martedì 20 marzo 2012

John Carter: l’analisi di un flop annunciato

Alien Linguist

Il colosso fantascientifico riapre il dibattito sulla debole offerta di live-action dello studio e della sua strategia cinematografica in generale.

Ora che John Carter è arrivato nelle sale con un sonoro tonfo, Hollywood sta cercando di capire se la Disney concluderà di aver bisogno di cambiare la guardia o almeno di rivedere la sua strategia in fatto di live-action prodotti presso il proprio studio.

Da quando il presidente Rich Ross, 50 anni, è arrivato allo studio nell’ottobre del 2009 e si era prefissato di rivoluzionare lo studio cinematografico, la concorrenza e gli altri guardavano con attenzione per vedere se l’ex dirigente televisivo del Disney Channel potesse trovare la sua strada nel mercato dei film. Alcuni nel settore – puntando agli errori nel marketing e ad un timido listino di film in cantiere – hanno fatto il pollice verso persino prima che Carter fallisse, dicendo che bisogna attendersi una riduzione del valore nominale di più di 150 milioni di dollari. Altri credono che Ross, visto come un favorito del capo Robert Iger, non verrà incolpato e sarà giudicato invece sulla lista di film del prossimo anno.

Dall’inizio, il piano d’attacco di Ross era chiaro: avrebbe usufruito dei film live-action forniti dai partner chiave – la Marvel, il produttore Jerry Bruckheimer e la DreamWorks (che paga alla Disney un compenso per distribuire i suoi film). Le unità della Pixar e della Disney avrebbero fornito un’affidabile serie di successi animati. Il limitato listino dei live-action dello studio sarebbe stato basato su concetti conosciuti, facili da pubblicizzare che potessero muoversi attraverso la macchina Disney – dal reparto prodotti di consumi fino ai parchi a tema. Ross non poteva affidarsi alla sua esperienza, ha lasciato andare membri dello staff come Mark Zoradi e il capo del marketing Jim Gallagher e ha portato allo studio il produttore Sean Bailey come suo capo di produzione e la outsider MT Carney per gestire il marketing. (La Carney ha lasciato lo studio a gennaio.)

La trasformazione di Ross deve ancora produrre dei forti risultati. Anche se il predecessore di Ross, Dick Cook, ha messo Carter in produzione con un budget di poco inferiore ai 200 milioni di dollari, il capo di uno studio rivale afferma che Ross porta la responsabilità per il costo definitivo del, significativamente alto e per la debole performance del week-end d’apertura (30.2 milioni di dollari negli USA più 69.1 milioni nel resto del mondo) perché ha supervisionato la produzione e il marketing. L’unico altro live-action prodotto all’interno dello studio per quest’anno è The Odd Life of Timothy Green, un piccolo film con Jennifer Garner e Joel Edgertib che uscirà ad agosto. "Hanno dato il via libera ad un solo film [per il 2012]," afferma questo concorrente. "Com’è possibile?"

Allo stesso tempo, questo dirigente nota, che i film dagli altri fornitori di live-action per la Disney non sono andati bene nell’anno. La battaglia di Ross per ridimensionare il budget di Lone Ranger di Bruckheimer, con Johnny Depp, ha fatto spostare l’uscita a maggio del 2013. (Il budget è stato abbassato da 250 milioni a 215 milioni di dollari.) E la DreamWorks, che sta affrontando dei problemi economici, ha solo due film: Lincoln di Steven Spielberg e un piccolo film drammatico, Welcome to People.

Di gran lunga il punto luminoso nel live-action quest’anno è Avengers, la prima uscita Disney della Marvel, che esce nelle sale il 4 maggio. Questo film dovrebbe fare grandi numeri al box office, e la Disney spera che il suo investimento nella Marvel inizi a mostrare risultati. (Disney ha pagato più di 4 miliardi di dollari per acquisire la Marvel e altri 115 milioni alla Paramount per i diritti di Avengers e Iron Man 3, che uscirà nel 2013). Ma la concorrenza dice che un film Marvel non è sufficiente per nascondere la mancanza di prodotti in cantiere. "Quello che doveva succedere è che Rich doveva muoversi e riempire i buchi," afferma uno. La Disney si è rifiutata di commentare.

Certamente una società come la Disney può assorbire la perdita subita con John Carter; il fallimento del film non ha creato la ben che minima reazione sul titolo in borsa. "Una grande riduzione del valore nominale su un singolo film non dovrebbe creare un grosso impatto sui guadagni del prossimo anno," afferma l’analista di Evercore Alan Gould. (All’assemblea annuale degli azionisti tenutasi il 13 marzo il CFO Jay Rasulo ha dichiarato che era troppo presto per analizzare l’impatto finanziario del film.)

