mercoledì 16 giugno 2010

6 ragioni per cui ci sono voluti 11 anni per vedere Toy Story 3

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11 anni fa, Toy Story 2 ha fatto piangere tutti (anche gli adulti!) quando Jessie la cowgirl cantava quella canzone di Sarah McLachlan su cosa significava essere abbandonata da chi aveva sempre giocato con te. Il film finiva poi nel modo più zuccheroso possibile. I giocattoli sarebbero diventati tutti di Andy, accettando che il bambino sarebbe presto cresciuto, ma che sarebbe stato divertente fin che fosse durato. Grazie, Pixar, per 11 anni problemi relativi all’abbandono.

Questa settimana, finalmente il problema viene affrontato di nuovo. Woody, il cowboy, Buzz Lightyear, Jessie e tutto lo scatolone dei giocattoli verranno abbandonati da Andy, che va al college. Si ritrovano in un asilo nido con una serie di nuovi giocattoli, e una nuova avventura. Il regista Lee Unkrich ci ha parlato e spiegato il perché per Toy Story 3 ne è valsa la pena di aspettare così tanto. Il film esce in America questo venerdì 18 giugno.

Hanno dovuto ripartire da zero

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Visto che l’ultimo Toy Story è stato realizzato 11 anni fa, i personaggi non sono più compatibili con il sistema operativo cha ha prodotto Up. Così vedete dei Buzz e dei Woody nuovi di zecca in Toy Story 3.

"E’ più o meno come quando cerchi di aprire un vecchio file di dieci anni sul tuo computer. E’ una bella fortuna se ci si riesce," afferma Unkrich. "Il nostro software si è evoluto a tal punto che ora tutti quei vecchi file non possono più essere aperti e usati. Così abbiamo dovuto completamente reinventare ognuno dei personaggi e rimodellarli da zero. E’ stato interessante, perché abbiamo voluto mantenerli molto simili. Non volevamo che sembrassero diversi, ma ci ha dato l’opportunità comunque di correggere molte piccole cose che ci sarebbe piaciuto fare meglio all’inizio aggiungendo maggiori dettagli a Woody e Buzz e a tutti i personaggi. Abbiamo dovuto farlo attentamente, perché non volevo che il pubblico avesse la sensazione di guardare a dei personaggi che avevano subito un intervento di plastica facciale."

Ci sono più parti mobili ora in Buzz Lightyear

image Gli aggiornamenti fatti ai personaggi li hanno resi più complessi. Unkrich ci ha fatto vedere il nuovo modello di Buzz Lighyear. Sembra qualcosa venuto fuori dal mondo dei Transformers.

"E’ sempre stato un giocattolo, così anche se ora sembra uguale, se guardate veramente con attenzione ai dettagli, potete vedere che lo abbiamo abbiamo fatto sembrare come se fosse composto da diversi piccoli pezzi di plastica che sono stati messi insieme," ha affermato il regista. "Dal momento che il Buzz originale, proprio come era stato modellato al computer, era un mucchio di pezzi che si intersecavano tra loro. Anche se sembrava bello prima, ora pare ancora migliore. Assomiglia molto di più a un giocattolo realistico. Lo abbiamo ricoperto di piccoli micro graffi e di polvere e abbiamo provato a dargli l’aspetto del giocattolo abbandonato in un cesto di giocattoli per molti anni e con cui nessuno ha più giocato per diverso tempo."

Il cast da gestire era molto più grande

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Toy Story 2 ci ha presentato un gruppo di nuovi personaggi che sono rimasti nella stanza di Andy alla fine. Ce ne sono molti di più che si aggiungono alla gang nel terzo episodio. Questo ha richiesto molto tempo alla squadra Pixar per ottenere una storia che li coinvolgesse tutti adeguatamente.

"Non è difficile dare a qualcuno qualcosa da fare," ha spigato Unkrich. "E’ più difficile mantenere l’attenzione sui personaggi principali. Con così tanti personaggi, potete immaginare che la storia avrebbe potuto risentirne e abbiamo avuto per questo un momento difficile cercando di capire come fare a dare la giusta attenzione ad ogni personaggio. Alla fine, sappiamo che Woody è il personaggio principale del film e Buzz e Jessie poco dietro di lui. Così compaiono nella maggior parte delle scene e hanno il maggior numero di battute, e poi partendo da questo si sviluppano tutti gli altri personaggi."

Jessie aveva già avuto dei problemi

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Abbiamo parlato prima della canzone triste dell’abbandono di Jessie. Pensate a quanto era triste la prima volta che un bambino l’avesse data in beneficenza. Ora deve passarci di nuovo.

"Avevamo bisogno di restare fedeli al suo personaggio e assicurarci di rispettare il fatto che era già passata dall’esperienza di essere abbandonata da un bambino prima”, afferma il regista. "Così quando si ritrovano in questa situazione all’inizio del film, quando pare che Andy li butti via, ha davvero senso vedere Jessie arrabbiarsi moltissimo con se stessa per aver permesso di essere messa di nuovo nella stessa situazione per la seconda volta nella sua vita."

Dovevano avere davvero una bella idea

image La Pixar non è nel mercato dei sequel. Non volevano nemmeno fare Toy Story 2, ma avevano avuto un’idea talmente buona che non potevano permettersi di lasciarla sfuggire. Poi non volevano realizzare Toy Story 3, ma alla fine hanno avuto una buona idea: Andy se ne va al college.

"Quando abbiamo fatto il primo Toy Story, molte persone volevano sapere quando avremmo realizzato il secondo," rammenta Unkrich. "Allora dicemmo di non essere interessati a questa idea. Volevamo soltanto continuare a realizzare nuovi film e nuove storie. Ma, credo sia una dimostrazione d’affetto per quei personaggi e per tutte le persone che li hanno amati e che volevano vederli di nuovo in nuove storie. Abbiamo deciso di raccontare solo storie veramente degne di essere portate all’attenzione del mondo."

Doveva avere tutto

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Non è abbastanza avere un’avventura. Non è abbastanza avere molte battute comiche. Toy Story 3 doveva essere un pacchetto completo: doveva essere divertente, eccitante, commovente. Questo ha richiesto tempo.

"Bisogna trovare la storia giusta", prosegue Unkrich. "Abbiamo una storia che credevamo avesse molto potenziale per essere emotiva, ma dovevamo fare il lavoro. Non ci siamo mai predisposti con l’obiettivo di tentare di far provare alla gente delle emozioni forti o di piangere o chissà che cosa. E’ solo dove la storia ci ha portato. Cerchiamo di restare fedeli ai personaggi fino in fondo e di mandarli in un viaggio interessante che sarà difficoltoso per loro. Credo sia soltanto un omaggio al fatto che le persone ci tengono davvero a questi personaggi che abbiamo creato e che hanno visto sullo schermo. Quando sento che le persone hanno pianto alla fine, questo mi dice soltanto che abbiamo avuto successo nel dare alle persone un’esperienza davvero forte al cinema."

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