martedì 13 ottobre 2009

La Rivoluzione dei Disney Stores

Steve Jobs e il suo modello di successo realizzato con la catena dei negozi Apple Store hanno influenzato significativamente il progetto della Disney in corso per il rinnovo dell'intera catena dei Disney Stores.Per i nuovi "Imagination Park", ci saranno meno corsie di gadget e più esperienza di comunità, con interazione, idee e concetti derivati dall'esperienza della Apple.

Questi saranno gli ingredienti principali. Infatti, già da diversi mesi la Disney sta lavorando a un importante progetto per rinnovare e ridare smalto alla catena di negozi di sua proprietà che conta 340 punti vendita sparsi tra Stati Uniti ed Europa. Per la prima volta dopo l'acquisizione di Pixar avvenuta nel 2006, il maggior azionista privato Steve Jobs ha avuto un ruolo decisivo sul progetto in corso presso il gigante del divertimento

Secondo quanto riporta il New York Times il CEO della Apple ha sostenuto con energia il progetto, lavorando perchè esso non rappresentasse un semplice svecchiamento dei punti di vendita, quanto piuttosto una rivoluzione che allontanasse i Disney Store da semplice collezione di scaffali pieni di gadget per renderli più simili a una vera esperienza di partecipazione e interattiva non solo per i più piccoli ma anche per i genitori accompagnatori.

Il contributo di Jobs, e in particolare l'esperienza degli Apple Store, sono stati così decisivi per realizzare un primo prototipo di negozio in scala 1 a 1, voluto con forza da Jobs per provare sul campo l'esperienza finale che sarà fornita nei Disney Store sparsi per il pianeta.

I nuovi Disney Store che potrebbero essere battezzati, come accennato, Imagination Park conterranno numerose attività ricreative che permetteranno ai bambini di divertirsi all'interno del negozio prolungando la loro permanenza. Un angolo dello store sarà adibito alla proiezione di spezzoni dei migliori titoli Disney che i bambini potranno scegliere liberamente, chip integrati nelle confezioni permetteranno funzioni speciali integrandosi con gli oggetti sparsi per il punto vendita. Secondo la descrizione offerta dal The New York Times il prototipo dell'Imagination Park della Disney risulta così molto simile agli Apple Store, per l'impiego della tecnologia, per le ampie zone dedicate alle attività e ai servizi ai clienti, in definitiva punti vendita che si allontanano dai concetti adottati fino a oggi per offrire esperienza e interazione.

Ed ecco che la Disney si aggiorna, segue il passo dei tempi e si rinnova tecnologicamente. Forse ora gli scettici che dicevano che i 7,4 miliardi di dollari spesi 3 anni fa per la Pixar erano troppi si ricrederanno!
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Ci riserviamo tutto il diritto di rispondere male a chi si lamenta che è finita la fantasia a Hollywood solo perché stanno facendo un sequel di Mary Poppins. Che poi voglio dire, è tratto dai romanzi originali di P.L. Travers, sono passati più di cinquant'anni, e c'è Lin-Manuel Miranda che farà cose, che problema avete?

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