domenica 9 maggio 2010

Recensione Blu-ray: La Principessa e il Ranocchio

image Data d’uscita nei cinema: in Usa: 11 dicembre 2009 (release limitata, 25 novembre 2009); in Italia: 18 dicembre 2009
Durata: 97 minuti
Regia: John Musker, Ron Clements
Scrittori: Ron Clements, John Musker (storia e sceneggiatura); Rob Edwards (sceneggiatura); Greg Erb, Jason Oremland (storia); E.D. Baker (storia La Principessa Ranocchia)
Cast vocale: Anika Noni Rose (Tiana), Bruno Campos (Principe Naveen), Keith David (Dr. Facilier), Michael-Leon Wooley (Louis), Jennifer Cody (Charlotte), Jim Cummings (Ray), Peter Bartlett (Lawrence), Jenifer Lewis (Mamma Odie), Oprah Winfrey (Eudora), Terrence Howard (James), John Goodman ("Gran Papà" La Bouff), Elizabeth Dampier (Tiana bambina), Breanna Brooks (Charlotte bambina), Ritchie Montgomery (Reggie), Don Hall (Darnell), Paul Briggs (Two Fingers), Jerry Kernion (Mr. Henry Fenner), Corey Burton (Mr. Harvey Fenner), Michael Colyar (Buford), Emeril Lagasse (Marlon the Gator), Kevin Michael Richardson (Ian the Gator), Randy Newman (Cugino Randy)
Canzoni: "Down in New Orleans", "Almost There", "Friends on the Other Side", "When We're Human", "Gonna Take You There", "Ma Belle Evangeline", "Dig a Little Deeper", "Never Knew I Needed"

 

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La Disney nel corso degli anni è sempre stata associata all’animazione, ai suoi capolavori intramontabili, a partire dagli anni 30, fino ai giorni nostri. Anche negli anni 50 quando i film live-action superavano di numero la produzione animata, che si limitava a un solo film ogni due o tre anni, la Disney veniva sempre associata alla qualità e originalità delle sue pellicole animate.

Qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Dopo l’incredibile rinascita dell’animazione disneyana nel 1989 con ‘La Sirenetta’ e dopo che l’ultimo decennio del ventesimo secolo ha visto la Disney produrre film come ‘La Bella e la Bestia’, ‘Il Re Leone’, ‘Aladdin’, ‘Mulan’, ‘Tarzan’ e tanti altri, qualcosa ha cominciato ad andare storto (ne abbiamo anche già parlato anche qui!) e i film che uscivano mancavano di quella classica caratteristica tipica di tutti i prodotti animati disneyani fino ad allora.
Di quale caratteristica tipica sto parlando? Mi riferisco a quell’innata passione per ogni dettaglio per la storia, a quella passione sfrenata per la perfezione di un’animazione, e per l’ambizione di un tempo della Disney, che era quella di consegnare un prodotto che sarebbe stato senza tempo, che anche dopo 50 o 100 anni sarebbe stato in grado di far provare le stesse autentiche emozioni. Parlo anche di quella magia che è difficile da creare, ma ha che ha sempre avvolto ogni grande classico animato Disney. E poi il motto di Walt Disney che diceva “faccio film per poterne fare altri” la dice lunga sul fatto che si è perso di vista il significato primario che una produzione animata assumeva: non un prodotto per far soldi (che quindi permette anche dei compromessi sulla qualità per diminuire i costi), ma un prodotto in grado di incantare il pubblico e tutto il mondo.

