sabato 10 settembre 2011

Qual’è il lascito di Steve Jobs per Hollywood?

Come la sua malattia e le sue dimissioni da CEO della Apple hanno avuto delle ripercussioni su Hollywood, da Iger fino a Lasseter..

2jobsilloa_a_pAd un incontro con il consiglio d'amministrazione della Disney nel 2007, l'amministratore delegato Robert Iger discusse di una proposta per l'azienda per aggiungere delle navi alla loro famosa flotta di navi da crociera stringendo un accordo con una linea da crociera già esistente. Steve Jobs obiettò, secondo alcune persone familiari con l'incontro, sostenendo che la Disney dovrebbe essere proprietaria delle sua navi piuttosto che esternalizzare il marchio Disney nei mari. Il carismatico nuovo membro del consiglio d'amministrazione fu convincente e, nonostante il prezzo di 2 miliardi di dollari, la Disney alla fine decise aggiungere la Dream e, presto, anche la Fantasy alla sua flotta di navi da crociera.

Che Jobs causò alla Disney di spendere una somma del genere è un testamento alla sua influenza, con ripercussioni che vanno ben al di là della Apple, la società che fondò nel 1976, per influenzare la Disney, alla Pixar e all'intera sfera dell'intrattenimento. Jobs è così onnipresente ad Hollywood che quando si è dimesso da CEO della Apple il 24 agosto a causa dei suoi noti problemi di salute, la mossa è risuonata attraverso tutta l'industria. Gli insider ora si chiedono se Jobs continuerà a svolgere i suoi doveri da consigliere alla Disney e come le sue condizioni avranno degli impatti sul suo status di uomo più potente del mondo dell'intrattenimento digitale. Le ramificazioni delle sue prossime mosse ad Hollywood probabilmente saranno significative.

Per tre degli ultimi quattro anni fiscali, Jobs è stato assente da più del 75 percento degli incontri del consiglio d'amministrazione. La società ha declinato di discutere la questione, ma la condizione di Jobs è stata importante abbastanza per la ditta di consulenza degli azionisti Glass Lewis & Co. da raccomandare a marzo di non rieleggerlo nel consiglio d'amministrazione Disney.

"Devo assumere che non ha messo molta energia nella Disney," ha affermato un ex insider.

Ciononostante gli azionisti ri-elessero il loro più famoso consigliere, probabilmente visto perché hanno compreso il suo valore in azienda come consigliere e nome altisonante per Iger e altri dirigenti sulle questioni cruciali. Jobs ha assunto questo ruolo quando era CEO della Pixar, persino prima di unirsi al board della Disney.

Nel 2006, Iger, CEO della Disney da appena un anno, voleva organizzare un nuovo accordo di distribuzione con la Pixar, che, a partire da Toy Story nel 1995, rivoluzionò il mercato dell'animazione. Con Jobs in trattative per la Pixar, la Disney finì per pagare 7,4 miliardi di dollari in azioni per acquistare in toto l'azienda. Jobs "fu in grado di dare ordini precisi," afferma l'insider, vendendo la Pixar al prezzo più alto guadagnando di gran lunga la più grande fetta individuale di azioni della Disney. Allo stesso tempo, la anche la Disney aveva vinto, visto che si era presa il punteggio più alto prendendosi la Pixar.

La transazione diede a Jobs quello che ora è il 7,3 percento delle azioni della Disney e un posto nel consiglio d'amministrazione Disney. Inoltre ad aver suggerito l'iniziativa per le navi da crociera, delle fonti affermano che Jobs aiutò a persuadere Iger a ricomprare molti dei 335 Disney Stores americani che l'azienda aveva venduto solo quattro anni prima. Jobs diede una mano a guidare un progetto di riprogettazione di questi outlet usando alcune delle stesse persone che avevano progettato gli Apple Stores, e un prototipo di questi nuovi negozi debuttò un anno fa a Montebello, California.

Con Jobs, Iger ha un consigliere fidato. Afferma l'insider, "Le burocrazia veniva saltata se Steve comunicava a Bob un'opinione."

Ancora, un'altra persona con legami vicini alla Disney afferma che Jobs è attento a non oltrepassare la sua autorità all'azienda. "Non l'ho mai visto essere minimamente intrusivo. E' sempre stato come una cheerleader, non ha mai detto 'fai questo' o 'fai quello.' "

La Disney si comporterebbe diversamente senza Jobs? "Perdere un membro del consiglio così altisonante sarebbe una vera perdita," afferma una fonte che conosce Iger e Jobs. Comunque, "in termini di influenza quotidiana su quello che fa la Disney, non credo."

Ancora, senza Jobs, il guru dell'animazione John Lasseter perderebbe un alleato in un momento critico -- dopo la performance relativamente deludente di Cars 2. "Alla burocrazia non piace quanto costano i film della Pixar," afferma un insider. "Ma nessuno farà storie a Lassater finchè Jobs è nei paraggi."

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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