mercoledì 2 maggio 2012

Rich Ross licenziato: cosa è successo?!

Come già avrete avuto modo di sentire il 20 aprile è stata diffusa la notizia che Rich Ross, dall’autunno del 2009 a capo degli Studios Disney dopo lo sfratto di Dick Cook, si è dimesso/è stato licenziato dalla Disney.

La notizia sconvolge anche per il momento in cui viene diffusa, cioè proprio mentre The Avengers (prodotto dai Marvel Studios) si appresta ad uscire in tutto il mondo, e potrebbe diventare il film di più grande successo mai distribuito dallo studio. Secondo Deadline, emerge un ulteriore particolare, e cioè che Ross non ha rassegnato lui le dimissioni ma che è stato licenziato.
Ross aveva avuto grande successo alla guida dei canali via cavo della Disney (dove ha contribuito a creare fenomeni globali come High School Musical e Hannah Montana), ma dopo dopo aver ricevuto l’incarico dal CEO della Disney Bob Iger nell'ottobre del 2009 per guidare la casa di produzione cinematografica al posto di Dick Cook, non è mai riuscito a compiere il passaggio da dirigente televisivo a capo di uno studio così importante. Già da subito alcune sue decisioni avevano destato stupore nell'industria, in particolare quella di assumere M.T. Carney come direttrice del marketing globale dello studio, pur non avendo esperienza nel settore cinematografico: la Carney ha lasciato l'incarico solo qualche mese prima dell'uscita di John Carter, film che si è rivelato un pesantissimo flop.
Iger ha così commentato l'addio di Ross: “Per più di un decennio, l'istinto creativo di Rich Ross, il suo acume negli affari e la sua integrità personale hanno dato grandi risultati in vari settori chiave della Disney, ridefinendo il successo nell'intrattenimento per bambini e per le famiglie e lanciando franchise che generano tuttora valore per l'intera compagnia. La sua visione e la sua guida hanno aperto le strade alla Disney in giro per il mondo, rendendo il nostro brand parte della vita di milioni di persone. Apprezzo il contributo immenso che ha dato alla Disney lungo tutta la sua carriera, e penso che avrà un enorme successo qualunque cosa sceglierà di fare adesso.”
Questa invece è la lettera di dimissioni di Ross:

Negli ultimi 15 anni ho avuto l'opportunità di lavorare con persone di incredibile talento per il brand più amato del mondo. Durante questo periodo, abbiamo raccontato alcune delle storie più incredibili al mondo, creando programmi tv di successo, film e franchise che hanno generato nuove opportunità per la compagnia.
Ho sempre affermato che il nostro successo è creato e guidato dalle nostre persone - che considero siano le migliori in assoluto nell'industria. Ma le persone migliori hanno bisogno del lavoro giusto, ruoli che le appassionino e che sfruttino al meglio le loro capacità. E' una delle lezioni sulla leadership che ho imparato durante la mia carriera, ed è qualcosa su cui rifletto molto pensando alle sfide e alle opportunità che mi si presenteranno in futuro.
Credo molto in questo straordinario team che sono i Walt Disney Studios, e credo nei nostri film e nella nostra abilità di farli e venderli meglio di chiunque altro. Ma non credo più che quello di Presidente sia il mio ruolo adatto. Per questa ragione ho preso la difficilissima decisione di lasciare l'incarico di Presidente dei Walt Disney Studios a partire da oggi.
E' stato un onore lavorare con team così incredibili, alla Disney Channels Worldwide e alla The Walt Disney Studios, e anche ai vari business della Disney con cui ho avuto l'opportunità di collaborare. So di lasciare lo studio in buone mani e, anche se su strade diverse, sono convinto che continueremo tutti ad avere grande successo a lungo.

Ma cosa è accaduto veramente?!

Bob IgerSicuramente Bob Iger non avrebbe voluto usare la scure così presto. La sua scelta per dirigere lo studio era in quella posizione soltanto dall’ottobre del 2009. Spingerlo alla porta sarebbe stata l’ammissione di un fallimento e avrebbe richiesto allo stesso Iger di trovare un rimpiazzo più promettente. Dato che Iger ha già deciso che lascerà il posto di amministratore delegato della Disney nel marzo del 2015, molti rivali assumono che sta semplicemente cercando di guadagnare tempo evitando fastidiosi mal di testa. “Ha ancora due anni e poi ha finito,” ha affermato un dirigente di uno studio rivale alcuni giorni prima che Ross annunciasse il suo addio.

Questa percezione è consistente nella narrativa di Hollywood riguardo ad Iger: il CEO della Disney è nato come un dirigente televisivo a cui non piace il mondo del cinema e ha espresso quel suo disprezzo assumendo un dirigente inesperto che ha lasciato scappare alcuni veterano come il presidente dello studio Mark Zoradi e il capo del casting Marcia Ross e li ha rimpiazzati con degli outsiders, tra cui il capo del marketing MT Carney licenziata quest’anno, e che Iger, 61 anni, in vista di un probabile ruolo politico futuro spera semplicemente di lasciare la Disney con la sua reputazione di CEO intatta.

