domenica 27 gennaio 2013

Bob Iger parla di Steve Jobs, della Lucasfilm e di una sua paura

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L'amministratore delegato della Walt Disney Company, Bob Iger, ha concesso un'intervista al produttore Brian Grazer e ha spiegato la filosofia dietro al suo successo. Afferma di aver imparato nel corso degli anni che non si può evitare di correre rischi, specialmente nel mondo delle imprese. Il riferimento alla recente acquisizione della Lucasfilm è chiaramente evidente, così come lo è per tutte le altre acquisizioni che Iger ha effettuato da quando è CEO della società di Burbank.

Iger ha anche parlato del tempo passato con Steve Jobs, morto nell'ottobre del 2011 come maggior azionista della Disney e CEO della Apple. Iger ha rivelato che una delle prime chiamate dopo esser stato nominato dal board della Disney come successore dell'amministratore delegato Michael Eisner, è stata fatta proprio allo stesso Jobs, che nel frattempo aveva annunciato il suo allontanamento dalla Disney dalle trattative per ri-negoziarare il contratto con la sua Pixar, a causa di problemi avuti con la vecchia gestione. "Dovevo riparare una relazione deteriorata. Così il giorno che il consiglio mi chiamò dicendomi che sarei diventato CEO decisi di chiamare i miei genitori, mio figlio, un paio di amici e Steve," ricorda Iger, notando che Jobs fu subito d'accordo nel fissare un incontro con lui nonostante percepisse Iger come della stessa pasta della vecchia amministrazione.

A detta del CEO della Disney, lui e Steve Jobs avevano formato un legame basato sul desiderio comune di intraprendere una serie di rischi. All'inizio si trattò di compiere una scelta rivoluzionaria come quella di mettere gli show televisivi della ABC su iTunes, show come Lost e Desperate Housewifes, mossa azzardata ma che si rivelò senza dubbio vincente, e che secondo Iger ci vollero solamente cinque giorni per negoziarla.

"Steve era inesorabilmente onesto e candido," afferma Iger parlando dello stile del co-fondatore della Apple, confermando che Jobs lo contattava periodicamente di sabato per dirgli che aveva visto uno dei suoi film al cinema la sera prima e, secondo le sue parole, "faceva schifo." Sebbene Iger affermi di apprezzare l'onestà dalle persone con cui lavora, questo ha sicuramente giocato un ruolo chiave nel formare la sua paura più grande, cioè la paura di "non creare abbastanza cose buone." Anche se Iger afferma che ci sono poche cose che lo tengono sveglio la notte a questo punto della sua carriera, uscire da una proiezione conoscendo che un progetto Disney -- che si tratti di un film o di uno show televisivo -- non è buono come potrebbe essere è una delle sue preoccupazioni più grandi. "E' una cosa che odio," afferma. "Nessuno mai vorrebbe realizzare qualcosa di brutto."

Iger ha anche toccato altri argomenti come l'impatto di Walt Disney, rivelando di aver sentito un'intervista di più di 20 ore che il fondatore della società aveva rilasciato poco prima della sua morte nel 1966. "Sono un grande credente nel rispetto del passato," afferma Iger. Citando la filosofia di Disney per i suoi parchi a tema, l'amministratore Disney ha anche aggiunto, "Disneyland non sarà mai finita fino a quando ci sarà l'immaginazione nel mondo." 

Gli altri argomenti affrontati nel colloquio sono stati il recente acquisto della Lucasfilm, per il quale Iger loda il suo staff per aver tenuto tutto sotto chiave per diversi mesi, e la crescente concorrenza attraverso tutte le piattaforme della Disney. Ad un certo punto durante la conversazione, ha confermato di capire il capo dei canali ABC, Paul Lee, perché operava in un ambiente con così tanti competitori -- sia tradizionali che non -- rispetto a quando Iger dirigeva le operazioni due decenni prima. Ha fatto notare che recentemente si è incontrato con lo staff dei videogiochi per risolvere il problema relativo al contenuto dei giochi della compagnia, assicurandosi che questi ultimi fossero responsabili il più possibile alla luce delle ultime sparatorie avvenute negli Stati Uniti.

Forse Grazer è stato un po' troppo soft con Iger, visto che poteva sicuramente chiedergli anche altre domande. Come per esempio delle domande relative ai piani di successione di Iger, lo stato dei film dello studio, ridimensionati ulteriormente di recente (e anche della breve gestione dello studio da parte di Rich Ross) e delle dei recenti cali di ascolti del canale ABC. In effetti le domande dell'intervistatore sono state molto soft  e sembravano dei complimenti, come questa: "ti dovrai sentire incredibilmente bene", alla quale Iger ha risposto con una malcelata modestia indicando anche alcuni dei sui flop negli anni '90 sul canale ABC.

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