giovedì 11 aprile 2013

Recensione Blu-ray: Elliott il Drago Invisibile

Il 13 marzo sono usciti in Blu-ray alcuni classici Disney attesi da tempo, come Il Gobbo di Notre Dame, Mulan, Koda Fratello Orso ed Elliott il Drago Invisibile. Ci piacerebbe recensirli tutti per voi, e oggi cominciamo con la recensione di quest’ultimo live-action misto animazione. Questa nuova release l’ha recensita per noi il grande Nunziante Valoroso, appassionato Disney e guru della storia del doppiaggio disneyano italiano che, mentre ci racconta le sue personali opinioni su Elliott ci snocciola anche interessanti riferimenti al doppiaggio italiano e alla stupenda colonna sonora riconosciuta tra l’altro con una meritata nomination agli Oscar.

IL FILM

Pete’s Dragon (Elliott il drago invisibile, 1977) venne distribuito in America per il Natale 1977. Si trattava del primo musical Disney dopo Pomi d’ottone e manici di scopa, tratto da un racconto di Seton i. Miller e S.S. Field da cui lo stesso Disney aveva ricavato un soggetto di tredici pagine. Finalmente, nel 1975 i produttori Ron Miller e Jerome Courtland incaricarono Malcolm Marmorstein di preparare la sceneggiatura, mentre Al Kasha e Joel Hirschorn, vincitori dell’Oscar per la migliore canzone per i film L’avventura del Poseidon e L’inferno di cristallo, ebbero l’arduo compito di comporre le canzoni che sarebbero poi state arrangiate e dirette da Irwin Kostal, già direttore musicale di Mary Poppins e Pomi d’Ottone, premiato con l’Oscar per i favolosi arrangiamenti di West Side Story.

La storia tratta dell’orfanello Peter (Sean Marshall) che scappa dai genitori adottivi, buoni solo a farlo lavorare come uno schiavo nella loro fattoria. Peter è sotto la protezione di Elliott, un drago che ha la capacità di rendersi invisibile. Giunti nella cittadina di Passamaquoddy, Peter trova affetto e ospitalità presso Nora (Helen Reddy) figlia del guardiano del faro Lampada (Mickey Rooney). Elliott riuscirà a mettere fuori combattimento i cattivi Gogan, capitanati dalla perfida mamma Lena (Shelley Winters) e a neutralizzare il ridicolo dottor Terminus (Jim Dale) che, col suo assistente Gnocco (Red Buttons), vorrebbe usarlo come cavia. Alla fine riuscirà anche a ritrovare il fidanzato di Nora, dato per disperso in mare.

La storia è simpatica e ben sceneggiata, ma la regia di Don Chaffey purtroppo rende i cattivi in maniera troppo caricaturale, cosa che stride non poco con il tono generale del film, molto più realistico di Mary Poppins, e con le stupende ambientazioni, opera dell’art director Jack Martin Smith e perfettamente ricostruite a partire da un preesistente set western negli studi Disney di Burbank. Un autentico faro perfettamente funzionante venne poi costruito nella località di Morro Bay in California, ed era talmente convincente che la Disney dovette munirsi di uno speciale permesso della guardia costiera per utilizzarlo, perché il suo raggio luminoso poteva ingannare le navi di passaggio.

Le scene con Terminus e Gnocco sono recitate in stile Gianni e Pinotto, così come quelle di Shelley Winters, mentre al contrario le belle sequenze con Helen Reddy e Mickey Rooney nel faro e nel paese sono trattate con la giusta dose di sensibilità e misura per i dialoghi, spesso teneri, o con scatenata allegria come i numeri musicali nell’osteria e sul faro, davvero degni della migliore tradizione Disney. Helen Reddy è sempre stata accusata di non aver saputo infondere carisma nella sua interpretazione, ma sarebbe ingiusto ammetterlo. Si tratta di una cantante deliziosa, che ha caratterizzato il personaggio di Nora con sensibilità e calore, in parte perduti nella versione accorciata del film che è sempre circolata da noi. Ovviamente tutti i difetti delle parti dal vero si dimenticano quando in scena c’è il favoloso protagonista Elliott, personaggio animato tra i più deliziosi usciti da casa Disney, ideato dal bravissimo Ken Anderson, già responsabile dei personaggi de Gli Aristogatti e Robin Hood. Le sequenze animate sono dirette da Don Bluth, che poco dopo avrebbe lasciato la Disney per mettersi in proprio.

Gli effetti speciali lo sono letteralmente e consentono ad Elliott di preparare mele cotte al ....fuoco per Peter o di accendere la lampada del faro: impressionante poi la scena in cui i Gogan e il dottor Terminus tentano di catturare Elliott con una enorme rete che improvvisamente mostra, dal vero, l’enorme mole nascosta del drago. L’interazione tra il cartone e il piccolo protagonista Sean Marshall venne calcolata al millimetro e alcune scene sono veramente sbalorditive come quella in cui il drago asciuga una lacrima dagli occhi di Peter in sincronismo perfetto. I trucchi usati includevano il classico “schermo a vapori di sodio”, tecnica con cui la macchina da presa non riprende le cose dipinte in giallo-arancio, che possono essere sostituite da altro in fase di stampa (per esempio Peter usa la pancia di Elliott come scivolo, mentre in realtà sta scivolando lungo una pedana). Si è fatto anche largo uso di modellini per la scena della tempesta sul mare. La bella fotografia di Frank Phillips, in uno sfavillante Technicolor, rende al meglio la cura delle ambientazioni. Inoltre questo è il primo film Disney ad essere inciso col nuovo sistema sonoro Dolby, introdotto da Guerre Stellari.

