giovedì 24 settembre 2009

I retroscena sulle dimissioni di Dick Cook

Come tutti ormai sappiamo venerdì scorso Dick Cook, capo dei Walt Disney Studios, da 38 anni in Disney, ha lasciato definitivamente il suo posto.
Finora è rimasto un po' tutto un mistero, ma finalmente cominciano ad emergere i primi dettagli dell'accaduto.

Incredibile ma vero la fine per Dick Cook è avvenuta in meno di 10 minuti

Il capo dei Walt Disney Studios, che ha iniziato la sua carriera in Disney come operatore delle monorotaie a Disneyland e che è arrivato fino a ideare la saga cinematografica dei "Pirati dei Caraibi e che ha portato allo studio un talento del calibro di Steven Spielberg, non sapeva che cosa c'era in serbo per lui quando il suo capo casualmente gli ha ricordato martedì scorso che avrebbe voluto vederlo per qualche minuto alla fine della giornata.

Cook era pieno di incontri uno dopo l'altro per tutto il pomeriggio ma è riuscito a liberarsi per vedere Bob Iger alle 17:30. Lasciato il suo ufficio al sesto piano dell'edificio amministrativo della Disney di Burbank si è incamminato lungo il corridoio verso l'ufficio del presidente.

Iger è arrivato subito al punto. Ha detto a Cook che dopo "averci pensato parecchio", voleva "dare una svolta" allo studio che avrebbe inciso sul posto di lavoro dello stesso Cook, secondo alcuni resoconti dell'incontro. "Abbiamo bisogno di andare in una direzione diversa," ha sottolineato Iger, dandogli poche spiegazioni se non che dicendogli che molte persone si stavano lamentando che lo studio stava diventando, troppo introverso, non collaborativo come dovrebbe con le altre unità e quindi isolato dal resto della Disney. Quando Cook ha fatto pressione per degli esempi, Iger esitava. I due si sono allora dati una stretta di mano, e Cook lasciò l'ufficio di Iger.

Cook, a cui rimangono ancora tre anni allo scadere del suo contratto, in seguito ha riferito ai suoi colleghi di essere sbalordito dall'improvviso cambio degli eventi.

Non poteva essere.

Era chiaro da tempo che Cook e Iger stavano seguendo strade diverse. Il 59enne Cook sapeva di non andare granchè a genio ad Iger, e i due erano diversi sia nello stile che nella sostanza. Il capo dei film era salito nella scala aziendale della Disney lungo la sua carriera di quasi quattro decenni ma non è il tipico esecutivo di Hollywood. Nativo di Bakersfield non era affatto imbarassato ad indossare cravatte di Topolino, o a dire "gosh" (alla Pippo) in pubblico, e si sentiva comunque a suo agio tra le star del cinema piene di ego e gli operatori di cinema di cittadina. La sua natura rustica era in contrasto a quella di Iger, che è più controllato, contenuto e concettuale. Iger, all'inizio presentatore del meteo, poi è passato alla supervisione del canale ABC fino ad arrivare al comando della Walt Disney Company.

Iger ha limitato molto i suoi commenti riguardo le dimissioni di Cook nella dichiarazione preparata che è uscita la settimana scorsa dicendo soltanto "In rappresentanza di tutti alla Disney, gli auguriamo il meglio."

Il momento più recente di tensione tra i due è stato solo quattro giorni prima del loro incontro di martedì scorso. Lo studio aveva deliberatamente tenuto all'oscuro i nomi delle grandi stars e dei registi che Cook stava per presentare al D23 Expo di Anaheim, l'inaugurale convention dei fan Disney che la società ha organizzato con la speranza di attrarre decine di migliaia di persone, un'opportunità perfetta per promuovere film, serie TV e nuove attrazioni per i parchi tematici.

Sebbene Cook ha reso noto ai suoi colleghi di pubblicizzare l'apparizione di Nicolas Cage, che sarà protagonista del prossimo film Disney del 2010 "L'Apprendista Stregone", ciononostante non ha reso noto i nomi più grossi: la star dei "Pirati dei Caraibi", Johnny Depp, l'eroina delle teenager Miley Cyrus e i registi Robert Zemeckis e Tim Burton. Cook voleva stupire la folla pagante all'Anaheim Convention Center con una sorpresa e non voleva che questa venisse rovinata da una fuga di notizie. La partecipazione per i 4 giorni dell'evento, all'inizio al di sotto delle aspettative interne, si è poi dimostrata un "tutto-esaurito".

Questa mossa, invece che impressionare i superiori di Cook, invece ha inasprito i rapporti. E' stato visto come un classico esempio di stravaganza di Cook, ha riferito gente allo studio che ha rifiutato di essere identificata in quanto non autorizzata a parlare.

Ancora una volta, Cook ha dimostrato la sua preferenza a passare sopra allo stile Disney del "lavoro di squadra" che Disney la società ha come fondamento. Iger è risaputo per apprezzare la collaborazione tra le varie unità operative della Disney ed è rimasto notevolmente irritato dall'approccio da solitario dello studio.