In questi ultimi dieci anni, ad eccezione di ‘Lilo & Stitch’, i pur mediocri ma largamente sottostimati ‘Koda Fratello Orso’ e ‘Il Pianeta del Tesoro’, quale film prodotto nell’arco di questo periodo ricordate con più affetto, e pensate che sarà in grado di rimanere nella memoria collettiva per i prossimi decenni? A mio parere sarà difficile che i nostri pro-nipoti gioiranno a vedere ‘Atlantis’, ‘Chicken Little’ o ‘Le Follie dell’Imperatore’. Sarà più facile che ci sarà ancora in giro qualche copia in digitale de ‘Il Re Leone’ più facilmente che questi altri film di scarso rilievo.
Nel 2004 la Disney di Michael Eisner (l’allora amministratore delegato) ha abbandonato definitivamente l’animazione tradizionale, definendo che il vero problema dello scarso successo dei film recenti era dovuto alla tecnica perché come affermava egli stesso “il problema è che la gente preferisce un film animato al computer”, continuando dicendo una delle cose più assurde mai sentite finora: “L’animazione al computer sostituirà l’animazione al computer proprio come il colore ha sostituito il bianco e nero.” La Disney ha quindi provato anche in questi ultimi anni ad addentrarsi nel campo dell’animazione 3D, e dal punto di vista dell’animazione ha dimostrato di essere in grado di produrre animazione al computer di alta qualità, ma dal punto di vista della storia e dei personaggi non è mai stata in grado di reggere il confronto con la Pixar.

Però questi dieci anni, dal punto di vista dell’animazione Disneyana si sono conclusi diversamente da come sono iniziati. In maniera inaspettata, quasi. O meglio in un modo che nessuno credo si sarebbe mai aspettato. Mi riferisco al fatto che è stato ripreso il campo dell’animazione tradizionale con ‘La Principessa e il Ranocchio’, dopo quasi sei anni di assenza. Chi l’avrebbe mai detto.

E’ l’evento Disney degli ultimi anni. Ed è successo solo a causa di un altro grande evento. L’acquisizione della Pixar nel 2006. Grazie a questo Ed Catmull e John Lasseter hanno preso anche l’incarico di supervisionare il reparto d’animazione Disney, e una delle loro prime decisioni è stata di riportare in auge l’animazione tradizionale, insistendo che il pubblico non guarda tanto al metodo di animazione ma alla grandezza o meno della storia. Sono anche stati riportati in Disney due famosi registi d’animazione: Ron Clements e John Musker, che avevano già diretto ‘La Sirenetta’, ‘Hercules’, ‘Aladdin’, ‘Il Pianeta del Tesoro’ e ‘Basil l’Investigatopo’.
Da questo ritorno e dall’idea di riprendere il discorso dell’animazione tradizionale, che secondo Lasseter la Disney doveva continuare a produrre perchè “se c’è uno studio che deve produrre l’animazione tradizionale questo studio dovrebbero essere i Walt Disney Animation Studios”, nasce quindi il progetto de ‘La Principessa e il Ranocchio’, che diventerà il 49° classico animato dello studio.

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‘La Principessa e il Ranocchio’ rappresenta un assoluto ritorno in spirito e stile ai memorabili giorni di gloria del passato più recente dell’animazione disneyana. Il film è una commedia musicale scritta e diretta da Ron Clements e John Musker, veterani dello studio. Il loro ultimo film aspira ad essere un tipo similare di intrattenimento se paragonato ai film dei primi anni ‘90, uno stile ispirato ai musical di Broadway.
Ambientano nella New Orleans degli anni ‘20, il film racconta la storia di Tiana, una giovane ragazza di colore. Ereditando l’etica del lavorare duramente dai loro genitori, Tiana lavora come cameriera per due ristoranti. Sogna di aprire un suo ristorante, e di poterlo chiamare ‘Tiana’s Place’, coronando allo stesso tempo un sogno del suo compianto padre. Per ora è soltanto un sogno mentre va avanti lavorando a più non posso mettendo da parte quante più mance possibili.
La migliore amica di Tiana, Charlotte, figlia di un ricco magnate, con eccitazione condivide con lei la notizia che un vero principe sta per arrivare nella loro città. Sin dall’infanzia, Charlotte sognava di sposare un principe, e così il suo ricco padre La Bouff ha già pianificato di invitare l’attraente principe nella sua magione per partecipare ad un speciale ballo di carnevale.

