giovedì 8 luglio 2010

Toy Story 3 esce anche in Italia: celebriamo l’evento parlando di un libro che non potete assolutamente perdervi!

7 luglio 2o1o. Finalmente anche in Italia fa il suo debutto cinematografico il nuovo film della Pixar. Fabrizio Frizzi e Massimo D’Apporto riportano sullo schermo Woody e Buzz in Toy Story 3, uno dei film più belli dell’anno. Pensate che c’è già chi parla del film come di un possibile candidato nella decade dei Migliori Film dell’Anno quando arriverà la stagione degli Oscar del 2010, proprio come è avvenuto l’anno scorso per Up. Per celebrare il grandissimo evento dell’uscita di un film così straordinario vi parliamo oggi di un film che consigliamo assolutamente a tutti: si tratta del magnifico libro “The Art Of Toy Story 3” di Charles Solomon (Chronicle Books, Maggio 2010)

A T T E N Z I O N E !  !  !  !  S P O I L E R  !   !   !   !

Cari amici fate attenzione perché qui sotto potreste trovare qualche spoiler che vi rovinerebbero la trama del film se ancora non lo avete visto

Una cosa che mi ha veramente impressionato è stato come la Pixar in questi mesi di attesa per il film è stata in grado di evitare di far trapelare e che venisse a galla la vera natura del personaggio di Lotso.

E la cosa è davvero piaciuta allo staff dei Pixar Animation Studios. Specialmente da quando – per la maggior parte di due decenni – hanno provato a inserire un orsacchiotto malvagio in uno dei loro progetti.

E’ veramente così! L’idea per un personaggio come Lotso risale al primo film di Toy Story. Come ci racconta lo storico dell’animazione Charles Solomon nel suo incredibile libro dietro le quinte intitolato “The Art of Toy Story 3”

Il concetto originale per Lotso arriva da “A Tin Toy Christmas”, uno speciale di mezzora che la Pixar stava producendo nei primi anni ‘90, per poi abbandonare il progetto per passare a Toy Story. La trama era una storia scritta da Rip Van Winkle con Tinny come protagonista, l’omino musicale del cortometraggio Tin Toy. Dopo anni fermo su uno scaffale, Tinny si sveglia e scopre che il piccolo negozio in cui si era addormentato ora è un grande emporio per giocattoli. Il gigantesco negozio era come una città, e i diversi corridoi erano come i diversi quartieri di una città.

“Inoltre all’interno di questo grande negozio c’era una gang di giocattoli cattivi capeggiata da Lotso … alcuni giocattoli difettosi o che non potevano essere venduti per qualche ragione ed erano diventati malvagi. Uscivano per compiere raid notturni nei corridoi del negozio.” Ricorda Lee Unkrich, il regista di Toy Story 3. “Alcune delle idee che abbiamo proposto inizialmente per “A Tin Toy Christmas” sono finite nella storia del Cercatore in Toy Story 2. Ma tutti alla Pixar abbiamo pensato che l’idea di un orsacchiotto malvagio fosse divertente e bizzarra, ed è stato chiamato Lots-O'-Huggin’ Bear. Il suo nome abbreviato è Lotso, perché così sembrava il nome di un ragazzo tosto ma buono. Per Toy Story 3, abbiamo reinventato Lotso come un grande orsacchiotto rosa di peluche.

Si, ma non un orsacchiotto rosa qualsiasi. Sebbene Unkrich avesse detto a Solomon che voleva “Lotso come l’amalgamazione di tutti quegli insipidi giocattoli anni ‘80,” come potete chiaramente vedere in questi prematuri sketch da storyboard per Toy Story 3 il regista almeno per un certo periodo voleva che Lostso forre un Care Bear. Che, bisogna proprio ammetterlo, è una scelta alquanto bizzarra quando si tratta di trovare il membro del cast adatto per il personaggio cattivo del tuo film.


Comunque, nel corso di questo libro di 176 pagine, Solomon racconta tutte le sorti di storie interessanti su Lotso. Prendete per esempio il prototipo del peluche che la Pixar ha realizzato nel 2008 mentre continuavano la loro ricerca sul cattivo di “Toy Story 3". Ed è stato un processo molto più coinvolgente di quanto possiate mai immaginare. Come spiega il progettista dei personaggio Daniel Arriaga:

“E’ davvero incredibile quanto studio ci vada nella creazione di un giocattolo di peluche, dal modo in cui vengono progettati le cuciture e dove deve essere messo il motivo nella pelliccia.

Avevamo lo staff del Disney Store che ci hanno realizzato dei prototipi dai nostri primi bozzetti. Volevamo vedere come Lotso sarebbe stato se fosse un vero giocattolo. Quando è arrivato l’esperto di peluche, ha disegnato le linee delle cuciture nella scultura di argilla del personaggio ed è stato interessante vedere quanto quelle linee ne hanno aiutato la costruzione, anche se non esiste lo scheletro. Ci sono molte limitazioni che non conoscevamo.

Puoi fare di tutto da un peluche, ma se lo vuoi produrre in massa, è una cosa diversa – e Lotso era inteso per essere un articolo prodotto in massa.”


Parlando di produzione di massa… nel libro Solomon parla delle dozzine di scenari alternativi che la squadra della storia della Pixar hanno considerato mentre faticavano a trovare la storia adatta per questo seguito di Toy Story. Tra queste c’era il ritorno della Fattoria dei Giocattoli di Al (che – dato che è sotto nuova gestione – è conosciuto ora come la Fattoria dei Giocattoli di Hal).

O meglio ancora della sequenza iniziale alternativa per Toy Story 3. Invece di cominciare il film con il rapimento di un treno, Unkrich & Co. in origine hanno scherzato con l’inizio del film ambientato come se fosse un western come “Mezzogiorno di Fuoco” in cui Woody e Buzz si sarebbero inizialmente incontrati su una tranquilla strada western per affrontarsi in un classico duello, per avere poi questa sequenza di tensione cambiare radicalmente.

Mentre i muri di questa città western crollavano ai loro lati questo duello improvvisamente si trasformava in un video musicale in stile Hannah Montana che è stato quando abbiamo saputo che la sorella giovane di Andy aveva ereditato i giocattoli del fratello. E cosa più importante che Molly sta usando ora i giocattoli di Andy per far rivivere le sue fantasie da bambina.

Questo è proprio ciò che rende grandioso questo libro della Chronicle Books che prende uno storico veterano come Solomon per scrivere questo libro dietro le quinte. Data la sua estrema comprensione della produzione di un film animato, Charles è stato così in grado di scavare nelle storie interne, bizzarre e divertenti che altri scrittori si sarebbero persi.

Ed è per questo che se siete dei veri fan della Pixar non potete assolutamente non recuperare una copia di “The Art of Toy Story 3”. Perché ci sono molte altre storie come queste che potete trovare in questo libro generosamente illustrato.

Da non perdere assolutamente anche perché si parla molto anche di “Toy Story” e “Toy Story 2”.

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