martedì 13 settembre 2011

Il regista de 'La Luna' Enrico Casarosa parla di cinema

P1000145 Domenica scorsa, la Japan Society di New York ha tenuto una giornata di festival del cortometraggio animato intitolato 'Films For Hope' al fine di aiutare le persone colpite dal terremoto devastante dell'11 marzo. Il pezzo forte del festival è stata una presentazione congiunta del corto di Dai Soto "Five Numbers" e del corto Disney/Pixar "La Luna", che è il corto che accompagnerà Brave il 22 giugno 2012 nei cinema. Una presentazione e una breve sessione di domande e risposte con il regista e scrittore di "La Luna" Enrico Casarosa è stata altresì offerta dopo la proiezione.

Secondo la sinossi ufficiale, La Luna è la favola senza tempo di un ragazzo che sta crescendo nelle più particolari delle circostanze. Stasera è la prima volta suo papà e suo nonno lo portano insieme a lavorare. In una vecchia barca di legno si allontanano verso il mare, e senza terra in vista, si fermano ad aspettare. Una grande sorpresa attende il bambino mentre scopre i tratti più insoliti della sua famiglia al lavoro. Dovrebbe seguire l'esempio del padre, o di suo nonno? Riuscirà a trovare la propria strada in mezzo alle loro opinioni contrastanti e alle loro tradizioni millenarie?

Il corto è stato proiettato anche in un panel durante il D23 Expo 2011 della Disney, e si può solo supporre che quelli di voi che l'hanno già visto sanno di che cosa sto parlando. Il cortometraggio ha un forte impatto visivo, è un pezzo affascinante che offre il suo messaggio in modo rapido, chiaro e davvero dolcemente, in un modo che vi farà venir voglia di vederlo più e più volte.

Casarosa, che è cresciuto in Italia ma vive a New York da molti anni, ha un forte legame con il Giappone, che dice ha ispirato il film insieme all'Italia, dove si svolge (anche se la storia potrebbe aver luogo ovunque). Da bambino a Genova, è stato in grado di guardare molti degli show animati prodotti in Giappone, sulla televisione locale. Anche se ci sono voluti molti anni per realizzarlo, accredita l'animazione giapponese di Hayao Miyazaki in particolare tra le sue influenze nel mezzo dell'animazione. Vi è anche un omaggio, o 'lettera d'amore,' a Miyazaki nel corto, dove la gravità si perde momentaneamente per Bambino, il protagonista.

Attraverso una presentazione carica di schizzi esilaranti, foto, filmati, concept art e molto altro ancora, Casarosa ha portato il pubblico attraverso il processo di direzione del suo primo film alla Pixar, dal concepimento fino al completamento. Visto che il suo debutto alla regia è avvenuto con un corto, ha affermato l'analogia dell'approccio per la maggior parte è come se lui si ripetesse 'ti hanno consegnato le chiavi della piccola vettura,' a cui Casarosa risponde dicendo 'è pur sempre la tua prima auto' anche se ha notato che preferisce di gran lunga gli idrovolanti, così ha cambiato l'analogia per adattarla a questi ultimi e ci ha portato attraverso il processo di0804.LLS-6.jpg-500x0 costruzione di un idrovolante applicandolo ad un corto dei Pixar Animation Studios.

Per Casarosa, che si proponeva di creare una favola moderna, la storia inizia con il cuore -  una storia personale ed emotiva, che è 'fantastica'.  Per Enrico, sono stati i ricordi del crescere in Italia con le generazioni nella sua famiglia in disaccordo tra di loro (dimostrato in forma di disegno attraverso l'utilizzo di un perenne aiuto visivo, il minestrone). Per l'elemento fantastico, Casarosa ha trovato ispirazione in "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry e i libri di Italo Calvino in aggiunta a Miyazaki. L'obiettivo per la sua storia era quello di creare un 'mito della Luna, radicandolo in qualcosa di personale e familiare.'

Una volta che l'idea si forma, il primo passo è quello di presentarlo a Mary, Kiel e Karen, il team di sviluppo di Pixar Animation. Poi l'idea progredisce mentre 'la racconti andando al lavoro, poi in pausa, poi a casa - troppo'

Da qui, avanza al processo di storyboard che inizia con delle immagini ad acquerello affisse sulle tavole. 'Non scrivo al computer', ha spiegato in seguito, 'Scrivo con le immagini.' Uno schizzo mostrava Enrico che presenta freneticamente la storia ad un John Lasseter completamente calmo e rilassato (in verità, lo storyboard tradizionale è stato sostituito con un un altro termine, conosciuto come 'Pitch Docter' - un cenno al regista di Monsters & Co. Pete Docter). Lasseter aveva un paio di annotazioni da segnalare, quella primaria insisteva sul fatto che nella storia quella dovesse essere la prima volta del ragazzo (Bambino) con il padre e il nonno al lavoro, in modo che il pubblico ne fa un'esperienza insieme lui, un punto della trama che Casarosa non aveva inizialmente considerato. Lasseter ha anche influenzato il design del personaggio, ma di questo ne parleremo in seguito.

