giovedì 25 marzo 2010

Perché i Walt Disney Animation Studios non funzionano?

image Cosa c’è che non va nei Walt Disney Animation Studios? Il weekend di apertura de La Principessa e il Ranocchio con i suoi 24.2 milioni di dollari e il suo incasso totale di 104 milioni di dollari (che sono un milione in meno del budget totale di 105 milioni) è stato una delusione al box office per la Disney. In confronto il concorrente seguito di Alvin Superstar si è accaparrato nelle sue prime due settimane di programmazione più dell’incasso totale de La Principessa e il Ranocchio, mentre Up della Pixar ha guadagnato in sala quasi il triplo e tre volte tanto al box office internazionale.

In risposta alla tiepida accoglienza de La Principessa e il Ranocchio, il Los Angeles Times riferisce dei molti cambiamenti nel marketing  di Raperonzolo, il prossimo film d’animazione della Disney in uscita a novembre, a partire dal cambio del titolo in Tangled e continuano accentuando gli aspetti più avventurosi aggiunti alla fiaba originale. L’articolo conferma dei rumors circolanti da tempo, come per esempio che Ed Catmull e i dirigenti Disney hanno determinato che il fattore principale dietro all’insuccesso de La Principessa e il Ranocchio c’è l’assenza di ragazzi nei cinema, che in apparenza avevano deciso dal marketing prima dell’uscita che il film non aveva nulla da offrirgli.

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Sono sempre stato impressionato da Catmull e dalla sua combinazione di conoscenze tecniche, artistiche e dirigenziali, specialmente quando così tanti esecutivi di Hollywood dimostrano poca o nessuna abilità in ciascuno di questi campi. Ma qualcosa mi suona strano. La saga di Twilight per esempio ha poco fascino per i maschi ma ciò non sembra aver intaccato i suoi risultati al box office. Senza guardare troppo lontano dalla Disney, i film in home video di Trilli sono indirizzati principalmente alle ragazze che ai ragazzi, e sono state un successo per la Disney. Inoltre, il Los Angeles Times afferma che il business delle Principesse Disney ammonta a circa 3,7 miliardi di dollari di vendite al dettaglio nel 2009. Quanto di questo secondo voi è stato venduto ai maschi? Potrebbe essere vero che ai maschi non interessa La Principessa e il Ranocchio, ma non riesco a capire quale possa essere il problema. In aggiunta, la conclusione della Disney dimostra una mancanza di memoria per gli eventi del suo recente passato. Il loro penultimo film è stato Bolt, un meraviglioso film molto ben realizzato che ha debuttato con 26 milioni di dollari nel suo primo week end e ha totalizzato 126 milioni di dollari al box office in America, molto meno del suo budget stimato intorno ai 150 milioni di dollari. I Robinson non è stato un film così creativamente di successo come Bolt o La Principessa e il Ranocchio, ma è stato comunque un film piuttosto bello e godibile. Ha debuttato con circa 25 milioni nel suo week end di apertura, e anche se non conosciamo il budget, sarebbe una sorpresa se i 97 milioni di dollari che ha incassato in totale lo coprissero.

image Alla fine, La Principessa e il Ranocchio non è stato un’anomalia, ma soltanto l’ultimo di una serie di film d’animazione davvero molto ben realizzati ma che si sono rivelati dei flop al box office. Anche se la loro conclusione sia stata che La Principessa e il Ranocchio non ha affascinato i ragazzi fosse corretta, non credo sia sufficiente come risposta alla domanda “cosa non funziona negli studi di animazione Disney perché non tiene conto dei precedenti insuccessi, e non spiega nemmeno il successo che i film animati di Trilli hanno ottenuto.

Ecco invece quali potrebbero essere state le vere ragioni di questo mediocre risultato.

