sabato 17 luglio 2010

Toy Story 3 - La Recensione

Ricordo benissimo la prima volta che vidi Toy Story. Avevo pressappoco quattro o cinque anni e quando mio padre, appena ritornato dal lavoro, mi diede la videocassetta del film, oramai vecchia e consumata, ero eccitatissimo. Consumavo il mio entusiasmo durante le classiche pubblicità degli altri film Disney che precedevano il film, e quando iniziò, dalla prima scena, ripresa alla perfezione all’inizio di Toy Story 3, all’ultima, non riuscivo a credere ad i miei occhi.
Non era tanto la computer graphica ad impressionarmi, a quell’età ci facevo caso appena, ma la storia e soprattutto i personaggi. Aver dato un’umanità così profonda a dei comuni giocattoli, con vizi e virtù annesse, è stata un'impresa straordinaria per i cantastorie del quartier generale della Pixar.
Ricordo la gelosia di Woody nei confronti di Buzz che, senza saperlo, si stava accaparrando il titolo di “giocattolo preferito di Andy” oppure la paura di essere dei giocattoli smarriti, ma soprattutto l’amicizia e fiducia tra due giocattoli completamente diversi, un cowboy ed uno space ranger.

L’esperimento si ripetè con Toy Story 2, di cui scoprì l’esistenza grazie ad un servizio televisivo ad un telegiornale, l’attesa fu tanta che con tutta la mia famiglia, andai per la prima volta in sala, ed è lì iniziò la mia passione per il cinema. Ricordo come fosse ieri di aver comprato alla libreria il libro con la storia del film, in parole povere me l’ero spoilerato senza volerlo, cosicché durante la visione del film al cinema, sapevo e raccontavo a mia madre tutti i futuri sviluppi della trama.

Vi dico questo solo per rendervi conto di quanto Toy Story sia importante per me, i giocattoli le videocassette, i dvd, lo zaino della scuola, gli accessori, era diventata un ossessione per me, e anche per i miei genitori, che assillavo quotidianamente. Il tempo però è passato, ed anche la mia passione per la saga, avevo accantonato i giocattoli in un baule, e al posto delle immagini dei film, la mia camera adesso è tappezzata da altri poster, un po’ come è successo a tutti immagino, un po’ come è successo ad Andy.
Quando scoprì la produzione di Toy Story 3 ero un po’ scettico - un terzo capitolo potrebbe funzionare? – mi chiedevo, ma avevo molta fiducia nella Pixar, la fabbrica dei sogni che dopo Toy Story ci ha regalato storie altrettanto fantastiche e meravigliose, che continuano a farci staccare dalla realtà ad ogni visione, a tuffarci in un oceano di avventure, a vivere incredibili emozioni, a farci simpatizzare con i mostri e a continuare a credere che i nostri sogni di realizzeranno se non molleremo mai.
Ho mantenuto lo scetticismo fino al 7 luglio, conservavo gelosamente i miei ricordi sui primi due film ed avevo paura che questo terzo capitolo rovinasse tutto, ma evidentemente sbagliavo di grosso.

LA STORIA
Se cercate una recensione di Toy Story 3 che non urli al capolavoro, bè vi risparmio il tempo, non esiste.

Toy Story 3 affronta in meno di due ore delle tematiche difficili, come l’abbandonamento, la crescita, la paura e l’indecisione del futuro..dei giocattoli. Vi parlavo giusto un paio di caratteri fa quanto quelli della Pixar abbiano umanizzato i giocattoli nel primo Toy Story, in questo hanno amplificato il tutto di 10 volte, non cresce solo Andy, ma lo fanno anche i giocattoli. Il Woody spensierato dei primi due film non lo ritroviamo più stavolta, adesso è preoccupato e ha paura di non provare più fiducia in Andy, il tutto non lo capiamo dalle battute che recita, ma dalla sua espressione; gli animatori della Pixar sono i veri attori di questo film.
Il personaggio più forte infatti è proprio Woody, è quello che nel film subisce un’evoluzione più ampia rispetto agli altri giocattoli, delle scelte che compie, soprattutto quella del finale, lo rendono un personaggio che, rispetto al primo film, è totalmente cambiato. Tempo fa si parlava scherzosamente di nomination agli oscar per dei personaggi animati, bè quest’anno è tempo di discuterne sul serio.

