub per costruire il primo model sheet del nuovo personaggio e della nuova serie.











Nel maggio del 1928 Disney tutelò il suo marchio e quello di Mickey Mouse per non incappare nell’errore precedente con Mintz. S’iniziò con Plane Crazy (1928), capolavoro creato in due settimane solo da Ub Iwerks con una media di settecento disegni al giorno. Successivamente nel secondo  corto Gallopin’ Gaucho (1928) si vide l’inserimento di Minnie Mouse e di Pietro Gambadilegno, ma nell’estate del 1928 naque il sonoro, così sperimentando e rielaborando la nuova tecnologia di audio e di sincrono, costruirono lo short più famoso della serie Steamboat Willie (1928), un film universalmente apprezzato per l’uso innovativo del suono e per le brillanti gag musicali. Da ricordare quella della capra che ingoia il banjo di Minnie e lo spartito per cui la canzone viene suonata azionando la coda a manovella. Sul magazine Variety del 1929 si legge: “Gli effetti sonori hanno suscitato le loro brave risate, ma in generale si ha l’impressione che un buon batterista potrebbe fare altrettanto dalla buca dell’orchestra. La validità del film sta nelle pagliacciate che fa compiere ai suoi personaggi, efficaci con o senza suoni.” Il resto è storia.










Walt Disney ebbe un credito enorme verso tutto il team di animatori che contribuirono alla costruzione, ai movimenti e al look & feel del personaggio. Ub Iwerks ricorda, “noi volevamo costruire una coppia di topolini come nella serie Alice Comedies. L’unica differenza era nella forma del naso. Così decidemmo di creare un Mickey con l’aspetto di un ragazzino simbolico ed eroico”. Fred Moore invece, “Mickey molte volte aveva più personalità, il tocco di Fred Astaire, in altre era Charlie Chaplin, e per molti versi aveva lo sguardo di Douglas Fairbanks.” Per Frank Thomas & Ollie Johnston, “Mickey era un timido cavaliere, coraggioso e compassionevole e con il senso di cosa fosse giusto e sbagliato. Era l’alter ego di Walt, ripeteva la personalità, i tratti, la vita ed i sogni dello zio Walt.”











Diciamo che la major Disney, oggi sempre più florida, riprende e reinventa con la computer grafica i procedimenti d’animazione tradizionali, entrando nel disegno, sorvolandolo, scomponendolo e ricomponendolo, creando nuovi livelli e visioni, immaginando una Disney/Pixar vista da Walt Disney stesso, una prospettiva curiosa ed avventurosa per il pubblico ed un sogno avverato per lo zio Walt. Tutto ciò è il vero motore per ricordare e rivivere la storia d’animazione stessa e celebrarne il mito Walt ad opera dell’allievo Lasseter, esprimendo forza ed energia del tratto e delle nuove tecnologie in divenire. “L’immagine svanì, seguita da una scritta che campeggiò sullo schermo per pochi istanti e poi scomparve. Per parecchi minuti regnò il silenzio più completo, interrotto solamente dallo sciaguattio delle onde sulla sabbia. Gli scienziati erano troppo stupefatti per parlare. Quella turbinosa occhiata sull’antica civiltà terrestre aveva avuto un effetto devastante sui loro cervelli.”



Per rivivere un pezzo di storia, in seguito, trovate un documento video narrato dallo storico Leonard Maltin della serie Disney Treasures, dove potrete vedere ed ascoltare Walt Disney mentre prova e registra in sala di doppiaggio la voce di Mickey Mouse (http://www.youtube.com/watch?v=sDAvRJVDRTY).
Un ringraziamento particolare all’Archivio Disney per le immagini, Animated World Network per l’intervista e gli storici J. B. Kaufman, Leonard Maltin ed Enrico Ghezzi per alcune citazioni.
  1. Tanta storia e tantissima inventiva, voglia di andare avanti e chi più ne ha più ne metta, in questi paragrafi, che, brevemente, riescono a riassumerci la storia del topo più simpatico al mondo :')

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  2. complimenti....molto interessante....

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  3. thanks for sharing this pictures, i love old Disney shorts with Oswald and Mickey http://tresorsdisney.blogspot.com

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