IL FATTORE RAZZIALE

La Disney voleva che tutti sapessero che Tiana sarebbe stata la loro prima principessa di colore, e allo stesso tempo assicurarsi che tutti sapessero che non si trattava soltanto di un film per persone di colore e che la loro razza era solo un fattore accidentale. A loro credito, hanno gestito l’argomento in un modo fantastico nel film, considerando specialmente le ben documentate difficoltà razziali che la Disney ha avuto in passato. Ciononostante, sospetto che alcune persone non abbiano voluto vedere il film semplicemente perché Tiana era di colore ma non credo che questa possa essere la causa dell’insuccesso. In maniera similare, la maggior parte delle voci che criticavano il film molto prima dell’uscita (e le voci che criticavano i critici) sembrano essere scomparse con l’arrivo della data d’uscita; mentre sembra non ci siano stati boicottaggi organizzati o critiche al film dalla comunità nera, non sembra nemmeno che si siano riversati in massa  per vederlo. Alla fine, non credo che la questione razziale abbia avuto ripercussioni né positive né negative al totale del box office. Questa teoria non spiega nulla a proposito dei risultati ottenuti da Bolt e I Robinson comunque.

ANIMAZIONE TRADIZIONALE E BOX OFFICE

La buona notizia è che nessuno a Wall Street o al quartier generale della Disney sta tirando in ballo la solita scusa usata durante gli anni 90 e tutti gli anni 2000 e cioè che un film animato falliva perché era animato tradizionalmente. Come ha affermato in diverse occasioni John Lasseter, l’animazione tradizionale è stata usata come scusa invece di lacune nella storia.

La brutta notizia è che non importa quanto idiota sia stato il ragionamento degli esecutivi e degli analisti finanziari allora, le loro decisioni hanno portato ad un’intera generazione di film tutti generati al computer. Così commetto anche io il sacrilegio e mi domando se il fatto che il film è stato animato in 2D possa essere stato un fattore a causa del basso incasso. E’ possibile che l’animazione tradizionale sia paragonabile ad un film in bianco e nero? C’è una grande porzione di gente in America che non guarderebbe mai un film in bianco e nero, e il fatto che si possono perdere alcuni tra i film più belli di sempre non li infastidisce quanto l’assenza del colore. Prendendo in considerazione anche l’uscita limitata di Ponyo, i risultati al box office sono sembrati piuttosto deludenti, dando un ulteriore conferma a questa teoria. Entrambi i film sono eloquenti affermazioni del valore artistico dell’animazione tradizionale, e nessuno dei due sembra aver avuto molto impatto tra il pubblico cinematografico. C’è qualcosa di deludente a riguardo di questo pensiero. Naturalmente, anche se questa spiegazione fosse vera (cosa che dubito fortemente), non spiega assolutamente come mai Bolt e I Robinson, entrambi al computer, siano stati  entrambi semi-flop.

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L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

I fan dell’animazione e/o della Disney sanno tutti che lo studio ha sfornato dei veri e propri disastri negli ultimi anni ‘90 e nei primi anni 2000: i mediocri o per lo più pessimi seguiti in home video, film ben animati ma poco entusiasmanti come Il Pianeta del Tesoro, e film che probabilmente sarebbe meglio dimenticare come Mucche Alla Riscossa. Non importa chi incolpiate per questo, questi film deludenti significano che la Disney è sotto un effetto negativo significativo che si ripercuote su tutto lo studio, con il pubblico che considera i loro film non buoni fino a prova contraria. Sotto questa corrente, I Robinson, Bolt e La Principessa e il Ranocchio stanno ancora pagando per delle pessime decisioni della precedentemente amministrazione – una lezione oggettiva di cosa succede quando si fa valere di più il marketing e la pubblicità che la qualità dell’intrattenimento.

Questa è una spiegazione conveniente, e se è veritiera, allora la Disney probabilmente deve ancora lavorare duramente per controbilanciare il karma negativo dei film che si è generato per così tanti anni. A remare contro questa teoria è il successo di Trilli, sebbene si può discutere che questo personaggio appartiene già da generazioni nelle menti della gente come la “vecchia Disney” per essere associata al film di Peter Pan.

MERCHANDISING vs MEDIA

Gli anni novanta e gli anni 2000 hanno visto un massivo aumento nei tentativi di merchandising della Disney, come il lancio di estremo successo del franchise delle Principesse Disney stesso. Si potrebbe anche discutere che la Disney ora sia essenzialmente una società di merchandising che produce i suoi stessi media, piuttosto che una società di media che produce il suo merchandise. Il marchio delle Principesse Disney è un brand di marketing e merchandising è stato lanciato negli anni 90 e ha avuto un successo al di là delle più rosee aspettative.