Ma la questione di Ross arriva in un periodo scomodo per Iger sia all’interno che all’esterno della Disney. Delle fonti riferiscono che ci sono state delle lamentele insistenti da due voci interne: John Lasseter della Pixar e l’esigente capo della Marvel Entertainment Ike Perlmutter. Nonostante l’appoggio di Iger, Ross è stato sempre più marginalizzato. E’ stato lento a mettere materiale in cantiere e quasi assente dalle negoziazioni per abbassare il budget di del film con Johnny Depp, The Lone Ranger, l’unico film Disney le cui riprese sono attualmente in corso in questo momento. Queste negoziazioni sono state gestite da Iger e dal presidente dello studio Alan Bergman.

La scarsa performance di Ross poteva abbassare la fiducia di Iger nei suoi confronti mentre altri problemi gli giravano intorno. Iger ha annunciato ad ottobre i suoi piani per ritirarsi da CEO della Disney diversi anni in anticipo e di assumere entrambi i ruoli di CEO e di chairman ad interim. Alcuni grandi azionisti si sono opposti fermamente alla mossa all’assemblea annuale degli azionisti di marzo, dove ci sono state anche delle forti lamentele riguardo allo stipendio dato ad Iger nel 2011, che è cresciuto fino a 31,4 milioni di dollari. Iger e gli altri membri del board sono stati rieletti con facilità, ma il piano dei compensi ha attratto il 57  percento dei voti, 20 punti in meno rispetto al 77 percento dell’anno precedente.

Poi è arrivato John Carter il 9 marzo, con un tonfo gigantesco. Per alcuni, sembrava ovvio che Iger sarebbe stato costretto a fare dei cambiamenti dato che si trattava di intraprendere un abbassamento del valore nominale del film di almeno 200 milioni di dollari. Ma ora che ha reagito, alcuni analisti non sono soddisfatti.

“Non crediamo che ciò abbia intaccato Iger, perlomeno non ancora,” afferma l’analista di Stifel Nicolaus Drew Crum. “Ma vediamo chi verrà scelto per rimpiazzare Ross. Dopo i flop dello studio, ha bisogno di sceglierne uno adatto.”

Più inquietante è stato un commento che l’analista di Needham & Co. Laura Martin ha fatto al Los Angeles Times: “Ci sono dei veri problemi nel business del nucleo dei contenuti Disney – lo studio Disney e il canale televisivo ABC – che sono entrambi nei guai, e Iger non li ha risolti,” ha affermato. “Se Iger perdesse altri 200 milioni di dollari, il suo lavoro potrebbe essere al capolinea.”

Ma Iger può vantare che i canali di successo della Disney e i parchi a tema sono molto più importanti per l’azienda rispetto allo studio, che è parte di un’unità che ha riportato 6.4 miliardi di entrate nell’ultimo anno fiscale, che rappresenta soltanto il 15.5 percento dei 40.9 miliardi totali incassati dall’intero conglomerato. “Un errore di leadership al reparto TV o nei parchi a tema sarebbe devastante,” afferma l’analista di Sanford Bernstein Todd Juenger. “Un errore allo studio cinematografico non è un grande problema. Nessuno investe nella Disney per il suo studio.”

Ma i film generano fresche proprietà intellettuali che guidano la macchina della Disney. Iger si è assicurato di avere questo almeno parzialmente grazie all’acquisizione della Pixar nel 2006 (per 7.4 miliardi di dollari) e della Marvel nel 2009 (4 miliardi). Ma questi accordi hanno portato due uomini molto influenti nell’orbita di Iger che apprendiamo ora hanno sempre rifiutato Ross. Lasseter e Perlmutter hanno continuato ad aumentare le loro preoccupazioni riguardo alla mancanza di esperienza allo studio. Lasseter in particolare si è irritato quando ha percepito che Ross stava incolpando il regista Andrew Stanton — parte del brain trust della Pixar — per il fallimento di John Carter.

Perlmutter, il cui Avengers farà una grandissima apertura il 4 maggio quando uscirà negli Stati Uniti, sembra avere meno motivi per lamentarsi. Ma l’eccentrico settantenne è così coinvolto nel dettaglio che una volta si è lamentato che i giornalisti in una sessione di interviste gli è stato permesso di avere due sode invece di una. Questo mese, una fonte afferma che la Disney rimase senza cibo ad un junket per The Avengers a causa di restrizioni sul budget imposte da Perlmutter, con la conseguenza che i reporters hanno dovuto cercarlo presso la vicina suite della Universal per The Five-Year Engagement.

Chiaramente Iger ha raggiunto un punto critico con Ross. Ma la sua uscita difficilmente risolve i problemi dello studio. La Disney ha due film con budget superiori ai 200 milioni di dollari per il 2013: Lone Ranger e Oz: The Great and Powerful. Se uno (o entrambi) porteranno ad un significativo abbassamento del valore nominale, Ross potrebbe essere incolpato, ma alcuni potrebbero decidere che Iger ne sarebbe il più diretto responsabile.

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