Casarosa ha parlato poi di come le voci scratch (temporanee) vengono di solito utilizzate, insieme ai story reels, ma presto si è spostato al processo vero e proprio del casting e le difficoltà che hanno avuto con l'uso di borbottii al posto del dialogo, anche se il film forse sarebbe funzionato bene lo stesso anche senza nessuna voce. In primo luogo hanno invitato John Gilkey della fama del Cirque du Soleil; Gilkey aveva lavorato con prima con la Pixar in Ratatouille per eseguire alcune delle pantomime. Mostrando dei filmati di Gilkey che lavorava di fronte a Bob Peterson della Pixar, Enrico spiega che non era all'altezza delle sue aspettative, ma dopo aver considerato di passare l'idea dei borbottii, hanno trovato l'animatore Tony Fucile per dare la voce al padre e l'attore/narratore Phil Sheridan dà la voce al nonno. Casarosa ricorda l'offerta iniziale di Sheridan: 'con i denti o senza?' Optarono per la seconda.

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Casarosa è poi passato al character design e ha mostrato alcuni pezzi di concept art da altri artisti come Robert Kondo, Katy Wu e Daisuke 'Dice' Tsutsumi. Dice, che aveva lavorato con Enrico alla Blue Sky a film come Robots, era 'un buon amico' che ha iniziato a creare le illustrazioni per il corto prima che avesse ricevuto il via libera.

Alla ricerca di un senso anni '20-'30 di contadini/pescatori del Mediterraneo, Casarosa ha spiegato il suo intento per Bambino di fargli avere una testa grande con grandi occhi, in modo che sia aperto al mondo, 'guardandosi intorno' con stupore infantile. Il Papà, invece, è fisicamente opposto, bloccato nella sua visuale. L'attore italiano Massimo Troisi è stato utilizzato come riferimento per i grandi gesti, mentre l'attrice Giulietta Masina è servita come ispirazione reale per Bambino.

Non volendo porre l'accento sulle caratteristiche del viso, Casarosa sentiva che usare la barba sarebbe stato un modo più semplice e meno costoso per animare il film - qualcosa che ha imparato in fretta. 'Avevamo la tecnologia di Toy Story 3, volevamo la tecnologia di Brave', ha semi-scherzato, in riferimento ai progressi tecnologici compiuti da quando il corto è stato animato. Ha mostrato dei filmati di prova per il nonno quando erano al 70% mentre parla con le sopracciglia e la barba in movimento piuttosto dinamico. Con l'idea dei peli facciali, Casarosa vide l'opportunità di fare una gag di successo visivo che coinvolgesse gli strumenti delle generazioni più anziane. E' stata l'esperienza di Lasseter come una spazzino a Disneyland che ha influenzato l'aspetto specifico della barba tipo scopa del Nonno la cui scopa (e barba) hanno un aspetto distinto come risultato da un utilizzo costante.

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Per il look del film, Casarosa cercava 'dei riflessi stilizzati, naturalmente semplici e naturalmente belli,' usando la texture come parola chiave (Casarosa ha poi spiegato che 'una luce non è mai solo una luce - volevo che avessero consistenza). Il sostegno arrivò sotto forma di acquerelli di Greg Couch e un dipinto a pastello di Bill Cone, che operava come sfondo del film (Cone ha anche fornito lo script dei colori per il corto). Sono andati a girare dei video di riferimento per il riflesso della luna sull'acqua in un lago a casa di John Lasseter. La luna era piena, ma non era visibile da dove si trovavano, così se ne andarono senza alcun filmato, ma 'si stava costruendo una grande squadra.'

Per la barca, il team è andato a Genova in Italia per visitare una società di costruzione di imbarcazioni denominata Cantiere Navale Topazio, dove Casarosa si ricordava di udito un vecchio costruttore tradizionale lamentarsi di come alle nuove barche in vetroresina mancasse l'anima. Casarosa voleva che sembrasse che la barca fosse stata tramandata di generazione in generazione, così decise che aveva ricevuto almeno tre mani di vernice durante l'anno e hanno imitato il vero processo che avevano visto pitturando ogni asse individualmente prima di sistemarle nella barca, un processo che funzionava così bene, che l'hanno applicato agli altri elementi nel film. Per le stelle nel film, Casarosa immaginava fossero luci di candela opache, ognuna affievolite con l'età, e la sensazione generale che fossero effettivamente delle piastrelle mentre si muovevano intorno, producendo rumore.

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Un altro elemento cruciale nella produzione è, naturalmente, lo staff. Casarosa incoraggiava il gruppo di animatori e i cineasti che hanno lavorato alla produzione del corto, con una gara usando un'azienda di sugo della pasta, ispirata al film, come un esempio di cameratismo, anche non sono riusciti a spiegare come fosse possibile che uno spagnolo aveva vinto. Casarosa offrì una nota speciale di ringraziamento al compositore Michael Giacchino, che era stato 'molto paziente' e 'bombardato con strana musica napoletana.'

Casarosa ha chiuso la sua presentazione con il messaggio del film, che spera porterà un'influenza positiva sui bambini: 'Abbiate fiducia nella vostra ispirazione. Potete continuare una tradizione e anche trovare la vostra strada, 'per gli adulti, spera che possa aiutare a ricordare loro com'era vedere il mondo con gli occhi di un bambino; e per la sua famiglia, vuole solo far sapere a suo padre e a suo nonno non vuole stare dalla parte di nessuno dei due e che vuole bene ad entrambi.

Una nota interessante per chiudere è proprio quanto il film sia davvero personale per Enrico Casarosa. Con la speranza di ispirare tutti a trovare la propria strada nel mondo, non è stato fino ai suoi primi anni da ventenne che Casarosa ha deciso di entrare nel campo dell'animazione; fino ad allora, era uno studente di ingegneria.

Dopo che evento si è concluso, i partecipanti hanno ricevuto un poster gratuito di "La Luna", che Enrico ha gentilmente firmato per tutti.

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