sabato 25 gennaio 2014

Ghost in the Shell, Rupert Sanders regista dell'adattamento del manga

Il logo della serie anime
DreamWorks Pictures, che ha un'accordo di distribuzione con la Touchstone della Disney, dopo più di cinque anni dall'acquisizione dei diritti, ha finalmente trovato un regista per l'adattamento del manga Ghost in the Shell.
Si tratta di Rupert Sanders, la cui opera prima, Biancaneve e il Cacciatore, gli ha fatto guadagnare così tanta notorietà ad Hollywood che è attualmente collegato a tre diversi progetti come regista, quattro con Ghost in the Shell, e non si sa a quale lavorerà prima. Mentre la sceneggiatura è di William Wheeler, che ha scritto The Hoax - L'imbroglio e Il fondamentalista riluttante.

Il tankōbon della prima serie manga
Il manga ha creato uno dei franchise più popolari in Giappone, infatti dalla prima serie di undici capitoli del 1989, è seguito un film anime del 1995, altre due serie manga, Man-Machine Interface del 2001 e 1.5: Human Error Processor del 2003, un altro film Innocence nel 2004, ed infine un adattamento anime di 26 episodi del 2002, Stand Alone Complex, seguito poi da Arise, un OAV iniziato a Giugno in Giappone e ancora in onda.

In Italia invece, grazie alla Star Comics, abbiamo le tre serie manga e l'adattamento di Stand Alone Complex, che potete trovare su Star Shop.

Ghost in the Shell, ispirato al saggio di Arthur Koestler Il fantasma dietro la macchina (The Ghost in the Machine), è ambientato inizialmente nel ventunesimo secolo, nella città immaginaria di Niihama, e segue la storia dei membri della Sezione di Sicurezza Pubblica Numero 9, una task-force operativa formata da ex officiali militari e detective della polizia, che si occupano di intrighi politici e antiterrorismo.
In questo futuro cyberpunk, la tecnologia dei computer ha raggiunto livelli tali che la maggior parte della popolazione possiede dei cyber-cervelli, delle tecnologie che danno la possibilità di collegare il loro cervello biologico con vari network. Il livello di cybernizzazione varia da una semplice minima interfaccia, ad una quasi totale sostituzione del cervello con parti robotiche, in caso di traumi gravi. Possono essere applicate anche protesi che permettono a delle persone di diventare dei cyborg.

Come avviene il collegamento con il cervello biologico e quello cyber, l'attacco dell'unità cibernetica alla nuca è ripreso in Matrix
La protagonista di Ghost in the Shell, il Maggiore Motoko Kusanagi, è infatti un cyborg di questi, ha avuto un terribile incidente da bambina che le ha richiesto l'uso di protesi in tutto il corpo per ospitare il suo cyber-cervello.
Questo alto livello di cybernizzazione però, apre il cervello a possibili attacchi da parti di hacker, con la possibilità più pericolosa di hackerare una persona per piegare la sua volontà.

Motoko nel film anime del 1995
Il manga è uno dei capisaldi del genere cyberpunk, e ha avuto un grandissimo impatto anche ad Hollywood, Ghost in the Shell ha ispirato i fratelli Wachowski a creare Matrix, la pioggia digitale che si vede nel film è un omaggio ai titoli di testa del film anime del 1995, e dei parallelismi si vedono anche in Avatar, Il mondo dei replicanti, recente film Touchstone, e A.I. Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg. Infatti è proprio Spielberg a voler voluto a tutti i costi i diritti, attraverso la sua DreamWorks Pictures, di Ghost in the Shell.

Delle vignette dal manga originale che mostrano i cyber umani
Gli adattamenti hollywoodiani degli anime non sempre hanno così tanta fortuna da uscire dalla pre-produzione, chiari esempi sono Akira e Battle Angel Alita, e quando lo fanno viene fuori roba come Dragonball Evolution. Questo progetto ha la fortuna però di passare sotto Spielberg, che probabilmente sarà produttore esecutivo. Anche se però non convince a pieno la regia di un novellino come Sanders, Biancaneve e il Cacciatore è stato un buon film ma le atmosfere, che per Ghost in the Shell sono uno degli aspetti principali, non erano niente di particolarmente interessante e un po' rubacchiate a recenti film fantasy. Il piano è quello di girare in 3D, una novità per il regista.

Vedremo nei prossimi mesi se effettivamente il progetto andrà in porto oppure rimarrà nel limbo per altri anni.
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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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