mercoledì 14 marzo 2012

Il box office e il budget di 'John Carter'

Il New York Times dà uno sguardo molto interessate a quello che è accaduto con John Carter – il film live-action della Disney con un budget stratosferico che sta andando piuttosto male al box office. L’articolo include anche dei commenti del chairman dello studio Disney Rich Ross e guarda a come il fatto che questo sia il primo film live-action di Andrew Stanton possa aver portato ad un budget così alto.


John Carter, un film di fantascienza epico della Disney con un budget stratosferico, è uscito venerdì e si è dimostrato un flop nel fine settimana appena trascorso. La Disney ha speso lautamente (alcuni dicono follemente) per il film, in larga parte per tranquillizzare uno sei suoi talenti creativi più importanti: Andrew Stanton, il regista Pixar di “Alla Ricerca di Nemo” e “Wall-E.”

John Carter, che è costato la bellezza di 350 milioni di dollari per essere realizzato e pubblicizzato, ed è stato diretto da Stanton, ha incassato circa 30.6 milioni di dollari al box office nordamericano, secondo Rentrak, che gestisce i dati del box office. Il risultato è così scarso che gli analisti stimano che la Disney sarà costretta a svalutarlo di 100 milioni di dollari a 165 milioni di dollari. L’importo dipenderà dalla vendita dei biglietti oltreoceano, dove John Carter ha incassato circa 71 milioni di dollari nel weekend, un totale migliore di quanto la Disney temesse.

Il profitto per John Carter è sempre stata una barriera da superare. A causa del suo enorme costo e della modalità con cui le vendite dei biglietti vengono divise per i cinema, gli analisti dicono che il film deve incassare più di 600 milioni di dollari per arrivare al pareggio. L’unica cosa positiva per la Disney è che visto che nello stesso periodo l’anno scorso anche Milo su Marte fallì clamorosamente al box office e richiese una grande svalutazione, fare dei paragoni con l’anno scorso non sarà così brutale come se invece si dovesse paragonare un trimestre con un film dai buoni risultati.

Nelle ultime settimane, mentre una campagna pubblicitaria debole non riusciva a generare entusiasmo nel pubblico per John Carter, Robert Iger, l’amministratore delegato della Disney, ha detto chiaramente parlando con gli alti manager dell’azienda che non avrebbe tollerato chi punta il dito contro qualcuno;  potrà magari anche dimostrarsi una perdita colossale, ha detto loro, secondo la gente che era presente, ma è una perdita dell’azienda e nessun individuo sarebbe incolpato – compreso Stanton. Imparate da una cosa del genere. Questo in sostanza il messaggio di Iger.

Domenica, Rich Ross, chairman dei Walt Disney Studios, ha dichiarato in un comunicato, “Fare film comporta dei rischi. E’ sempre un’arte, non una scienza, e non c’è nessuna formula provata per il successo. Andrew Stanton è un regista di successo e dal talento incredibile che con il suo team hanno messo tutto il loro duro lavoro e la loro visione nella realizzazione di ‘John Carter'. Purtroppo, il film non è riuscito a connettersi con il pubblico quanto speravamo."

Stanton invece non ha rilasciato alcun commento.

E’ vero che l’errore di nessuno ha creato "John Carter". Ma le interviste con gli attuali e gli dirigenti Disney hanno fornito un ritratto relativamente spoglio delle responsabilità, a partire da Stanton estendosi fino ai manager dello studio che gli hanno dato carta bianca dal punto di vista creativa. Anche se a Stanton venne promessa indipendenza, il suo contratto non gli ha dato il controllo completo del film finito.

Stanton ricevette un via libera a procedere con John Carter nel 2009 da Richard Cook, l’allora chairman dello studio. Ci sono state bandiere rosse sin dall’inizio.

Stanton non ha mai diretto un film in live-action prima d’ora. Ha voluto ingaggiare attori sconosciuti. E la sceneggiatura, basata su una storia di Edgar Rice Burroughs che è stata pubblicata a puntate nel 1912 e più tardi pubblicata sotto forma di libro come “A Princess of Mars”, era uno sconcertante mix di generi, iniziando con la Guerra Civile e spostandosi nel Vecchio West prima di giungere su un pianeta chiamato Barsoom (Marte), casa delle creature a quattro braccia chiamate Tharks.