Lanciato con una massiccia campagna promozionale che richiamava nei poster Mary Poppins, il film non ottenne però gli incassi sperati e dopo le prime proiezioni in alcuni cinema selezionati venne tagliato da 134 minuti a 121. Nel 1984 la prima riedizione americana venne ulteriormente ridotta a 104 minuti, eliminando stupidamente anche lo splendido numero musicale principale “Candle on the water”(che aveva ottenuto addirittura la “nomination”all’Oscar). Anche la prima edizione in video presentava più o meno gli stessi tagli, con una durata di 106 minuti. Questa è l’unica versione distribuita in Europa nelle sale ed in video ed anche in Italia e purtroppo taglia “Candle on the water”; un altro criticabile taglio riguarda il delizioso balletto sfida tra Helen Reddy e i comapgni di bisboccia nella taverna, che comprende anche una gara di resistenza in equilibrio su botti di birra. Il film ha avuto così sorte ancora più travagliata di Pomi d’ottone e manici di scopa.

Le canzoni del film, opera come detto di Al Kasha e Joel Hirschhorn e dirette e arrangiate da Irwin Kostal sono piacevoli; alcune, checchè se ne dica possono degnamente reggere il confronto con quelle di Mary Poppins, anche grazie al talento di Helen Reddy.

LA VERSIONE ITALIANA

Elliott è uscito in Italia per le feste di Ognissanti del 1978, distribuito dalla CIC. La versione italiana è al solito perfetta anche se, purtroppo, come accennato, lunga solo 106 minuti, come quella generalmente distribuita in Europa. Quasi tutti i numeri musicali sono più o meno accorciati e mancano anche alcune brevi scene di dialogo, spesso utili, come il finale in cui Paul racconta a Nora di aver perso la memoria. Per fortuna viene però risparmiata la canzone Candle on the water, inserita, con un colpo di genio, al posto dell’overture musicale, nei titoli di testa del film.

Roberto de Leonardis e il direttore musicale Pietro Carapellucci con l’adattamento di questo brano, firmano forse il loro capolavoro: il titolo italiano è “sarò la luce che ti guida” e la canzone si avvale della bella interpretazione di Betty Curtis, voce di Helen Reddy per le parti cantate del film. Tradotto come sempre da de Leonardis sia per il copione che per le canzoni, sempre con lo pseudonimo Pertitas e con la competente direzione del doppiaggio di Mario Maldesi, Pete’s Dragon è l’ultima collaborazione tra de Leonardis e la compagnia CVD, le cui voci hanno caratterizzato la Disney italiana anni ‘70, almeno per quanto riguarda i cartoni animati: molti attori della cooperativa hanno lavorato e lavorano in teatro e i risultati si sentono. Il cast doppiatori è altrettanto prestigioso di quello degli attori: Angiola Baggi, dalla voce dolcissima, doppia Helen Reddy (Nora), con delicatezza, calore ed entusiasmo: riesce perfino a cantare qualche nota nel numero “Ho visto un drago”, rubando qualche istante a Betty Curtis, perfetta nelle canzoni della Reddy. Un grande attore di teatro, Gianni Bonagura, oggi voce abituale di Danny de Vito, presta la voce a Mickey Rooney (Lampada), assecondando tutte le sfumature della recitazione del grande attore, in una parte che passa dall’ ubriachezza al terrore (nei confronti di Elliott), con momenti di grande tenerezza nei dialoghi con Helen Reddy. Sean Marshall, al suo debutto cinematografico nella parte di Peter, è doppiato da Fabio Boccanera. Le parti del dottor Terminus (Jim Dale) e del suo assistente Gnocco (Red Buttons, che ricordiamo in Sayonara di Joshua Logan, premio Oscar e interprete di grande comicità in Hatari di Howard Hawks) sono state concepite nel più puro stile da film comico anni ‘40, eccessivamente caricaturali e quindi il doppiaggio di Mario Maranzana (Terminus) e Silvio Spaccesi (Gnocco), si adegua all’originale. Il risultato è volutamente sopra le righe e i personaggi contrastano non poco con lo stile misurato e naturale di recitazione dei protagonisti. Lo stesso discorso vale per i dialoghi della famiglia Gogan, cattivi da fumetto per bambini, tra i quali spiccano le voci di Giusi Raspani Dandolo (Shelley Winters -Lena Gogan) e di Roberto Bertea (Charles Tyner -Merle Gogan).

Il doppiaggio delle canzoni è pure ottimo, affidato all’esperta mano del maestro Carapellucci, perfettamente in sintonia con gli arrangiamenti originali del pluripremiato Irwin Kostal. Tutti i doppiatori cantano in prima persona tranne Angiola Baggi che, come detto, passa il testimone alla trascinante verve di Betty Curtis e Fabio Boccanera, sostituito da Aldo Baldi per le canzoni di Peter, riprodotte fedelmente in italiano anche per quanto riguarda alcune fastidiose “stecche”. I grugniti di Elliott infine sono rimasti in originale e sono frutto dell’abilità vocale dell’attore Charlie Callas.

IL BLU RAY

Ottima edizione per questo sempreverde disneyano. Immagini nitidissime nell’originale formato cinematografico 1,66:1 ; Audio in DTS 5.1 italiano di ottima fattura (anche se, in realtà, concentrato quasi esclusivamente sul canale centrale). Gli extra sono molto interessanti e provengono dalla precedente edizione in dvd che rimase inedita tra noi; tra essi un lungo making of che ci introduce alle meraviglie degli effetti speciali e due trailers d’epoca.

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