venerdì 16 settembre 2011

La Disney è uscita dalla strategia di produrre film locali

Pirates4110916043830-275x182 Un rapporto di ieri dal britannico Financial Times intitolava "Disney Axing Local Language Film Unit" non era una notizia per la maggior parte di Hollywood e di certo non a Burbank.

Infatti la Disney si è allontanata dalla sua strategia di produrre film in lingua locale con attori locali e ha preso la decisione di chiudere il piccolo ufficio a Burbank dove venivano supervisionate le operazioni già nel mese di giugno.

Tutto questo era stato enunciato in un profilo della Fast Company sul capo dello studio Rich Ross, che nella fase iniziale del suo incarico aveva fondato la squadra per concentrarsi su uscite limitate di film a marchio Disney in Brasile, Russia, India e Cina.

La situazione economica è sempre stata difficile e, pur essendoci stata una gran buona volontà, quest’ultima non era facile da quantificare esattamente.

Quando Ross ha visto i grandi ritorni al botteghino per Pirati dei Caraibi 4 (65 milioni di dollari in Russia) e Cars 2 in quegli stessi paesi, decise che aveva più senso spendere in marketing e distribuzione di film franchise dello studios piuttosto che alla banca dei talenti locali.

La Disney considererà ancora di appoggiare il proprio marchio alle produzioni locali. Ma le decisioni saranno prese caso per caso.

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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