Ma Stanton con passione ha fatto pressione per realizzare il film, e c’erano delle argomentazioni allettanti per dire sì, hanno dichiarato alcuni dirigenti Disney. Il suo approccio alla storia era semplice e faceva presa: “Indiana Jones su Marte.” I grandi successi nell’industria cinematografica tipicamente arrivano dai grossi rischi, e il pensiero comune tra alcuni allo studio era che questo sarebbe potuto diventare l’Avatar della Disney.

Inoltre, Stanton aveva un buon curriculum per quanto riguardava l’avere a che fare con materiali difficili. La gente era scettica di Wall-E, che tratta di un robot che non parla, ma Stanton lo ha trasformato in un successo con più di 521 milioni di dollari di incassi mondiali. C’erano dei dubbi anche prima che uscisse “Alla Ricerca di Nemo”, che ha incassato 868 milioni di dollari. Entrambi hanno vinto degli Oscar.

Non meritava forse il beneficio del dubbio?

Se la Disney ha dato un po’ di corda a Stanton, certamente lui presto l’ha terminata. Abituato a rifare le scene più e più volte alla Pixar, non si è adeguato molto bene ai soliti limiti del live-action e ha rivisto il film con almeno due riprese aggiuntive,".

Stanton si è appoggiato molto ai suoi colleghi della Pixar per essere guidato, dando meno attenzione agli input di persone con esperienza nella realizzazione di film in live-action, secondo diverse persone che hanno lavorato al film.

Per essere onesti però, i manager della Disney non avevano nemmeno loro una grande esperienza nel live-action a cui attingere. Iger licenziò Cook (per ragioni non legate a John Carter) e lo ha rimpiazzato con Rich Ross, un dirigente televisivo. Ross, che è arrivato poco prima che Stanton iniziasse le riprese, non aveva mai supervisionato la produzione di un film ad alto budget prima di allora. Ross assunse dei luogotenenti che erano pure loro senza esperienza nel gestire i cineasti, in particolare Sean Bailey come capo della produzione e MT Carney come capo del dipartimento marketing.

I sostenitori di Ross concederanno che ha intrapreso un cammino scosceso, ma insisteranno dicendo che non aveva scelta se non lasciare che Stanton procedesse; “John Carter” era stato in pre-produzione per circa un anno quando lui arrivò allo studio. Hanno puntato alla recente battaglia di Ross con Gore Verbinski per il budget di “Lone Ranger” come prova che poteva tenere testa a un regista molto testardo – e ha dato uno scossone allo studio – quando è stato necessario.

Ciononostante, quando arrivavano degli ordini per John Carter, Stanton di solito riusciva a tenergli testa. Un’area in cui ha esercitato la sua influenza è stato il marketing, dove ha frequentemente rifiutato delle ide di Carney e del suo team, secondo gente che ha lavorato al film.

Ha insistito per esempio, che una canzone dei Led Zeppelin dovesse essere usata nel trailer, respingendo le preoccupazioni che un brano vecchio di decenni non faceva sembrare attuale il materiale. Stanton è stato dietro anche alla scelta delle immagini dei poster che sapevano di piatto, e ha controllato un’importante presentazione di immagini al D23 Expo che ha ricevuto una reazione piuttosto gelida da parte dei fan partecipanti.

Quando John Carter ha avuto la sua premiere il mese scorso a Los Angeles, il film aveva già sofferto mesi di prese in giro su Internet e portava con sé un’aura funerea. “Non ho mai avuto qualcosa di così in salute trattato come un cadavere,” ha dichiarato Ross alla stampa. Stanton ha cercato di scansare lo scetticismo alla premiere dicendo “Dovete fidarvi di noi.” 

Le recensioni non sono state così feroci come qualcuno si aspettava, ma non sono state buone, con i critici che hanno chiamato il film come un movimentato ibrido di altri film: “Avatar” incontra “Star Wars – La Minaccia Fantasma incontra “Il Gladiatore” incontra “Prince of Persia” incontra qualsiasi western di John Ford. Stanton ha due sequel di John Carter in programmazione, ma queste ambizioni ora sono quasi sicuramente deragliate.

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