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Direttamente dal paese di Maldonia, fa il suo arrivo il principe Naveen con un grande segreto; i suoi genitori l’hanno sfrattato, lasciandolo al verde. Semi-volontariamente, Naveen e il suo servo Lawrence fanno visita allo stregone voodoo Dr. Facilier, che legge loro le carte, e prepara per loro anche una “sorpresa” inaspettata.
Al ballo dei La Bouff, un evento che dovrebbe far avverare il sogno di Tiana, Naveen si rivela non essere il vero principe che sta danzando con Charlotte in cortile, ma un ranocchio parlante. Nella speranza che possa ritornare umano come nella storia del Principe Ranocchio, l’anfibo Naveen persuade Tiana a baciarlo. Disgustata, Tiana lo fa e mette in atto una trasformazione, ma non quella che si aspettava e purtroppo anche lei diventa una bella ranocchia “melmosa”.
Adattati alle loro dimensioni ridotte, Naveen e Tiana si avventurano tra le paludi del bayou nella speranza di trovare la maga voodoo Mamma Odie per far sì che lei li possa trasformare di nuovo in umani. A unirsi a loro nel viaggio ci sono Louis, un simpatico alligatore trombettista Jazz, e Ray, un’irresistibile lucciola dai denti storti.

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Molte canzoni originali, composte e arrangiate dal compositore preferito della Pixar, Randy Newman permeano il film dall’inizio alla fine. Tutte le canzoni tranne una sono interpretate dai personaggi e l’eccezione non è cantata da Newman (la cui voce non si sente in un film Pixar dai tempi di ‘A Bug’s Life’) ma dal Dr. John, un nativo di New Orleans.
Come richiesto dall’ambientazione, la creazione di Newman è un misto di jazz con delle sfumature di blues e gospel. I numeri musicali servono scopi familiari, allignandosi perfettamente con le canzoni dei film Disney anni '90 nel periodo del Rinascimento. In generale sono canzoni discrete, che fanno avanzare la storia in maniera divertente.

Gran parte del film è divertente, se non un po’ familiare. Clements e Musker sembrano essersi energizzati dalla loro ultima volta alla regia (l’ultima loro collaborazione risale al flop del 2002 ‘Il Pianeta del Tesoro’, e il loro ultimo musical paragonabile è ‘Hercules’ del 1997). Il duo non ha scordato cosa ha reso i loro successi così popolari; la perfetta combinazione di personaggi, storia, e canzoni sembra vicina a quelle precedentemente fornite, senza sembrare troppo ripetuta o derivativa. Se questo film non vi colpisce così tanto e non vi sembra così magico come i trionfi passati, potrebbe essere che questi ultimi 15-20 anni vi hanno indurito. Potrebbe anche essere perché questo film manca del dolce potere della nostalgia che sicuramente si prova a vedere un film classico. Oppure ancora potreste essere non proprio esageratamente soddisfatti dalle personalità e dalla commedia.
Tiana e Naveen sono dei solidi protagonisti, le cui origini e personalità contrastanti li rendono adatti per il genere di commedia romantica che viene attribuito al film. Charlotte e suo padre sono personaggi periferici forti che sono meno prevedibili di quanto vi potreste immaginare. Nel Dr. Facilier, un uomo la cui ombra ha una vita per conto suo e che si vanta di avere degli “amici nell’aldilà”, troviamo uno dei cattivi Disney meglio riusciti in tanto, tanto tempo.
E’ dietro queste prime introduzioni che i tentativi di caratterizzazione del film cedono. Assistiamo ad una caricatura goffa dopo l’altra: il gentile alligatore con dei sogni da jazzista, l’innamorato insetto luminoso con un accento divertente (doppiato da Luca Laurenti), un trio di tre caccia-rane un po’ imbranati, e in cima a tutti gli altri, la strana ed eccentrica Mamma Odie. Ognuna di queste creazioni sembra progettata per creare risate per i più piccoli. Ma le battute sono più una distrazione che una fonte di divertimento. Minacciano il nostro coinvolgimento nella storia e nei protagonisti e arrivano molto vicine a far deragliare il film. Magari mi ricrederò e sarò meno critico di queste sezioni nelle mie successive visioni del film, ma dopo averlo già visto diverse volte ne dubito fortemente. Presi da soli, la maggior parte dei personaggi hanno del fascino (a parte Mamma Odie, che mi ricorda più che altro un personaggio della serie del Disney Channel, ‘La famiglia Proud’). Ma quando li si vedono insieme, si capisce, secondo me, che sono più adatti a un film tipo Shrek che ad una fiaba classica.