Ma anche se il film non infligge un danno duraturo, diversi dirigenti dicono che la Disney non può permettersi che la sua produzione di live-action rimanga abbandonata. Per una cosa, afferma un concorrente, lo studio non ha abbastanza film in cantiere per giustificare la sua forza lavoro (4.000 lavoratori, compresa la Pixar e l’animazione). Un altro dirigente di alto livello afferma che la diminuzione crea dei problemi a lungo termine "L’industria cinematografica è un business che crea e costruisce brand," afferma. "Hanno bisogno di proprietà fresche per aiutare la macchina a muoversi, e questo avviene principalmente dall’industria dei film."

Un altro afferma che gli alti dirigenti Disney – compreso Iger – stanno pagando un prezzo per la loro inesperienza nei film e per focalizzarsi troppo pesantemente su brand e prodotti. "Se la prima cosa discussa in un meeting è il merchandise e i sequel, probabilmente perderai soldi perché non stai parlando del film," afferma. Per quanto riguarda come la Disney reagirà alle sue problematiche nel live-action, gli osservatori dell’industria sono divisi. Alcuni credono che Iger sarà costretto a intraprendere dei cambiamenti di gestione dopo Carter, ma non subito. ("Non lo fai così vicino all’evento," osserva uno. "E’ troppo ovvio.") Alcune fonti dicono anche che l’influente John Lasseter, capo della Pixar e capo del reparto d’animazione Disney, ha espresso la sua preoccupazione ad Iger circa la mancanza di esperienza allo studio. (Un rappresentante afferma che Lasseter "sostiene il team in Disney."

La maggior parte degli osservatori dubita che Iger farà dei cambiamenti, nonostante il profitto operativo dello studio è calato del 20 percento nell’anno fiscale 2011, a 656 milioni di dollari. Credono che gli piaccia Ross e che non gli piaccia il business dei film e continuerà a limitare il ruolo dello studio nel generare film live-action. Se sarà così, dicono che quella decisione è sconcertante. "Hai la macchina Disney," afferma un concorrente. "Potrebbero, qualche volta all’anno, far uscire film da 15-20 millioni che potrebbero benissimo ripagarsi nel weekend."

Altri credono che Ross verrà giudicato in base ai risultati del 2013, quando avrà una lista di film in cantiere più piena compresi due significativi azzardi: Lone Ranger e Oz: The Great and Powerful, un prequel de Il Mago di Oz diretto da Sam Raimi. (Malefica, con Angelina Jolie, inizierà le sue riprese quest’estate ma non ha ancora una data.) E altri produttori della Disney contribuiranno a potenziali successi: la Pixar aggiungerà il prequel Monters University, e la DreamWorks porterà il film di fantascienza di Spielberg Robopocalypse. La Marvel contribuirà con Iron Man 3 e Thor 2.

Ma ancora una volta, i due film interni della Disney -- Lone Ranger e Oz – sono azzardi costosi da oltre 200 milioni di dollari. E il capo di uno studio rivale afferma che questo mette la Disney nella posizione di prendere grossi rischi con troppo pochi film più piccoli per tenere il piede in due staffe. "Una buona analogia è L’Arte di Vincere," afferma. "Non puoi soltanto avere successi in casa. Devi avere qualche film dove provi soltanto ad arrivare in base."

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IL GIOCO DELLE COLPE DELLA DISNEY: Nonostante il CEO Robert Iger ha desiderato che nessuno puntasse il dito contro qualcuno il fallimento del film da 275 milioni di dollari, questa è Hollywood – le dita hanno iniziato a puntarle persino prima che il film uscisse.

Andrew Stanton: Il brillante talento della Pixar dietro Alla Ricerca di Nemo e WALL-E, Stanton non ha mai lavorato a dei live action prima d’ora. Non solo ci sono state delle riprese aggiuntive costose, ma alcune fonti dicono che ha avuto una grossa influenza sulle decisioni pubblicitarie.

Rich Ross: Con Carter in movimento quando divenne chairman dello studio nell’ottobre del 2009, Ross poteva sovrastare Stanton e la Pixar staccando la spina o riducendo il budget? Forse no – e il resto è storia.

MT Carney: Il capo marketing della Disney era una outsider la cui inesperienza nel mondo del cinema si è fatta vedere. Ma in questo caso, Stanton ha avuto il sopravvento su di lei – e se n’è andata da gennaio.

Dick Cook: L’ex chairman dello studio Disney accettò di fare il film per poco meno di 200 milioni di dollari (budget che è lievitato dopo le riprese aggiuntive). Quando venne licenziato nel settembre del 2009, la sceneggiatura non era definitiva e il film doveva ancora avere un cast.

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