giovedì 18 agosto 2011

'Lone Ranger': regista e produttore si tagliano lo stipendio ma il film rischia ancora grosso

63496650 Il progetto Western della Disney da 250 milioni di dollari sembra condannato nonostante il tentativo di salvare il progetto.

La Disney qualche giorno fa ha scioccato Hollywood rivelando di voler abbandonare il costosissimo progetto di "The Lone Ranger", che avrebbe dovuto entrare in produzione quest'autunno con Johnny Depp nel cast nel ruolo di Tonto. Anche se lo studio sta dando al regista Gore Verbinski una settimana per sistemare la sceneggiatura per ribassare i costi in maniera significativa, molte persone legate al progetto credono che le pressioni sul budget siano davvero troppo drastiche per salvare questo film, prodotto da Jerry Bruckheimer, come è stato concepito e sviluppato.

Una fonte vicina alle trattative afferma che il capo dello studio Rich Ross crede che il "sostanziale gap nel budget" può essere superato soltanto se Verbinski rivede alcune delle sequenze più grandi e se le persone che lavoreranno al progetto faranno qualche sacrificio (una mossa che ovviamente nessuno è interessato a fare).
"Dipende tutto da Verbinski," afferma una fonte. "Se si vuole salvare questa versione del film, dovrà adoperarsi per risparmiare di più. Se ce la fa, magari possiamo tenere insieme il tutto."

Verbinski dice di aver abbassato il budget a 242 milioni tagliando da più parti, ma la fonte afferma che dovrebbe avvicinarsi ai 215-220 milioni di dollari, se non di meno. Verbinski e Bruckheimer dicono di aver rinunciato per un totale di 10 milioni di dollari del loro compenso personale, ma sembra improbabile che anche gli altri realizzatori si possano ridurre il budget ulteriormente.

Persino al costo che la Disney ha prefissato, il film dovrebbe incassare circa 800 milioni di dollari mondiali per fare profitto se si considerano il marketing e i costosi Depp, Verbinski e Bruckheimer. E' un risultato difficile da raggiungere per un film che non è un sequel, nonostante il fascino di Johnny Depp e la familiarità del pubblico adulto con il personaggio del Ranger Solitario.

Il risultato del western 'Cowboy & Aliens' quest'estate non ha fatto che accrescere lo scetticismo da parte della Disney, come lo ha fatto il suo impegno per 300 milioni di dollari per 'John Carter' (lo studio afferma che questa cifra è molto meno alta in verità), l'adattamento del libro di Edgar Rice Burroughs affidata al regista di 'Wall-E' Andrew Stanton, al suo debutto alla regia di un live-action.

La sceneggiatura originale comprendeva lupi mannari e altre creature sovrannaturali dai miti dei Nativi Americani. Queste idee sono state scartate, ma secondo alcune fonti che hanno letto le recenti bozze di sceneggiatura, tre scene massicce d'azione su set che coinvolgono dei treni restano, compresa una descritta come la più grande sequenza di treni nella storia del cinema.

Verbinski aveva già avuto problemi di budget con i film dei Pirati dei Caraibi. Si era scontrato diverse volte con l'allora capo della produzione Bruce Heindricks fino al punto che dopo il terzo film -- il cui budget aveva sforato la soglia dei 300 milioni di budget -- lo studio non era più interessato a lavorare con il regista.
Se 'The Lone Ranger' non dovesse decollare, non sarebbe la prima volta che il regista perde un progetto per ragioni legate al budget. Doveva dirigere anche un adattamento del videogioco BioShok per la Universal, che però fermò il progetto nel 2009.

E' stato detto che Verbinski ha chiamato il cast e la troupe questa settimana per dire loro che sta provando a salvare il progetto.
Rimpiazzare Verbinski e rivedere la sceneggiatura sarebbe rischioso, ma Depp dovrebbe restare lo stesso visto che è a bordo del progetto dal 2008, due anni prima che fosse coinvolto anche Verbinski.

Procedere con un budget ridotto potrebbe piacere all'amministratore delegato Disney Robert Iger, che recentemente ha dichiarato: "E' nostra intenzione dare uno sguardo attento a quanto costa un film, e se non possiamo realizzarli con un livello di budget che ci fa stare tranquilli, crediamo che sia meglio tirarsi indietro riducendo il numero di film prodotti piuttosto che fare film che sono grandi e sempre più rischiosi."

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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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