"Credeva che lo studio fosse un isola", ha riferito una persona familiare alla situazione. "E l'isola era impenetrabile."

Fin dal momento che Iger è stato nominato successore di Michael Eisner nel 2005, ci sono stati dei chiari segnali che lui e Cook avevano una visione opposta a proposito del futuro dell'industria cinematografica.
Nel 2005 Iger ha pubblicamente ha avanzato la nozione di ridurre il periodo tra l'uscita di un film nelle sale e l'uscita in DVD per dare al consumatore la scelta di vedere i film ovunque essi vogliano, al cinema, nel loro salotto o tramite accessori portatili. E' stato il primo presidente di uno studio di Hollywood a suggerire un cambiamento nella vecchia pratica di mostrare i film al cinema diversi mesi prima che fossero disponibili su altre piattaforme.

"Credo che tutte le vecchie regole debbano essere messe in discussione perchè le regole in termini di "consumo di intrattenimento" sono cambiate drasticamente," ha dichiarato Iger a quel tempo, continuando, "Sono sicuro che avremo una grande retromarcia dall'industria."

E Iger dovette fare retromarcia anche lui.

E non solo per il parere contrario dei possessori dei cinema, che sostenevano che la release simultanea dei film in altri mezzi avrebbe tolto fette grosse al loro mercato, ma dello stesso Cook, che era d'accordo che l'andare al cinema non è soltanto vitale per l'industria cinematografica ma ha anche un ruolo sociale in quanto dà la possibilità per degli estranei di sedersi in una sala buia e di poter condividere collettivamente un'esperienza.

Divergenze come queste, che potrebbero sembrare apparentemente piccole, ma sommandosi col tempo e hanno portato alla definitiva caduta di Cook, secondo una fonte familiare alla storia che ha chiesto di non essere nominata a causa della delicatezza della vicenda.

Oltre alle loro differenze in stile personale, c'erano i risultati concreti. Iger è stato sempre netto riguardo al suo malcontento con la performance dello studio ai botteghini lo scorso anno, che ha incluso delusioni come "G-Force" e "Racconti Incantati". Un'altro filmone a grosso budget esce domani in America, "Surrogates" con Bruce Willis, un'avventura fantascientifica.

In maggio, Iger ha compiuto un gesto molto insolito, e cioè quello di castigare pubblicamente lo studio di fronte agli analisti di Wall Street. "E' la scelta dei film e la realizzazione dei film che si sono scelti di produrre. Abbiamo avuto un anno difficile... Non è il mercato che va male. E' colpa dei nostri film." Lo studio, che in un anno buono può essere in grado da solo di fornire più o meno il 15% delle entrate della società, ha conseguito una perdita nel più recente trimestre - il suo primo dal 2005.

Allora, forse Cook non considerava molto questo modo diretto del suo capo di essere onesto con gli azionisti, e di dire come andavano le cose

Sotto sotto però era una chiara indicazione del discontento di Iger.

Venerdì il suo malcontento l'ha conosciuto tutta la Disney

Cook ha chiamato tutti i suoi esecutivi top in un meeting alle 15 nell'edificio Frank G. Wells e ha sganciato la bomba. Ha detto agli 86 presenti aveva deciso di andarsene, contro il consiglio di un suo collega che gli ha sempre detto di mai iniziare una presentazione con il finale.

"Oggi, non so come fare se non mettendo il finale per primo," ha detto un commosso Cook, secondo le persone nella stanza. "Dopo 38 anni con la società che ho amato, oggi è il mio ultimo giorno".

Il dimissionario capo degli studios poi ha letto una dichiarazione preparata che sarebbe poi stata resa pubblica più tardi, chiedendo allo staff riunito due favori: non diffondere la notizia prima del comunicato stampa ufficiale, e "darmi due minuti per uscire dalla porta da solo".

Con ciò, Cook ha ricevuto una standing ovation mentre lasciava la stanza. E' tornato al suo uffico e ha chiamato alcuni tra gli attori, i registi e i produttori con cui ha lavorato da vicino durante gli anni, compresi Johnny Depp, il produttore Jerry Bruckeimer, e i partner della DreamWorks Steven Spielberg e Stacey Snider, hanno riferito le persone contattate.

Come tutti quelli che hanno ricevuto la notizia, Bruckheimer era ancora colpito. "Sono ancora scioccato a riguardo," ha detto Jerry. "Dick è stato una grande parte dei nostri successi in Disney. Ho amato lavorare insieme e spero lavoreremo insieme anche in futuro."
Verso le 19:30, Cook si prepara per andare a casa.

Ma non prima di una piccola deviazione. Cook è passato per un'ultima volta nella stradina principale che passa tra gli studios conosciuta come Mickey Avenue, intorno al perimetro degli studios, ha oltrepassato i grossi capannoni e il famoso "Animation Building" e tutti i luoghi caratteristici della sua quarantennale carriera. Dopo questo si è diretto verso casa.
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