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Nonostante abbia fatto il pieno con le recensioni dei critici, ‘La Principessa e il Ranocchio’ non si è dimostrata proprio un finale da favola per l’animazione tradizionale Disney. A seguito di una sostanziale spinta promozionale dallo studio, il film ha fatto fatica a superare il traguardo dei 100 milioni di dollari in America. Alla fine della sue release il box office americano è quasi di 105 milioni di dollari, che corrisponde anche al suo citato budget di produzione. Questo lo inserisce nelle vicinanze di ‘Hercules’ e ‘Il Gobbo di Notre Dame’ a livelli di incassi, se si ignora un decennio di inflazione. I numeri non sono deludenti, essendo vicini anche agli incassi dei più recenti film animati realizzati dallo studio (‘I Robinson’ e ‘Bolt’), ma senza dubbio la Disney sperava (e molti si aspettavano) che fossero un po’ più alti.

In seguito agli scarsi incassi del film, sono seguite delle notizie che un film animato al computer ambientato sempre nel sud degli Stati Uniti (King of the Elves) è stato sospeso e un altra fiaba animabile in 2D (The Snow Queen) è stata riposta sullo scaffale.

E il prossimo film del reparto d’animazione Disney, il tanto discusso ‘Raperonzolo’, è stato curiosamente rinominato ‘Tangled’ per evitare una connotazione principalmente femminile, che esclude così quasi tutto il pubblico maschile, cosa che ha largamente penalizzato ‘La Principessa e il Ranocchio’.

L’aspetto del film che all’inizio dominava la copertura mediatica durante la produzione sembra più logico da prendere in considerazione ora, col senno del poi. Mi riferisco a Tiana, considerata la prima principessa Disney di colore. Le implicazioni di questo fatto sembrano minori, sebbene alcuni hanno speculato ci possa essere una connessione tra questo design e lo scarso successo del film. Per la maggior parte del film, Tiana (il cui nome originale era Maddie è stato apparentemente cambiato in risposta alle lamentele iniziali) non è una principessa e nemmeno umana. Il reparto marketing stranamente scelse di nascondere il fatto che erano due ranocchi per quasi tutto il film e invece ha enfatizzato l’immagine di una bella ragazza in un bel vestito da principessa con un diadema sulla testa. Aldilà di una continua ripetizione del fatto stesso, il fattore razziale è ignorato. Vediamo nel film che i personaggi più benestanti sono bianchi, e sono invece di colore i personaggi che devono lavorare di più per guadagnarsi da vivere. Ma senza alcun commento sociale in vista, il film non può essere certo considerato pieno di correttezza politica e progressivismo.

Un mese dopo aver lasciato la cerimonia degli Oscar a mani vuote (nonostante le tre nomination), ‘La Principessa e il Ranocchio’ è uscita in DVD e Blu-ray.

