lunedì 24 ottobre 2011

UltraViolet: l’"armadio virtuale" che rivoluzionerà lo streaming di film

Si chiama UltraViolet e si annuncia come la rivoluzione dello streaming digitale di pellicole cinematografiche. UltraViolet sarà infatti una sorta di armadietto virtuale, che però, invece che immagazzinare i file nel proprio server, sfrutterà l'ambiente Cloud.

UltraViolet è proprio un gran bel cambiamento in termini di streaming digitale.

"Libertà di intrattenimento” è lo slogan del sito che sta per essere lanciato che promette davvero una rivoluzione nel campo del video-digitale.

Ma come funziona? La sua particolarità è quella di essere un "digital locker", armadietto virtuale, capace di accogliere qualsiasi film o spettacolo, contenuto in un dvd o blu-ray, e renderlo disponibile per qualsiasi dispositivo senza limiti di tempo.  Il che vuol dire: lo potete vedere quando vi pare!

Ovviamente la premessa è che voi abbiate acquistato o sia in vostro possesso  la copia di un nuovo DVD o Blu-Ray certificata DECE (Digital Entertainment Content Ecosystem), e quindi prodotta da una delle major che hanno stretto un accordo con UltraViolet. Solo questo tipo di contenuti potranno essere disponibili formato digitale per poter essere visti o scaricati su PC,computer portatili, smartphone e console.

Il sistema consente peraltro anche una copia legale, per una condivisione massima destinata a cinque amici. Le mayor  che al momento supportano il servizio sono Fox, Lionsgate, NBC, Paramount, Warner Bros. e Sony Pictures, con la prima distribuzione delle copie targate UltraViolet prevista per la fine di quest’anno negli Stati Uniti.

Teorie del complotto a parte, il più grande problema dell'UV è senza dubbio la mancata adesione al consorzio da parte di Apple e Disney.

Entrambe, ovviamente, hanno le loro buone ragioni. Cupertino, forte del successo del suo iTunes, non sembra avere la benché minima intenzione di aderire alla piattaforma. La sua posizione di dominio in fatto di distribuzione digitale è al momento fuori discussione, ed è anche a questo che si deve l'ampiezza dell'alleanza pro-UV. Come ha spiegato Mitch Singer, chief technology officer di Sony Pictures, "i film e gli show televisivi UltraViolet saranno comunque disponibili su iPhone e iPad grazie a una applicazione creata da Netflix". Tuttavia, non sarà possibile vedere su dispositivi UV i video acquistati su iTunes.

Disney, dal canto suo, ha dichiarato per bocca del ceo Bob Iger di "non essere intenzionata a scatenare una guerra del format" e dunque di non voler ostacolare l'adozione della nuova tecnologia. A quanto pare KeyChest -  l'ultimo standard sviluppato dalla Disney  -  non è incompatibile con l'ecosistema DECE, e perciò non rappresenta una vera e propria alternativa all'UV. Fatto sta che a febbraio, invece di unirsi al consorzio di cui fanno parte ormai una cinquantina di aziende, la compagnia ha annunciato la propria Studio All Access Initiative, un maxi-piano per combattere il calo delle vendite di dvd e permettere ai consumatori di acquistare contenuti digitali e guardarli su diversi dispositivi. Non una dichiarazione di guerra, insomma, ma certamente neanche un segno di amicizia.

Con l’uscita di Warner Bros. Home Entertainment di Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici di martedì, gli studi cinematografici di Hollywood e la tecnologia hanno dato il via alla loro piattaforma Ultraviolet a lungo discussa, che permette ai consumatori di accedere ai film proprio attraverso un gran numero di dispositivi tramite un armadietto digitale.

Gli analisti di Wall Street hanno citato le opportunità del sistema di cloud storage, in particolare per rivitalizzare il mondo dello spettacolo home video degli studios di Hollywood, ma ha anche evidenziato le sue carenze attuali, in particolare proprio per la mancanza della partecipazione di Disney e Apple.

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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