giovedì 24 settembre 2009

L'era Disney dopo Dick Cook: Le nostre previsioni

Il fatto che le dimissioni di Dick Cook siano avvenute a solo tre settimane dall'annuncio dell'acquisizione della Marvel da parte della Disney è un forte segnale che la Disney che abbiamo conosciuto in passato non sarà la Disney che vedremo in futuro.

Lo studio presto sarà nelle mani di qualcuno che non avrà gli stessi forti legami col passato disneyano; dopotutto Cook è l'ultimo esecutivo che era in Disney prima dell'arrivo di Micheal Eisner nel 1984.

Il nuovo capo degli studi supervisionerà una riorganizzazine generale del marhio Disney che, secondo gli studi di diversi analisti, sta cominciando a mostrare la sua età.

Mentre Iger è ben muto a riguardo, sta diventando sempre più apparente che ad un certo punto dell'anno scorso il predidente Disney ha deciso che la società aveva veramente bisogno di una ristrutturazione radicale, cominciando proprio dallo studio, che è il motore che fa girare tutto a livello di business.

Gli unici successi registrati negli ultimi tempi a parte i film Pixar sono stati "Pirati dei Caraibi" e la serie dei "Misteri dei Templari". Tanti piccoli film live-action sono pssati in sordina, quasi ignorati dal grande pubblico (a parte qualche raro esempio).

Iger deve aver pensato che un cambiamento simile sarebbe stato reso quasi sicuramente impossibile da un tradizionalista come Cook. E' l'unica ragione che spiega le sue dimissioni così improvvise, così inaspettate.

Può la Disney sopravvivere al tumulto che potrebbe risultare dopo l'era Cook? Dick non aveva certamente eguali nel suo campo. La voce del momento è che Cook sia stato lasciato andare per colpa delle delusioni degli incassi, ma questo è un modo frettoloso e suprficiale di guardare alla questione, visto che anche altri studi hanno registrato alcuni flop, senza però alcun significativo cambio di vertice. Le sue dimissioni proprio ora segnalano problemi ben più grandi di questo.

Anche se diamo per buona la spiegazione dela riorganizzazione interna, l'uscita di scena di Dick Cook è una grande perdita. Avendo iniziato in distribuzione e marketing, è stato brillante a trasformare film in eventi. Da "Il Re Leone", a "Toy Story", fino "Pirati dei Caraibi" ha reso i film molto più che solo esperienze cinematografiche.

Cook è stato anche bravo a gestire i talenti. Da John Lasseter a Johnny Depp, passando per Tim Burton e il mega produttore Jerry Bruckheimer; mentre Eisner battibeccava con Steve Jobs e la Pixar, è stato lui che andava da loro una volta al mese per incontrare Lasseter e Jobs, tenendo aperte le comunicazioni e preparando la strada per l'acquisizione della Pixar.

Cook è rimpiazzabile? Certamente. Ma non facilmente. Il sospetto è che Iger abbia già deciso per nuovo capo per i Walt Disney Studios, visto che non poteva mettere da parte qualcuno così connesso al DNA della Disney senza dare al consiglio di amministrazione un rimpiazzo, per non menzionare Jobs (maggior azionista Disney) e Lasseter, che hanno un'influenza enorme sul futuro degli studios.

E' qualcuno della Marvel, che potrebbe aver chiesto il controllo dello studio come condizione per l'acquisizione? E' improbabile siccome non c'è nessuno nella casa dei supereroi dei fumetti con la statura e l'esperienza per guidare la Disney.

Potrebbe essere Stacey Snider, partner DreamWorks di Spielberg che già guidava l'Universal e potrebbe così togliere il malcontento? Sembra buono sulla carta ma lei ha già insistito di non essere affatto interessata.

Lasseter stesso è stato menzionato, ma gli interni dicono che non vorrebbe mai i mal di testa che un lavoro simile comporterebbe.

La possibilità che rimane è che il futuro chairman degli studios sarà qualcuno che non ha nessun legame stretto con le vecchie tradizioni Disney, siccome Iger sembra proprio sia intenzionato a spingere lo studio verso altre direzioni; ma se sa quello che sta facendo, Iger sta facendo un buon lavoro a tenerlo per se.

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