domenica 27 settembre 2009

G-Force: Superspie in Missione - La Recensione

In G-Force - Superspie in Missione, il governo degli Stati Uniti elabora un programma di addestramento animali in modo da trasformarli in vere e proprie spie: armati con equipaggiamenti da spie ultratecnologici, questi animaletti altamente allenati scoprono che il destino del mondo dipende dalle loro... zampine. Fanno parte della G-Force l'Agente Darwin (comandante, determinato a vincre a tutti i costi), l'Agente Blaster (esperto di armi e trasporti, con una vera e propria passione per gli sport estremi) e l'Agente Juarez (esperta di arti marziali), assieme ad altri due animali: l'Agente Mooch (una mosca che si occupa di sorveglianza) e l'Agente Speckles (una talpa che si occupa di tecnologia).

G-Force complessivamente è un prodotto molto divertente, che strappa qualche risata grazie a molte scene riuscite, ma oltre alla comicità non c'è null'altro che possa appassionare uno spettatore medio.

Premetto che non sono un critico cinematografico, ma di film modestamente me ne intendo abbastanza, e in questi ultimi tre anni di attività cybernetica ho letto parecchie recensioni, e spero che questo parere abbozzato in un ritaglio di tempo, possa farvi fare un'idea del film in questione.


La partenza di G-Force si può definire discreta, ma poi, nel bel mezzo della storia ci si annoia da morire, con una sceneggiatura molto banale. Tutti gli effetti speciali realizzati da Hoyt Yeatman per dare un look più cool a questi porcellini d'india sinceramente a me non convincono più di tanto, con tutti quei gadget improbabili alla 007 il film diventa ancora più confusionario.
Ma l'animazione in generale è il punto di forza di G-Force, una grafica in CGI molto semplice e lineare, ma anche molto scontata, infatti rispetto ad Alvin Superstar non ha nessun merito in particolare più lodevole.
Certo, appena entrato in sala non mi aspettavo di vedere il capolavoro del secolo, ma il risultato finale lo trovo molto basso.
L'unica sorpresa è il doppiaggio italiano, che sinceramente non mette in ridicolo i personaggi come in altre occasioni, con doppiatori originali del calibro di Nicolas Cage, Sam Rockwell e Penelope Cruz, vedere dei nomi come Lorenzo Flaherty, Romina Mondello e Oreste Baldini, ti fa pensare a una solita operazione commerciale, ma in realtà ho fatto male a dubitare delle capacità vocative degli attori italiani sopracitati
Il film non è realizzato pressochè malissimo, la storia è molto simpatica, ma qui ci troviamo di fronte al solito prodotto Disneyano che raggiunge al massimo la sufficienza.
Premetto che con l'espressione "solito prodotto Disneyano" non si riferisce ai lavori Pixar o di Tim Burton e di Zemeckis, sarei un pazzo a fare paragoni del genere, ma a quelle pellicole come Racconti Incantati e I Love Shopping che raggiungono dei risultati molto deludenti al botteghino e un basissimo riscontro di critica.
Guardando questi film forse mi rendo conto della decisione di Bob Iger nel cambiare radicalmente la Disney con Dick Cook. Non che mi trovi d'accordo col licenziamento di quest'ultimo, ma qualcosa si deve pur fare dopo questi risultati.

Consiglio il film agli appassionati del genere commedia, ma anche ai più piccoli e ai più grandicelli che magari dopo una giornata faticosa vogliono rilassarsi, non includendo i mal di testa dopo la visione del film in 3D ;)

Voto Finale: 6/10

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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