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Dettagli del Blu-ray
1.78:1 Widescreen, DTS-HD 5.1 (Inglese), DTS 5.1 (Italiano, Tedesco)
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese per non udenti, Tedesco, Turco
Data d’uscita: 7 Aprile 2010
Un disco a singolo lato (1 BD-50)
Slipcover in cartone, confezione Blu-ray classica
Disponibile anche nella versione a un disco in DVD

 

VIDEO e AUDIO

Il disco Blu-ray mantiene l’aspect ratio originale del film che è 1.78:1 ed è magnifico. La Disney è molto brava nei transfer, ma d’altronde sarebbe difficile rovinare l’immagine di un film animato del 2009 direttamente colorato a computer. Non c’è alcuna imperfezione. I colori sono luminosi e letteralmente fuoriescono dallo schermo mentre la luminosità è sempre chiaramente delineata. Qualcuno potrebbe dire che l’animazione tradizionale non trae molto beneficio dall’HD, ma uno sguardo a questo dovrebbe essere più che abbastanza una prova per zittire chi la pensa al contrario. L’apparato dell’immagine è assolutamente di prima qualità.

L’audio in 5.1 funziona anch’esso tremendamente bene. Il vantaggio di avere tutti i diversi elementi registrati in cabine sonorizzate certamente fa la differenza nel mixaggio audio. Il parlato è chiarissimo persino durante i numeri musicali. Un po’ di direzionalità è fornita da questo, ma è principalmente proveniente dal canale centrale e da quelli frontali. Gli effetti e la colonna sonora sono quelli che aprono veramente il campo audio, il primo offrendo un buon uso del surround nelle sequenze chiave, e il secondo diventando ricco e robusto. Non ci possono essere lamentele con questa superba traccia audio.

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CONTENUTI SPECIALI, MENU’ e PACKAGING

La Principessa e il Ranocchio’ viene presentato con una lista limitata di contenuti speciali. Primo, e più lungo, e più eccitante è  un commento audio dei registi e scrittori John Musker e Ron Clements insieme al produttore Peter Del Vecho. Parlano fino alla fine dei titoli di coda senza spazi vuoti di qualunque genere, e hanno molte informazioni da condividere, cominciando con le origini del progetto, nato da progetti separati di Pixar e Disney. La discussione resta specificatamente collegata alle immagini sullo schermo, rilevante e schietta. Tra gli argomenti trattati sono i cameo vocali, il linguaggio inventato di Maldonia, le caricature dei membri della produzione, e lo sviluppo delle scene. Molte delle informazioni dettagliano gli steli e le tecniche impiegate e altre danno credito alle diverse influenze. A chi ascolta diversi commenti audio, e chi pensa che molti di questi potessero essere riassunti con uno speciale di dieci minuti, questo invece è pienamente soddisfacente e degno di essere ascoltato per intero.

Continuando abbiamo delle scene eliminate, presentate principalmente in uno stato di pre-animazione con storyboard e dialogo provvisorio. Offrono un momento meno incoraggiante tra Tiana e sua madre, un’introduzione alternativa a Louis, una variante su uno scambio tra Naveen e Ray. Durano 11 minuti e 47 secondi insieme, e comprendono delle introduzioni di Musker e Clements.

Mamma Odie narra il gioco “Che cosa vedi: Ritratti di Principesse”, che vede Ray e la sua famiglia formare delle immagini delle principesse Disney. Semplicemente dovete indovinare le sembianze delle principesse. Alla fine del gioco cliccando sulle varie principesse Mamma Odie racconta le storie in breve di ognuna di esse.

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Si continua poi con un contenuto speciale ormai standard: un video musicale di quattro minuti per la canzone dei titoli di coda “Never Knew I Needed” interpretata da Ne-yo. E’ un video musicale diverso dai classici video musicali a cui siamo abituati. Nel video si possono vedere una banda di jazzisti di New Orleans, cucina del sud e una scena finale con delle stesse e delle ranocchie. E’ girato anche molto bene tra l’altro.

