giovedì 29 settembre 2011

'Il Re Leone 3D', solo una mossa commerciale?

articolo In un articolo su npr.org intitolato 'The Lion King In 3-D: All Part Of The Corporate Circle Of Life' ('Il Re Leone in 3D: Tutto parte del Cerchio della Vita Aziendale') l’autore Andrew Lapin critica la scelta di ripresentare il classico Disney in 3D definendola una scelta meramente commerciale.

Secondo l’articolo scritto il 15 settembre (prima quindi di sapere che gli incassi e l’entusiasmo per la riedizione sarebbero stati fenomenali), non aveva alcun senso ripresentare il film nei cinema; avrebbe avuto più senso farlo per il mercato home video. Il film viene criticato anche per non essere veramente in 3D, definendolo soltanto una divisione degli strati animati in base alla loro profondità. Per l’autore questo 3D non aggiunge per niente profondità al film.

Le critiche vengono mosse all’intero sistema delle produzione dei lungometraggi animati Disney, che secondo l’autore è come se venissero realizzati da dei comitati, con degli scopi precisi, ben calcolati per raggiungere dei risultati precisi. Infatti afferma che l’unico scopo di aver realizzato Il Re Leone era quello di bissare il successo e l’appeal dei prodotti di consumo legati a film come La Sirenetta, La Bella e la Bestia e Aladdin (l’autore forse non ricorda che allora Il Re Leone era considerato un film di serie B durante la fase di lavorazione, e che nessuno si immaginava un successo così grande nel "lontano" 1994. Sono d’accordo sul fatto che l’obiettivo di un azienda è quello di fare utili e di migliorarsi il più possibile prodotto dopo prodotto, ma non potete definire un film come Il Re Leone, un mero prodotto commerciale calcolato, realizzato solo per far soldi!

Concludendo l’articolo l’autore afferma che questa riedizione in 3D non era affatto necessaria e che la Disney avrebbe fatto meglio a ripresentare il film senza troppe fanfare senza il 3D come faceva prima dell’avvento dell’home video, ridistribuendo ogni sette anni i suoi film animati. Si augura addirittura che i dirigenti Disney si fermino e capiscano di aver sbagliato prima di compiere altri scempi con altri classici animati riconvertendoli in 3D.

Ci piace pensare, col senno del poi, che questo giornalista si è sbagliato in pieno. Rispettiamo la sua opinione, ma i dati degli incassi dimostrano la validità di una scelta come quella fatta dalla Disney di ripresentare in 3D questo capolavoro. Parliamo di incassi, ma parliamo di pubblico! Perché come sapete il pubblico è corso in massa a rivedere questo film. Dicono che la maggior parte del pubblico è composto oltre alle famiglie anche dalle coppie; coppie che nel 1994 erano bambini e ragazzi e che oggi, nel 2011, rivedono volentieri questo film, con un bel po’ di nostalgia. Alla faccia di un film "calcolato" solo per far soldi!!

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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