sabato 15 marzo 2014

Need for Speed, il nostro commento al film

Pensare ad un adattamento cinematografico di Need for Speed quando il gioco, durante i suoi vent'anni di vita, si è sempre concentrato esclusivamente su corse automobilistiche e non ha mai avuto una vera e propria storia, era effettivamente strano. Il film rischiava di essere Need for Speed solo nel titolo, e una macchietta del ben più famoso e radicato Fast & Furious. Ma questo adattamento invece ha una propria identità, se ci sono molte cose che non funzionano, ce ne sono altre che sono innovative e mai viste, e soprattutto sentite prima, dando al film una propria dimensione, che potrebbe lanciare il franchise tanto sperato.

Need for Speed è, senza alcun dubbio, uno dei migliori adattamenti da un videogioco contando la stessa fedeltà con cui sono state trasposte ambientazioni, atmosfere e cifre stilistiche, forse proprio grazie alla quasi assenza di continuità della storia nel corso dei vari videogiochi. Ci sono momenti in cui, anche abbastanza furbamente, la telecamera sostituisce il pilota e si posiziona proprio dentro la macchina appena dietro il volante, dando così la sensazione dell'esperienza in prima persona, anche grazie all'uso del 3D, di stare veramente guidando come nel videogioco. Ma non è finita qui, se l'obiettivo principale del videogioco è quello di creare un mondo realistico in cui un giocatore possa immergersi completamente, anche il film intelligentemente è riuscito a trovare un modo per farlo, con la quasi assenza di effetti speciali generati al computer, usando stunt, necessaria è stata l'esperienza del regista Scott Waugh che per l'appunto è un ex stuntman professionista, e macchine vere schiantate al suolo, bruciate, che volano davvero e che si scatenano per tutto il film, ovviamente sono copie riprodotte dalla crew del film di modelli originali costosissimi, per tenere i costi abbassati. Le macchine vivono nel film, e proprio per questo motivo sembra tutto più vero, e l'effetto di inautenticità che anche la CGI più avanzata provoca, qui non c'è, e grazie ad un sonoro montato e riprodotto in maniera molto realistica, l'azione diventa molto più violenta e intensa, come non se ne vedeva veramente da un bel po' di tempo. Qui il regista ha veramente fatto la differenza nel film.

Ma un film non è un videogioco, anche se ultimamente le differenze di stanno sempre di più assottigliando, e servono personaggi convincenti e realistici, e proprio su questo punto il film perde qualcosa. Ma recupera tutto con il protagonista, Tobey Marshall, interpretato da uno straordinario Aaron Paul. Qui Paul interpreta il classico ragazzo senza regole e dannato, di altri tempi, infatti come ispirazione il regista e gli sceneggiatori hanno pensato ai classici degli anni '70 come Bullit, che compare anche in una scena del film, Punto zero e Getaway!, che pensa più ai fatti che alle parole, ma che nasconde un cuore tenero sotto sotto. Niente di nuovo o mai visto, ma è particolare il modo in cui il personaggio viene introdotto nel film nella scena iniziale, quasi come se provenisse da qualche altra parte, un'aria quasi mistica che l'attore regge bene ma che poi sostanzialmente si perde e resta solo in una sequenza di film.
Anche il team dei suoi amici è presentato bene, con personaggi che ci entrano subito nel cuore, come quelli di Kid Cudi e specialmente Rami Malek, che ci regala uno dei momenti più WTF del film, quasi da MTV Movie Awards. Coprono ruoli ben precisi e ben stereotipati, ma questo aspetto non vuol significa assolutamente scontati o brutti, anzi.
Forse l'unica nota inedita nel gruppo è la loro particolare inadeguatezza per la parte da protagonisti, gli attori infatti non hanno certamente la stazza di Vin Diesel o The Rock, oppure l'altezza o il fascino di Steve McQueen, sono bassini e magrolini, ma convincono veramente tanto nella parte, parlare di recitazione povera non mi sembra quindi il caso.

Mentre ci sono altri personaggi come quello interpretato da Dominic Cooper, Dino il villain del film, e Dakota Johnson, Anita, la sua fidanzatina e sorella di Pete, che lasciano un po' perplessi. Per quanto riguarda Dino alla fine si tratta solo di una scrittura del personaggio approssimativa, ma l'attore ci mette veramente tutta la grinta immaginabile. Mentre Anita è veramente accennata, non si capiscono le sue motivazioni e soprattutto alcune scelte e che cosa sta combinando nel film in generale, anche se contribuisce attivamente nel terzo atto.
Ma la vera perla del film è Imogen Poots, non c'è altro da dire, il dinamismo tra lei e Aaron Paul funziona bene, e qui ci sarebbe da vedere il film in originale perché ci sono alcune battutine tra la conflittualità tra inglesi, la Poots è britannica come il suo personaggio nel film, e americani che non sono stati tradotti in italiano ma che si intuiscono facilmente.

Insomma non tutto funziona, ci sono anche delle situazioni verso l'ultima parte del film con poca credibilità, in generale bisogna vederlo senza farsi troppe domande, ma Need for Speed dà il massimo nel consegnare un film di corse in grado di regalare un'esperienza visiva e sonora veramente impressionante e realistica, anche senza vederlo in 3D, con delle scene d'azione dirette bene grazie ad una regia pulita senza troppi sperimentalismi. Tanta passione per i motori e degli ottimi personaggi grazie a Aaron Paul e Imogen Poots che ti trascinano a pieno nel film, e una buona dosa anche di umorismo.

Per chi ha voglia di velocità, ma anche per chi ha voglia di vedere un bel film.

Incarcerato per un crimine che non ha commesso, il meccanico di muscle car e pilota di gare clandestine Tobey esce finalmente di prigione, determinato a vendicarsi sull'uomo che lo ha incastrato. Tobey divora la strada in un epico viaggio che attraversa tutto il paese, un viaggio che inizia come missione di vendetta, ma che si rivelerà percorso di redenzione.
Need for Speed è un film live-action prodotto dalla DreamWorks Pictures, e distribuito negli Stati Uniti dalla Touchstone Pictures, mentre in Italia dalla 01 Distribution il 13 Marzo 2014 in 3D riconvertito, qui per la lista dei cinema.
Il film è diretto da Scott Waugh, scritto da George Gatins, e interpretato da Aaron Paul (Tobey), Dominic Cooper (Dino) e Imogen Poots (Julia).
La colonna sonora è composta da Nathan Furst.
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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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