Un contenuto speciale molto significativo che non è nella lista dei contenuti speciali sulla confezione è una versione del film in “Lavori in corso” vista immagine per immagine. Si può vedere sia animazione rozza che animazione pulita (cleaned-up). In un quadrato dello schermo in alto a sinistra si vede il film nella versione “Lavori in corso” mentre a tutto campo il film finito. E’ strano che un contenuto speciale simile non sia mai stato utilizzato finora. Uno si può anche domandare se magari verrà utilizzato anche per altri futuri titoli in uscita. Il banco di prova più immediato sarà la riedizione de ‘La Bella e la Bestia’, l’altro unico grande classico Disney ad avere una versione completa in work-in-progress mostrata al pubblico. L’unico inconveniente è che non si può ascoltare il commento audio con questa opzione. Questa inclusione comunque resta eccellente ed eleva il valore di questa edizione di parecchio.

Si continua con “Portare alla vita l’animazione” (8:08), che comincia con un’introduzione di Musker e Clements che spiegano l’uso del live action come riferimento per l’animazione. E’ seguito da due sequenze: “Scava un po’ più a fondo” e “La Proposta”. Entrambe le sequenze si alternano tra i filmati di riferimento e uno schermo diviso che offre un paragone con il film finito. Attraverso ognuno di essi, i registi offrono commenti, rivelando cose come i preparatori del palco che determinano l’altezza o come certe pose sono state esagerate per l’animazione. E’ un contenuto affascinante che fa sì che uno possa desiderarne ancora di più.

Il contenuto centrale del disco resta comunque “Magia nella palude: il Making Of” (22:11) che dà uno sguardo alla produzione in generale. Molti argomenti e molte informazioni sul film fuoriescono da qui, spaziando dalla storia passata della Disney con le fiabe, passando per la creazione della storia, all’animazione dei personaggi, e la ricerca di materiale per creare una vera e propria New Orleans anche nel film. Infatti ci sono alcuni filmati ripresi durante il viaggio di ricerca della troupe nella città con anche tante immagini riprese durante il dietro le quinte con gli animatori al lavoro e gli attori che registrano le loro battute. Mentre il tono a volte è un po’ troppo auto-congratulatorio, c’è molto da apprezzare in questo pezzo un po’ troppo sbrigativo.

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Le prossime sei featurette vennero originariamente fatte uscire online per tutto il 2009 come parte della campagna promozionale per il film. Nella clip “Il ritorno all’Animazione Disegnata a mano” (2:42) si intervistano diversi animatori chiave a proposito del giorno in cui appresero che ‘La Principessa e il Ranocchio’ sarebbe stato animato in maniera tradizionale e che cosa pensano di questo metodo di animazione. Ancora più animatori appaiono ne “Il Retaggio Disney” (2:31), dove riflettono sui famosi nove vecchi animatori della Disney, di come questi uomini li hanno introdotti nel campo addestrandoli, e le sfide di creare qualcosa che poteva essere vicino ai classici. Per uno sguardo all’eroina della storia, c’è la clip intitolata “La Nuova Principessa Disney” (2:51). Vari membri del cast e della produzione, compresa l’attrice Anika Noni Rose, discutono il personaggio di Tiana confrontandola con le eroine passate.

“La Principessa e gli Animatori" (2:25) si focalizza sull’animatore Mark Henn, che rivela il suo approccio con Tiana, di come abbia provato a renderla differente dai suoi personaggi passati, e che tocco abbia dato la Rose al ruolo del personaggio. Un simile approccio viene preso con “Trucchi da cattivo” (1:50), con l’animatore Bruce Smith che discute del Dr. Facilier e il modo in cui la performance vocale dell’attore David Keith lo ha plasmato. Infine, viene data centralità alla colonna sonora ne “Il Ritorno al Musical Animato” (3:12). Insieme ad altri membri del cast e della troupe Randy Newman condivide brevemente alcuni aneddoti a proposito di ciascuna delle canzoni e che cosa le caratterizza.