La cosa strana è che la bambola di Tiana è diventata la bambola Disney più venduta ben prima dell’uscita effettiva del film nelle sale. Che cosa è accaduto a tutte quelle bambine che hanno comprato la bambola di Tiana? La mia teoria è che il successo del brand delle Principesse Disney come fenomeno del merchandising ha remato contro la Principessa e il Ranocchio al box office perché tutte queste bambine cha hanno comprato dei prodotti ispirati dal film non si sono preoccupate di vederlo nei cinema. Il brand si è talmente ingrandito convincendo le bambine a comprare i prodotti e i film sono diventati il prodotto marginale.

Comunque, se questo è vero, ci sarebbe da aspettarsi che le vendite del DVD de La Principessa e il Ranocchio saranno molto più alte di quelle dei biglietti del cinema. Il DVD e il Blu-ray acquista più il valore di un prodotto di merchandise che quello di un film – è semplicemente il nuovo prodotto delle Principesse Disney che tutte quelle bambine devono assolutamente avere, anche se molte di quelle bambine il film al cinema non l’hanno visto. Se questo è vero significa che la Disney ha sbagliato a non creare una versione super speciale del DVD per gli stores. L’edizione corrente è decente, ma non è una di quelle edizioni super complete a due dischi strapieni di contenuti speciali che affascinano le bambine (e inducono i loro genitori ad acquistarlo).

Ancora, questa teoria non spiega il risultato del box office dei due film precedenti, ma spiega il successo dei film di Trilli, che sono stati trattati più come dei prodotti di merchandising che come film. Significa che la Disney ha avuto così successo con queste iniziative di merchandising e marketing, e che il prossimo prodotto delle principesse Disney sarebbe meglio realizzarlo come un prodotto solo per l’home video!

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Nonostante le recensioni degli ultimi due film siano state eccellenti, i due film sono stati giudicati piuttosto formulati e prevedibili. E la gente ha preferito evitare questi film. Sono tutti film per famiglie, e la Disney già possiede un ricco catalogo di questo genere di film. E in altro senso i film della Disney sono visti come “sicuri”, ma sicuri sta anche per noioso, e prevedibile nelle menti del pubblico. L’unica possibilità per salvare La Principessa e il Ranocchio in home video è di agganciarlo al brand delle Principesse Disney, nelle speranze che le bambine lo comprino in massa scambiandolo per un prodotto merchandise piuttosto quello che è in realtà, ovvero un film.

Questa è l’unica teoria funzionante che ho che prova a spiegare le delusioni al box office di Bolt e I Robinson come pure de La Principessa e il Ranocchio, sebbene ora Trilli sia l’anomalia, anche se potrebbe essere più importante come icona riconoscibile  dei classici Disney del passato.

Purtroppo alla fine non credo di essere arrivato a una risposta alla domanda del titolo. E’ possibile che il fatto che tutti e tre i film più recenti dei Walt Disney Animation Studios siano stati una delusione al botteghino possa essere stata una mera coincidenza, con nessun fattore comune che li leghi tra loro. Comunque credo che la Disney abbia fatto la decisione giusta per le ragioni sbagliate nel loro approccio con Raperonzolo/Tangled. In mia opinione, i cambiamenti da Rapenzolo a Tangled non aiuteranno il film per poter attrarre anche i ragazzi. E’ perché lo faranno assomigliare a “Come d’Incanto”, l’ultimo film di successo delle Principesse Disney (anche se Giselle non è una vera e proprio principessa Disney). I trailer del film mostravano chiaramente che la Disney voleva fare un film principesco, anche se alla fine quello che ne è uscito è stato una sorta di parodia. E c’è stato il fascino anche per i ragazzi, che hanno guardato volentieri Amy Adams. Alla fine uscire dagli standard di un film tipico con una principessa Disney ha fatto incassare 127 milioni a fronte di un budget di 85 milioni di dollari.

Tutto quello che stanno facendo per Raperonzolo sembra lo possa far assomigliare di più a un “Come d’Incanto” che a qualsiasi altra cosa. Sarebbe molto ironico che il segreto per fare un film Disney di successo è di fare il possibile per non farlo sembrare un film animato Disney. Solo il tempo ci dirà se l’azzardo ripagherà.

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