martedì 29 novembre 2011

Entertainment Weekly dà un primo sguardo a John Carter

Entertainment Weekly offre un'anteprima esclusiva all’epico film Disney di prossima uscita John Carter insieme a un’intervista con il regista Andrew Stanton.


Ci sono moltitudini di creature esotiche che popolano John Carter – il nuovo film della Walt Disney di fantascienza, una bellissima avventura che uscirà il 9 marzo prossimo, adattato dalla serie di romanzi "John Carter of Mars", scritti da Edgar Rice Burroughs quasi 100 anni fa. Ci sono i Tharks verdi a quattro braccia che John Carter (interpretato da Taylor Kitsch nel film) incontra per la prima volta, dopo che viene misteriosamente trasportato sulla superficie di Marte sfregiata dalla guerra. C’è  il cane-anfibio dalle molteplici zampe di nome Woola che diviene un fedele compagno di Carter. E poi c’è una delle creature più affascinanti e temibili della serie: le grandi scimmie bianche. Nella prima avventura scritta da Rice della serie John Carter, il romanzo Una principessa di Marte, Carter si scontra con le scimmie subito dopo essere giunto sul pianeta alieno. Ma quando il regista Andrew Stanton (Alla ricerca di Nemo, WALL • E) ha rielaborato Una principessa di Marte per il grande schermo con il co-sceneggiatore Mark Andrews (Gli Incredibili) e il romanziere Michael Chabon, decise di salvare le scimmie per un confronto saliente e di spostarlo più avanti nel film - come si può vedere dall’immagine in anteprima qui sotto seguito:


INTERVISTA AD ANDREW STANTON

ENTERTAINMENT WEEKLY: Allora, parlaci di queste scimmie bianche nel tuo film. Sono tratte dai libri, ma ricordo che non erano così grandi?

 Andrew Stanton: No, ci sono una specie di gorilla di grandi dimensioni nei libri, e sono onnipresenti. Sono disseminate ovunque almeno nei primi romanzi. Erano sempre grandiosi, proprio dal punto di vista viscerale, [ma] in realtà non hanno una funzione narrativa nel primo libro. Quindi quello che abbiamo fatto è aver preso queste scimmie bianche rendendole delle creature formidabili di cui si sente parlare lungo tutto il film, ma non le si vedono mai veramente. C'è un sottile senso di attesa per come queste creature potrebbe essere. Poi Michael Kutsche - che ha fatto un sacco di disegni nel film Alice in Wonderland - si è avvicinato con questo progetto da solo, proprio per la loro scala. Le ha rese notturne, quasi come le talpe - smisero di usare i loro occhi, avevano uno sviluppatissimo senso dell'olfatto. Adoravamo questo approccio. Avevamo bisogno di una scena in cui Carter sarebbe dovuto uscire dalla sua pena di esecuzione in modo da spostare avanti la storia, e abbiamo pensato: "che cosa c'è di meglio di dover andare contro questa creatura formidabile?".

Come è venuto a trovarsi in questa situazione John Carter?
Non voglio dare alcuno, ma in fondo ha bisogno di un esercito per risolvere il suo grosso problema nel terzo atto, e il solo esercito che lui conosceva erano i suoi ex-carcerieri. Quando torna, il gioco è cambiato, e viene incarcerato. Questo è ciò che ha per uscire da quella situazione. Deve uscire di prigione e non restare ucciso da queste scimmie al fine di risolvere il suo più grande problema.

Questo quadro potrebbe implicare che è senza poteri, ma non è del tutto impotente, vero? Ha delle abilità?
Non è Superman. Ha questa abilità come Superman visto che può saltare più lontano di quanto possiamo qui [sulla Terra]. Ma è come essere un uomo sulla luna. Non lo si può essere per sempre. Questa specie verde chiamata Tharks, conoscono la sua capacità speciale nel saltare, così lo incatenano ad una roccia. E' intrattenimento. E’ puro intrattenimento vedere questa esecuzione. Gli danno una buona lunghezza della catena, in modo che possa rimbalzare in giro, ma non possa uscire dell'arena. E' una sfida interessante da vedere per quel ragazzo.

Sono sicuro che John Carter ora sta pensando: "Questo è davvero un problema interessante".
[ridacchia] Esatto. E hai queste scimmie che non possono vedere, ma che possono sentire molto bene il tuo odore. Così ti viene data una piccola possibilità di non restare ucciso subito.

Fonte: EW

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