Queste sei featurette promozionali sono troppo brevi per soddisfare completamente, e la loro natura stessa li rende comunque degni di nota, ma come dei riassunti, non come dei veri e propri contenuti speciali approfonditi. Ciononostante sono divertenti da vedere, e il Blu-ray sarebbe sembrato vuoto senza di questi (nel DVD non sono presenti).

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In conclusione abbiamo le classiche gallerie d’immagini, divise in Sviluppo Visivo (166 immagini); Ideazione del personaggio per Tiana (23), Principe Naveen (21), Mamma Odie (9), Dr. Facilier (17), Charlotte e Big Daddy (22), Louis & Ray (18); Bozze e Sfondi (17), e Storyboard Artistico (54). L’artwork mostrato qui è impressionante, ed è facilmente una delle gallerie d’immagini più sostanziali che la Disney abbia fatto per un nuovo film da anni.

Il Blu-ray apre con le anteprime promozionali per il Disney Blu-ray, La Bella e la Bestia: Edizione Diamond, Raperonzolo (è un teaser che non rivela niente, non si vedono nemmeno i personaggi) e Toy Story 3. Dal menù delle anteprime esclusive si possono anche vedere questi video: “Un tesoro originale Disney: Trilli”, “Toy Story & Toy Story 2”, “Trilli e il grande salvataggio”e “Disneyland Paris”.

Il menù principale ha come sfondo la palude di notte, con le lucciole che girovagano. E’ molto semplice e su due cartelli compaiono, sul primo il menù e sul secondo le sottovoci. Ogni tanto qualche personaggio fa una brevissima comparsata. Si sente anche come musica lo strumentale di “Ma Belle Evangeline”. E’ un menu piuttosto scarno e siamo sicuri che per un film del genere avrebbero potuto fare molto di più. L’opzione BDlive (tanto per cambiare) non è ancora attiva.

Il cartonato contiene il classico contorno blu e gli effetti olografici, come il corpo di Ray e il diadema e la collana di Tiana. Non c’è nessun elemento in rilievo questa volta. All’interno della confezione c’è l’opuscolo di Disney Magic And More con il codice unico d’attivazione per poter scaricare gratis la E-copy del film, per poter vedere il film dove si vuole sui dispositivi portatili. Non ci sono altri opuscoli o materiali pubblicitari.

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CONSIDERAZIONI CONLUSIVE

‘La Principessa e il Ranocchio’ potrebbe avere qualche problema, ma rimane un film altamente godibile e un promemoria di quanto grande è l’animazione tradizionale Disney, fatta di musica, fiabe e meravigliosi personaggi.

Certo ci si sarebbe aspettati dei contenuti speciali più sostanziosi ma quelli presenti su questo Blu-ray sono di gran lunga migliori di quelli che si trovano su altre edizioni Disney.

Senza nemmeno dirlo, raccomando a tutti questa perla d’animazione contemporanea, un preludio per ciò che di grande la Disney ha ancora da offrire, sperando di vedere presto altri capolavori.

Tornando al discorso di apertura di questa recensione, però c’è da dire che se La Sirenetta ha segnato il ritorno in grande stile della Disney dopo alcuni anni di assenza, inaugurando con la sua modernità e la sua bellezza visiva e le sue canzoni il “Rinascimento Disneyano”, La Principessa e il Ranocchio non sembra in grado (almeno per il momento) di fare altrettanto.

Certo il film ha rilanciato l’animazione tradizionale nell’era del digitale, ma appare di più come un’occasione mancata per alcuni aspetti.

In conclusione ‘La Principessa e il Ranocchio’ è un film d’animazione grazioso e assolutamente da vedere e da collezionare, che si avvicina molto, a rinnovare quella speciale magia cui la Disney ci ha abituati per decenni con quelli che più che cartoni animati sono dei veri e propri capolavori, capaci di toccare il cuore di grandi e piccini e di farli sognare, ma bisogna essere altrettanto sinceri e dire che di strada da fare ce n’è ancora parecchia per arrivare a questo.

Voto finale: 9

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