Quello che rende Toy Story 3 un film riuscito, oltre che una sceneggiatura perfetta e un ritmo assolutamente fantastico, due ore passano che è una meraviglia, è la sincerità nella storia, la commozione che si prova durante il film, soprattutto nella sequenza dell’inceneritore e nella fine, non sono sentimentalismi, sono vere emozioni.
Sicuramente realizzare un sequel, contrariamente a quello che si pensa, è un’impresa ardua, anche se si è sicuri commercialmente parlando, è risaputo che bisogna sempre superare il capitolo precedente. La Pixar oltre che a ripresentare i personaggi sotto una nuova veste, quest'ultimi contrariamente agli scorsi due film hanno paura di quello che gli accadrà dopo che Andy andrà al college, introduce nuovi personaggi assolutamente irresistibili, pensiamo a Lotso l’orsacchiotto profumato di fragola o al fantastico Mr. Prickleplants oppure a Ken, quest’ultimo merita un film tutto suo, la sfilata è assolutamente fantastica.

IL DOPPIAGGIO
In attesa dell’uscita del dvd per sentire il doppiaggio originale di Tom Hanks, Woody Allen e Michael Keaton, ci dobbiamo accontentare di quello italiano, che non è affatto male. Anche se i dubbi c’erano, tutto sommato è stato fatto un buon lavoro con le voci italiane, merito della Disney. La sorpresa maggiore è sicuramente stata Matteo Leoni, interprete dello sfigato Tinelli nella serie italiana targata Disney Channel, Quelli dell’intervallo, qui al suo primo doppiaggio, è stato molto bravo nel doppiare Andy. Anche Fabio de Luigi e Claudia Gerini, rispettivamente Ken e Barbie, hanno dato una buona prova di se stessi. Bravissimo è stato invece il doppiatore, professionista stavolta, di Lotso, Riccardo Garrone, e l’attore italiano Giorgio Faletti come voce di Chuckles il clown. Ascoltabile anche Gerry Scotti nella piccola parte di Telefono chiacchierone.
Menzione speciale per il mitico due formato da Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto, Woody e Buzz, che nonostante gli anni passati tra il secondo capitolo e questo, hanno mantenuto intatta la loro passione per il doppiaggio per i due giocattoli

IL 3D E L’IMAX
Ho avuto la fortuna di vedere il film in IMAX mercoledì scorso a Riccione, ovviamente in 3D.
Prima di tutto però è meglio chiarire cosa sia l'IMAX. Cito testualmente Wikipedia:

IMAX (da Image Maximum) è un sistema di proiezione della pellicola cinematografica che ha la capacità di mostrare immagini con una grandezza ed una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione classici. Le dimensioni standard di uno schermo IMAX sono 22 metri di lunghezza e 16 di altezza, ma l’estensione dello schermo può essere anche maggiore. IMAX è il più importante sistema di proiezione di pellicola su grandi schermi ad alta risoluzione [...] Ulteriori perfezionamenti e variazioni su IMAX includono diversi metodi per la proiezione di film 3D.

Toy Story 3 in IMAX è sicuramente stata una straordinaria esperienza, rispetto alla mia prima visione in 3D su uno schermo normale, sembrerebbe che il formato di proiezione in 3D dell’IMAX sia molto più luminoso, e nitido.
Il 3D invece, come per Up, è molto buono, se in Up c'erano le Cascate Paradiso dove si poteva avere una profondità in 3D mozzafiato, qui in Toy Story 3 sono presenti varie sequenze, come quella dell’inceneritore in cui il 3D, soprattutto in IMAX, funziona alla perfezione. L’effetto non sarà come quello di Coraline o A Christmas Carol, due film d’animazione in cui il 3D è stato usato intelligentemente e in maniera straordinaria in funzione alla trama, ma non è affatto male. Si vede di molto peggio in giro.

LA COLONNA SONORA
Ritorna in sala di registrazione ancora una volta Randy Newman per Toy Story 3, regalandoci un’ottima colonna sonora in perfetta simmetria con il film, contribuendo ad aumentarne il ritmo. Nelle tracks ci sono molti riferimenti alle prime due colonne sonore di Toy Story, rendendo il film ancora più familiare e nello stesso modo nostalgico, ma ci regala anche una bellissima canzone che si prenota già per la prossima edizione degli Oscar, We belong together, cantata da lui stesso, e una versione spagnola di You’ve got a friend in me, a proposito; guai a voi a chi si perde la scena durante i titoli di coda ;-)

Riassumendo Toy Story 3 è un film nostalgico, strappalacrime, divertente e magnifico. Diffile confrontarlo con gli altri film Pixar; sono tutti capolavori quelli che lo studio di Emeryville ci ha sfornato anno dopo anno e dirvi qual’è il mio preferito è un’impresa. Ma vi posso assicurare che Toy Story 3 non vi deluderà.
Verso l’infinito ed oltre!
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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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